Contributi INPS dipendenti 2026: istruzioni per il calcolo e importi

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

L’INPS comunica i minimali e i massimali della retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi nel 2026. Le istruzioni riguardano i dipendenti del pubblico e del privato

Contributi INPS dipendenti 2026: istruzioni per il calcolo e importi

Arriva l’aggiornamento annuale dei minimali e dei massimali della retribuzione giornaliera che devono essere utilizzati per il calcolo dei contributi INPS dei dipendenti nel 2026.

I valori sono indicati nella canonica circolare, pubblicata dall’INPS il 30 gennaio, nella quale sono fornite anche le istruzioni dedicate a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici interessati.

I nuovi valori indicati nelle apposite tabelle fanno riferimento alla generalità dei dipendenti, sia pubblici sia del privato.

Contributi INPS dipendenti 2026: istruzioni per il calcolo e importi

L’INPS ha pubblicato la circolare annuale con la quale fornisce le istruzioni da seguire per il calcolo dei contributi dei lavoratori dipendenti.

Come ogni anno, infatti, anche per il 2026 l’Istituto ha indicato i minimali e massimali della retribuzione giornaliera aggiornati per la generalità dei lavoratori e delle lavoratrici dipendenti ai fini del calcolo della contribuzione dovuta.

I valori indicati dall’INPS sono necessari per il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali che, secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 1, del DL n. 338/1989, non possono essere calcolati con imponibili giornalieri inferiori a quelli stabiliti dalla legge. La norma, infatti, prevede che:

“La retribuzione da assumere come base per il calcolo dei contributi non può essere inferiore all’importo delle retribuzioni stabilito da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative su base nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali, qualora ne derivi una retribuzione d’importo superiore a quello previsto dal contratto collettivo.”

Ogni anno, nel mese di gennaio, i limiti di retribuzione giornaliera sono adeguati sulla base della variazione percentuale ai fini della rivalutazione automatica delle pensioni. Per il 2026 tale variazione è stata calcolata dall’ISTAT in misura pari all’1,4 per cento.

Tali limiti sono indicati nelle tabelle A e B fornite nell’allegato 1 alla circolare INPS (disponibile di seguito) e, se di importo inferiore, devono essere ragguagliati a quelli riportati nella tabella di seguito.

Anno 2026 Importo
trattamento minimo mensile di pensione a carico del FPLD 611,85 euro
minimale di retribuzione giornaliera (9,5 per cento del TM) 58,13 euro
INPS - Circolare n. 6 del 30 gennaio 2026 - Allegato 1
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L’INPS inoltre precisa che, secondo quanto stabilito dal Dlgs n. 164/1997, la retribuzione imponibile ai fini contributivi del personale di volo, iscritto al fondo volo, non può essere inferiore al limite minimo individuato per la retribuzione giornaliera, ovvero a 58,13 euro.

Contributi INPS 2026: il minimale contributivo per le retribuzioni convenzionali

Tenendo conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati calcolato dall’ISTAT, il limite minimo di retribuzione giornaliera per le retribuzioni convenzionali in genere per il 2026 è fissato a 32,30 euro.

Lo stesso valore si applica anche alle retribuzioni degli equipaggi delle navi da pesca, dato che la categoria segue le altre tipologie di lavoratori per le quali sono fissate retribuzioni convenzionali.

Diverse sono, invece, le indicazioni da seguire nel caso dei soci delle cooperative della piccola pesca: per la categoria l’imponibile contributivo, che corrisponde al salario mensile, deve essere calcolato sulla base di 25 giornate al mese. La retribuzione convenzionale per il 2026 è, dunque, fissata a 808 euro (retribuzione convenzionale in genere x 25).

Nel caso dei lavoratori e delle lavoratrici a domicilio, il limite minimo di retribuzione giornaliera varia in base all’aumento dell’indice medio del costo della vita calcolato dall’ISTAT. Come già specificato, per il 2026 tale limite è pari a 32,30 euro. Questo dovrà comunque essere portato ai 58,13 euro precedentemente indicati.

Per quanto riguarda poi i dipendenti part-time, cioè chi svolge l’attività lavorativa a tempo parziale, sono previste regole diverse a seconda dei casi considerati:

  • per i lavoratori con orario di lavoro di 40 ore a settimana, in linea generale i lavoratori dipendenti delle aziende private, la retribuzione minima oraria è determinata dal seguente calcolo:

    “58,13 euro x 6/40 = 8,72 euro”

  • per i lavoratori con orario di lavoro di 36 ore a settimana, generalmente i dipendenti pubblici, la retribuzione minima oraria è determinata con il seguente calcolo:

    “58,13 euro x 5/36 = 8,07 euro”

Contributi INPS 2026: quota di retribuzione soggetta all’aliquota aggiuntiva dell’1 per cento

Come previsto dal DL n. 384/1992, l’aliquota aggiuntiva dell’1 per cento a carico del lavoratore è dovuta sulle quote che eccedono il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile nei casi in cui il regime pensionistico preveda aliquote contributive inferiori al 10 per cento.

I valori relativi all’importo annuale della prima fascia e al limite mensile sono riportati nella seguente tabella riassuntiva.

Anno 2026Importo
prima fascia di retribuzione pensionabile annua 56.224 euro
importo al mese 4.685 euro

Le istruzioni per la valorizzazione in Uniemens sono specificate al paragrafo 5 della circolare n. 6/2026.

Massimale annuo della base contributiva e pensionabile e limite per i contributi obbligatori e figurativi

L’INPS, nel documento di prassi, indica anche il massimale annuo della base contributiva e pensionabile, previsto per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie dopo il 31 dicembre 1995 e per chi opta per la pensione con sistema contributivo.

Tale valore per il 2026 è pari a 122.295 euro.

Il limite di retribuzione per l’accredito dei contributi obbligatori e figurativi, invece, è fissato al 40 per cento del trattamento minimo di pensione in vigore al 1° gennaio dell’anno di riferimento, che per il 2026 è 611,85 euro.

Il limite di retribuzione settimanale, pertanto, è 244,74 euro.

Anno 2026 Importo
trattamento minimo mensile di pensione 611,85 euro
limite settimanale per l’accredito dei contributi (40 per cento) 244,74 euro
limite annuale per l’accredito dei contributi (244,74 euro x 52) 12.726 euro

Gli importi che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente

Gli importi che per il 2026 non concorrono alla formazione del reddito imponibile a fini contributivi sono riepilogati nella tabella.

Anno 2026Importi in euro
Valore delle prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto in formato cartaceo 4
Valore delle prestazioni sostitutive delle somministrazioni di vitto in formato elettronico 10
Indennità sostitutive delle somministrazioni di vitto ad addetti ai cantieri edili, a strutture temporanee o ad unità produttive in zone prive di servizi di ristorazione 5,29
Indennità di trasferta intera Italia 46,48
Indennità di trasferta 2/3 Italia 30,99
Indennità di trasferta 1/3 Italia 15,49
Indennità di trasferta intera estero 77,47
Indennità di trasferta 2/3 estero 51,65
Indennità di trasferta 1/3 estero 25,82
Indennità di trasferimento Italia (tetto) 1.549,37
Indennità di trasferimento estero (tetto) 4.648,11
Azioni offerte ai dipendenti (tetto) 2.065,83

L’INPS inoltre ricorda che la Legge di Bilancio 2025 ha previsto nuove disposizioni per il trattamento contributivo e fiscale delle spese di trasferta e dei rimborsi relativi a vitto, alloggio, viaggio e trasporto.

Nello specifico, i rimborsi delle spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto, effettuati tramite autoservizi pubblici non di linea (servizio di taxi e servizio di noleggio con conducente), non concorrono a formare il reddito se tali spese sono effettuate con versamento bancario o postale oppure con pagamento elettronico (carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari).

Oltre a tali somme, come indicato nella circolare dell’INPS, non concorrono alla formazione del reddito anche gli importi riconosciuti a titolo di fringe benefit 2026, secondo il doppio limite di non tassabilità già in vigore lo scorso anno e confermato fino al 2027 dalla Manovra 2025:

  • 1.000 euro per la generalità dei lavoratori dipendenti;
  • 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli a carico.

L’importo dell’indennità di maternità obbligatoria è invece calcolato in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai e per il 2026 è fissato a 2.543,15 euro.

Per i lavoratori dello spettacolo si deve fare riferimento all’apposita tabella inserita nella circolare dell’INPS, a cui si rimanda anche per il calcolo del contributo di solidarietà dell’aliquota aggiuntiva dell’1 per cento e massimali giornalieri in relazione ai lavoratori dello spettacolo e agli sportivi.

INPS - Circolare n. 6 del 30 gennaio 2026
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Contributi INPS 2026: regolarizzazione entro la scadenza del 16 aprile

I datori di lavoro che non hanno potuto tenere conto dei valori contributivi aggiornati e hanno già provveduto al versamento dei contributi relativi al mese di gennaio 2026 hanno la possibilità di regolarizzare la propria posizione.

Si può procedere all’adempimento, senza costi aggiuntivi, entro il giorno 16 del terzo mese successivo a quello di pubblicazione della circolare, pertanto entro la scadenza del 16 aprile 2026.

Nel documento di prassi vengono fornite le istruzioni da seguire per provvedere all’adempimento:

“Ai fini della regolarizzazione, i datori di lavoro che utilizzano la sezione “PosContributiva” del flusso Uniemens devono calcolare le differenze tra le retribuzioni imponibili in vigore al 1° gennaio 2026 e quelle assoggettate a contribuzione per lo stesso mese per portarle in aumento delle retribuzioni imponibili individuali del mese in cui è effettuata la regolarizzazione (nell’elemento “Imponibile” di “Dati Retributivi” di “Denuncia Individuale”), calcolando i contributi dovuti sui totali ottenuti.”

L’importo della differenza contributiva a credito dell’azienda e relativa al versamento dell’aliquota aggiuntiva dell’1 per cento, da restituire al lavoratore, sarà riportato nella denuncia Uniemens.

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