DdL Concorrenza: contributi fino a 60.000 euro per la svolta green delle stazioni di servizio

Francesco Rodorigo - Incentivi alle imprese

Con il nuovo DdL concorrenza il Governo accelera sulla riconversione green delle stazioni di servizio. Previste nuove regole per la rete di distribuzione carburanti e per RC auto

DdL Concorrenza: contributi fino a 60.000 euro per la svolta green delle stazioni di servizio

Dopo una serie di rinvii e una lunga attesa, nella riunione del 23 luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026.

La principale novità del cosiddetto DdL concorrenza è la profonda riforma del settore della distribuzione dei carburanti.

Cambiano le regole relative all’autorizzazione per l’installazione e l’esercizio degli impianti e arriverà un bonus per i gestori che scelgono la via della trasformazione green.

Sono previsti incentivi fino a 60.000 euro per chi avvia la conversione degli impianti in stazioni di ricarica di veicoli elettrici o di distribuzione di biocarburanti.

Novità anche per l’RC auto e per il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione.

DdL Concorrenza: contributi fino a 60.000 euro per la svolta green delle stazioni di servizio

Con il nuovo DdL concorrenza per il 2026 il Governo spinge l’acceleratore sulla svolta green per il settore della distribuzione dei carburanti.

È una svolta storica, una riforma attesa da anni per un settore strategico del nostro Paese”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Manteniamo l’impegno assunto con la filiera e interveniamo nel momento giusto per accompagnare il comparto nella sua trasformazione.

La riforma della rete di distribuzione dei carburanti, prevede innanzitutto la razionalizzazione e la riconversione delle stazioni di servizio. Il nuovo Fondo per la trasformazione della rete carburanti verso la mobilità green, con una dotazione di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2028 al 2030, garantirà accesso a contributi per la riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato verso i biocarburanti e la ricarica elettrica.

Nello specifico, i titolari degli impianti che li convertano in stazioni di ricarica di veicoli elettrici o di distribuzione di biocarburanti possono ottenere un contributo pari al 50 per cento delle spese sostenute, fino a 60.000 euro.

Se dopo la conversione il rapporto non dovesse prosegua, ai gestori è comunque riconosciuto un indennizzo fino a 20.000 euro.

Inoltre, viene differito al 31 dicembre 2028 il termine per l’applicazione della procedura semplificata di dismissione degli impianti chiusi definitivamente.

Non solo. La riforma interviene anche sull’autorizzazione all’installazione e all’esercizio degli impianti. La procedura attuale prevede un meccanismo di silenzio-assenso, mentre una volta operative le modifiche dovrà essere rilasciata dal comune in forma espressa e in favore di soggetti che dimostrino:

  • adeguata capacità tecnico-organizzativa ed economica;
  • la regolarità contributiva;
  • l’applicazione dei contratti di lavoro del settore, con esito positivo delle verifiche antimafia.

Il DdL, poi, disciplina il trasferimento a terzi della titolarità dell’impianto. Dal 1° gennaio 2028 potranno essere rilasciate nuove autorizzazioni soltanto per impianti che prevedano la distribuzione di almeno una fonte di alimentazione di veicoli alternativa ai combustibili fossili.

Infine, la riforma prevede la tipizzazione del contratto per l’affidamento a terzi dei servizi di rifornimento. Si prevedono condizioni normative minime (una durata non inferiore a 4 anni, termini di preavviso e penale per il recesso anticipato) e il ricorso a un terzo arbitratore in caso di mancato accordo tra le parti.

Chi dovesse applicare forme contrattuali diverse da quelle disciplinate dalla legge incorrerà in sanzioni amministrative pecuniarie da 2.000 a 20.000 euro per ciascun punto vendita, fino a un massimo di 200.000 euro.

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RC auto e altre novità in arrivo

Con il DdL concorrenza 2026 sono in arrivo novità anche per l’RC auto. Il testo conferisce al Governo una delega per la riforma dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile per la circolazione dei veicoli.

L’obiettivo è quello di rendere il premio più proporzionato al rischio effettivamente assunto, ma anche di migliorare il funzionamento del risarcimento diretto e di rafforzare il contrasto alle frodi assicurative e all’evasione dell’obbligo di assicurazione.

Tra le altre novità del DdL c’è la modifica ai criteri di riparto del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione. Nello specifico, come si legge nel comunicato stampa rilasciato a margine del CdM, l’ammissione delle emittenti televisive comunitarie alla graduatoria è subordinata alla presenza di almeno un dipendente per ciascun marchio o palinsesto e per ciascuna area tecnica, mentre l’accesso ai contributi è esteso alle emittenti televisive locali con numerazione automatica che utilizzino almeno un megabit al secondo di capacità trasmissiva.

Sono infine modificati i requisiti per l’iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione: in alternativa ai titoli oggi richiesti si prevede il possesso di una laurea, da individuare con decreto ministeriale, e il superamento di un apposito esame, con obbligo di aggiornamento professionale continuo mediante crediti formativi, a pena di sospensione o cancellazione dal ruolo.