Buste biodegradabili per frutta e verdura a pagamento dal 2018: divieto di riutilizzo

Redazione - Imposte

Divieto di riutilizzo delle buste biodegradabili e obbligo di pagamento dei sacchetti di frutta e verdura: nuova stangata sulla spesa degli italiani nel 2018.

Buste biodegradabili per frutta e verdura a pagamento dal 2018: divieto di riutilizzo

Divieto di riutilizzo dei sacchetti biodegradabili: è questa la novità che, accanto all’obbligo di pagamento dei sacchetti di frutta e verdura, animerà il 2018 dei consumatori.

Attualmente e ad ormai pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova “Euro-tassa” introdotta con il DL Mezzogiorno 2017 non sono state diffuse notizie ufficiali: non c’è un comunicato stampa sul sito del Ministero dell’Ambiente e gli italiani devono per il momento accontentarsi di indiscrezioni e supposizioni.

Sì, perché se da un lato è ormai certo che dal 1° gennaio 2018 bisognerà pagare i sacchetti per imbustare frutta, verdura e prodotti freschi acquistati al supermercato, non è ancora chiaro se sarà o meno vietato portare le buste riutilizzabili da casa.

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, una lettera del Ministro Galletti inviata agli esercenti avrebbe chiaramente disposto il divieto di riutilizzo dei sacchetti biodegradabili: si tratterebbe di una questione di igiene, che tuttavia desta molti dubbi e perplessità.

Se l’obiettivo è quello di diminuire il consumo di plastica e imballaggi, perché vietare di riutilizzare le buste bio?

Divieto di riutilizzo dei sacchetti biodegradabili, pagare i sacchetti per frutta e verdura sarà “obbligatorio”

Per conoscere quanto effettivamente peserà sulle tasche degli italiani il nuovo obbligo di pagare anche i sacchetti trasparenti usati per imbustare frutta e verdura bisognerà ormai attendere soltanto pochi giorni.

Il 1° gennaio 2018 è vicino ma non è ancora stato chiarito quale sarà il costo dei sacchetti al supermecato e se sarà possibile adottare alcuni degli escamotage già utilizzati oggi per evitare di pagare anche le buste della spesa.

Alcune indiscrezioni parlano di un costo unitario compreso tra i 2 e i 10 centesimi a sacchetto utilizzato, prezzo non indifferente e che peserà sullo scontrino finale.

Per evitare ciò in molti proveranno a portare da casa le buste biodegradabili riutilizzabili già acquistate dal supermercato, ma a quanto pare anche questo sarà vietato.

A chiarirlo è il Ministro dell’Ambiente, Galletti, in una lettera inviata alla COOP, CONAD e Federdistribuzione nella quale si parla di tutela dell’igiene alimentare.

La lettera di Galletti

Non viene contemplata la possibilità di sostituire con borse riutilizzabili le borse fornite a fini di igiene come imballaggio primario per alimenti sfusi”. Questo è quanto riportato in una lettera del Ministero dell’Ambiente.

In pratica, sarà vietato portarsi da casa le buste riutilizzabili per acquistare frutta, verdura, pane e altri alimenti freschi, “per un coordinamento con le regole di sicurezza alimentare e igiene degli alimenti”.

La regola, a quanto pare, non dovrebbe tuttavia essere estesa alle buste riciclabili in materiale biodegradabile vendute dai supermercati per imbustare il resto della spesa, ma il condizionale in questo caso è più che mai d’obbligo.

Buste biodegradabili riutilizzabili vietate, poca chiarezza per i consumatori

Sembra quantomai assurdo che sui siti istituzionali non sia stata fornita una comunicazione sulle nuove regole in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

Gli italiani, che si sono mostrati nella maggior parte dei casi favorevoli alla norma volta a tutelare l’ambiente, si trovano ancora una volta immersi in dubbi e perplessità.

Se sarà confermato il divieto di riutilizzare le buste biodegradabili al supermercato la domanda che molti inizieranno a porsi sarà come evitare di pagare i sacchetti di frutta e verdura?

In molti consigliano di tornare agli acquisti a km 0, a comprare gli alimenti freschi in mercati o direttamente dai contadini evitando i supermercati. Ben venga, quando possibile.

Ma per chi vive in grandi città e per chi si ritaglia quei pochi minuti al giorno per acquistare il pranzo o la cena al supermercato, subire la nuova tassa sulla spesa sarà, a quanto pare, inevitabile.