Concorso scuola 2020: sulle modalità è rottura tra sindacati e Miur

Stefano Paterna - Scuola

Concorso scuola 2020: l'ultimo incontro del 21 aprile si è chiuso con esito negativo. A detta del Ministero le proposte sindacali non rientrano nella normativa vigente, mentre per Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda l'emergenza sanitaria non consente procedure ordinarie e chiedono di eliminare la prova scritta, adottare una graduatoria per titoli e valorizzare il servizio già svolto nella scuola, altrimenti è rischio l'avvio del nuovo anno scolastico.

Concorso scuola 2020: sulle modalità è rottura tra sindacati e Miur

Concorso scuola 2020, tra sindacati e ministero dell’Istruzione è rottura sulle modalità di svolgimento delle prove.

Lo scontro sulla materia tra le sigle di categoria più rappresentative di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda e il Miur ha una storia ormai lunga, ma è stata certificata ufficialmente dall’incontro del 21 aprile che ha avuto esito negativo.

“In occasione del confronto tenutosi in data 21 aprile 2020 - si legge nel verbale dell’incontro redatto dal ministero - l’Amministrazione evidenzia che la soluzione prospettata da parte sindacale in merito a un concorso per soli titoli non è prevista dalla vigente normativa”.

Da parte sindacale infatti era stata ribadita la necessità di prendere atto dell’impossibilità effettuare concorsi ordinari nella situazione venutasi a creare a causa dell’epidemia di Coronavirus e di raggiungere l’obiettivo di stabilizzare a partire dal prossimo 1° settembre i docenti precari con tre anni di servizio per consentire la continuità didattica.

Concorso scuola 2020, le richieste dei sindacati: graduatoria per titoli e valorizzazione del servizio

La materia del contendere è quindi abbastanza chiara: per il dicastero guidato da Lucia Azzolina l’iter processuale è quello previsto dalla normativa e non è modificabile nemmeno a causa degli eventi eccezionali nel frattempo sopraggiunti, mentre i sindacati (che già le contestavano prima dell’epidemia) quelle procedure non garantiscono di fatto un avvio regolare del prossimo anno scolastico.

Ma cosa chiedono le organizzazioni sindacali per il concorso scuola 2020?

Partendo da presupposto che per queste organizzazioni lo strumento concorsuale non è adatto data la situazione sanitaria, vediamolo in sintesi e per punti:

  • eliminazione della prova scritta “computer based” e sua sostituzione con una graduatoria per titoli da cui attingere per l’accesso alle fasi successive, di cui può essere mantenuta la struttura comprendente percorso formativo e una prova orale selettiva a conclusione dello stesso, con valore abilitante e di conferma in ruolo;
  • consentire la partecipazione alle due procedure anche dei docenti precari con servizio esclusivamente sul sostegno e privi del titolo di specializzazione e adozione di un diverso criterio nelle varie voci della tabella dei punteggi, con una più significativa valorizzazione del servizio che assicuri il giusto riconoscimento alla professionalità acquisita con l’esperienza di lavoro;
  • avviare il confronto sui percorsi abilitanti a regime, rivendicando il diritto di accesso alla formazione abilitante per quelle migliaia di precari, docenti con servizio misto e di ruolo in altra classe di concorso che da anni lavorano nella scuola, pur non avendo 36 mesi di servizio specifico.

Per i sindacati della scuola, infine, invocare “ora l’urgenza dei tempi, nel momento in cui è venuta meno ogni possibilità di svolgere le procedure prima del prossimo mese di settembre, sembra in realtà soltanto nascondere una totale indisponibilità rispetto alle istanze che più volte le OO. SS., e in particolare nel corso dell’incontro
del 30 gennaio u.s., hanno inteso formalmente riproporre”
.

Concorso scuola 2020, tra gli effetti indesiderati l’esplosione del numero dei precari

Tra gli effetti paventati dalle sigle sindacali c’è inoltre l’esplosione del numero dei lavoratori precari della scuola: sia per quanto riguarda i docenti, sia per gli ATA dati i rigidi criteri adottati dal Miur per la partecipazione ai prossimi concorsi.

L’effetto è stato ben spiegato dalla segretaria generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi nei giorni scorsi, ancor prima dell’esito dell’ultimo incontro del 21 aprile, rilanciando una proposta di adozione di modalità straordinarie di reclutamento che consentano alle scuole di contare su risorse di organico stabili per affrontare l’apertura dell’anno scolastico a settembre:

“Diversamente, il numero già oggi abnorme di contratti precari crescerebbe ulteriormente, una situazione addirittura inspiegabile per quanto riguarda i posti di sostegno, dove il numero dei posti da coprire è di gran lunga superiore a quello del personale in possesso del titolo di specializzazione, compresi gli specializzandi del IV ciclo di TFA, numero nettamente insufficiente rispetto al reale fabbisogno”.

Infine, bisogna registrare che voci più vicine alle posizioni dei sindacati nei giorni scorsi si sono levate anche dalla maggioranza di governo.

In particolare da esponenti di Liberi e Uguali che chiedono lo sblocco delle graduatorie, il rinnovo delle supplenze brevi e l’assunzione di oltre 20.000 precari, mentre il Pd starebbe lavorando a prove concorsuali semplificate.

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