Chi deve restituire l’ex-bonus Renzi o il trattamento integrativo?

Giuseppe Guarasci - Modello 730

Ex-bonus Renzi 80 euro e trattamento integrativo di 100 euro: chi deve restituire l'importo riconosciuto in busta paga? Il diritto a beneficiare del credito IRPEF viene verificato con la presentazione del modello 730/2022. Se non vengono rispettati i requisiti di reddito, è previsto l'obbligo di restituzione. Ecco in quali casi.

Ex-bonus Renzi 80 euro e trattamento integrativo di 100 euro: quali sono i contribuenti che devono provvedere alla restituzione della somma accreditata in busta paga?

La verifica del rispetto dei requisiti di reddito previsti per ricevere il bonus IRPEF viene effettuata con la presentazione del modello 730/2022

È previsto l’obbligo di restituzione nel caso in cui il contribuente dichiari redditi inferiori o superiori ai limiti stabiliti per legge.

I contribuenti che rientrano in tali ipotesi dovranno provvedere alla restituzione del credito IRPEF, per la somma che è stata loro corrisposta a titolo di trattamento integrativo, ex-bonus Renzi.

A differenza dell’anno d’imposta 2020, la verifica che deve essere effettuata è esclusivamente sul trattamento integrativo: nel modello 730/2022 verrà verificato se i redditi dichiarati danno diritto alla somma o alla detrazione prevista.

Vediamo chi sono i contribuenti chiamati alla restituzione del bonus IRPEF, chi deve restituire i soldi, per quale motivo e in che modalità.

Restituzione ex-bonus Renzi 80 euro e trattamento integrativo di 100 euro: chi deve restituire i soldi nel 2022

Sono tre le categorie di contribuenti che devono provvedere alla restituzione del bonus Renzi 80 euro:

  • contribuenti che si trovano al di sopra della soglia dei 28.000 euro annui lordi;
  • contribuenti che si trovano al di sotto della soglia degli 8.174 euro annui lordi (la cosiddetta no tax area), ovvero i soggetti incapienti;
  • contribuenti che hanno subito errori nella compilazione del modello 730 ordinario e precompilato.

Per prima cosa è necessario prestare attenzione alle fasce reddituali che danno diritto al trattamento integrativo nell’anno d’imposta 2021:

  • da zero ad 8.174 euro ci si trova nella no tax area ovvero nell’area degli incapienti. In tale fascia non spetta il trattamento integrativo;
  • da 8.174 a 28.000 euro di reddito annuo lordo il trattamento integrativo viene riconosciuto a importo pieno, ovvero 100 euro;
  • da 28.001 a 35.000 euro il trattamento integrativo viene ridotto proporzionalmente da 97 euro a 80 euro ed è riconosciuto sotto forma di detrazione;
  • da 35.001 a 40.000 euro la detrazione viene ridotta progressivamente fino ad azzerarsi;
  • oltre i 40.000 euro il trattamento integrativo non viene riconosciuto.

Queste sono le fasce di reddito e i limiti che devono essere considerati per capire chi sono i contribuenti chiamati alla restituzione del bonus IRPEF.

Restituzione trattamento integrativo per i contribuenti che percepiscono redditi sopra i 28.000 e i 40.000 euro

Con il modello 730/2022 verranno verificati i casi in cui è dovuta la restituzione del bonus IRPEF.

Bisogna tenere conto di diverse situazioni, a seconda dell’importo spettante (sotto forma di detrazione).

Nel caso in cui il contribuente abbia ricevuto in busta paga l’importo pieno del trattamento integrativo e superi i 28.000 euro, lo stesso dovrà restituire la differenza tra la somma ricevuta e la detrazione effettivamente spettante.

L’importo di tale detrazione deve essere calcolato sulla base delle regole già spiegate.

Nel caso in cui venga superato il reddito di 40.000 euro, invece, il soggetto in questione dovrà restituire l’intero imposto ricevuto (in quanto non spettante).

Restituzione bonus Renzi e trattamento integrativo per i contribuenti che percepiscono meno di 8.174 euro

La seconda situazione indicata è quella in assoluto più antipatica.

Si tratta dei contribuenti che si trovano obbligati alla restituzione del bonus Renzi 80 euro o del trattamento integrativo in quanto il reddito annuo lordo a consuntivo si rivela inferiore ad 8.174 euro.

Si tratta dei cosiddetti contribuenti incapienti, ovvero coloro che registrano detrazioni IRPEF da lavoro dipendente maggiori rispetto all’imposta lorda dovuta (quindi non possono percepire alcun bonus di questo tipo).

In questi casi il consiglio che diamo è come quello sopra. Qualora il contribuente abbia un rapporto di lavoro precario o a tempo determinato conviene rinunciare al bonus mensile ed attendere la dichiarazione dei redditi dell’anno dopo. Se in questa sede il contribuente si trova in una fascia di reddito idonea, percepirà il totale della somma spettante.

Restituzione trattamento integrativo per i contribuenti che hanno subito errori nel modello 730

La terza situazione, molto residuale a dir la verità, si verifica per i contribuenti che subiscono errori nella compilazione del modello 730.

In alcuni casi, infatti, la perdita dei requisiti previsti per l’ottenimento del bonus IRPEF è causata da errori del contribuente (o purtroppo della stessa Agenzia delle Entrate) nella compilazione della dichiarazione dei redditi modello 730 precompilato.

A questo proposito, il consiglio che diamo ai contribuenti privi di adeguata competenza fiscale è quello di rivolgersi ad un professionista al fine di predisporre, verificare ed inviare la propria dichiarazione dei redditi modello 730.

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