Decreto Cura Italia: bonus 100 euro ai dipendenti per l’emergenza coronavirus

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Decreto Cura Italia: bonus 100 euro ai dipendenti che hanno continuano a lavorare in sede nel mese di marzo, durante l'emergenza coronavirus. Nessun contributo per chi ha continuato le attività in smart working. La novità nel testo del DL numero 18 del 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo.

Decreto Cura Italia: bonus 100 euro ai dipendenti per l'emergenza coronavirus

Decreto Cura Italia: bonus 100 euro ai dipendenti che continuano a lavorare in sede nel mese di marzo, durante l’emergenza coronavirus. Nessun contributo, infatti, è previsto per chi ha continuato le attività in smart working.

Si tratta di un “premio”, così definito nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo, destinato a chi ha un reddito complessivo inferiore a 40.000 euro.

La novità è inserita nel pacchetto di misure economiche per contrastare l’impatto della crisi epidemiologica.

Dalla cassa integrazione per tutti alla sospensione delle scadenze fiscali con un nuovo calendario a tre corsie, passando per lo stop ai mutui: la ricetta del governo si basa su un testo di oltre 120 articoli.

Decreto Cura Italia: bonus 100 euro ai dipendenti che lavorano in sede durante l’emergenza coronavirus

Nel testo del Decreto Cura Italia, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo 2020, il bonus 100 euro per i dipendenti, esclusi i lavoratori in smart working, è previsto dall’articolo 63.

Nel testo si legge:

“Ai titolari di redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 49, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che possiedono un reddito complessivo di importo non superiore a 40.000 euro spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese”.

Il contributo per i dipendenti che non hanno lasciato la loro sede di lavoro nel momento dell’emergenza coronavirus viene riconosciuto dal datore di lavoro, in qualità di sostituto di imposta, automaticamente. Non è necessario presentare una domanda per ottenerlo.

Il lavoratore vedrà accreditarsi il bonus nel mese di aprile “e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno”, si legge nel testo.

A loro volta i sostituti di imposta possono recuperare le somme riconosciute ai dipendenti tramite compensazione, secondo le regole stabilite dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

DL Cura Italia: bonus 100 euro ai dipendenti che operano in sede, esclusi i lavoratori in smart working

Il contributo di 100 per i lavoratori dipendenti previsto dall’articolo 63 del DL Cura Italia distingue chi continua a operare in sede e chi svolge le attività in smart working.

Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dell’11 marzo 2020, il governo ha imposto la chiusura della maggior parte dei negozi e ha invitato al “massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza”.

Fin dai primi interventi, è stata stabilita la possibilità di usufruire dello smart working, regolato dalla legge numero 81 del 2017, basata sulla flessibilità organizzativa. In tutta Italia e per tutta la durata dell’emergenza, anche in assenza degli accordi individuali previsti.

Ci sono, però, attività che non si fermano e che non si possono svolgere adottando le modalità del lavoro agile, basti pensare a tutti coloro che lavorano in farmacia o al supermercato, ed è proprio per supportare queste categorie che nasce il “premio” di 100 euro , come viene definito nel testo.

Nessuna somma aggiuntiva, dunque, per chi ha svolto regolarmente il suo lavoro anche nel mese di marzo, in smart working e quindi non nella sede canonica.

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