Nella Manovra 2027 c'è un pacchetto di novità dedicato ai giovani: bonus detassati, agevolazioni per i datori di lavoro sulle assunzioni e micro cedolare secca sugli affitti. Ma nessuna flat tax ad ampio raggio trova spazio nel disegno di legge di bilancio
A lungo dimenticati dalle ultime politiche fiscali, le persone giovani trovano uno spazio dedicato nella Manovra 2027: si alleggerisce il peso delle imposte su bonus e aumenti di stipendio, le assunzioni diventano sempre più vantaggiose per i datori di lavoro, gli affitti scontano una micro tassazione.
Il pacchetto di novità c’è, promessa mantenuta: ma già a un primo sguardo, anche queste misure risentono dello spazio stretto di Manovra.
Sfumano ancora una volta le soluzioni ad ampio raggio, come una mini IRPEF o una flat tax del 5 per cento per i nuovi rapporti di lavoro.
Bonus detassati, agevolazioni su assunzioni e affitti: le novità per i giovani della Manovra 2027
“Abbiamo destinato un capitolo specifico ai giovani”, ha confermato la premier Giorgia Meloni aprendo la conferenza stampa successiva all’approvazione del disegno di legge di bilancio 2027.
“Queste settimane noi abbiamo visto scendere in piazza tanti ragazzi. Abbiamo anche assistito a inaccettabili immagini di violenza, di devastazione. Voglio essere chiara: noi non diamo risposte a chi sfascia le vetrine, noi vogliamo dare risposte ai tanti ragazzi che vogliono dimostrare il loro talento, che vogliono studiare, che vogliono lavorare, che vogliono poter affittare una casa, in una Nazione che troppo spesso si dimentica di loro nei fatti, salvo poi magari strumentalizzarli quando serve a scopo politico”.
Ha detto la presidente del Consiglio. E la ricetta del Governo per raggiungere tutti questi obiettivi è fatta di diversi ingredienti:
- un’imposta sostitutiva dell’1 per cento sugli aumenti di stipendio entro certi limiti di reddito e di importo, sui dettagli si attende il testo del Ddl di bilancio, ma la premier ha parlato di un tetto di 2.500 euro;
- l’aumento del limite di esenzione per i fringe benefit, i bonus che i datori di lavoro possono scegliere di riconoscere in busta paga, fino a 2.000 euro a coloro che hanno fino a 30 anni (limite già previsto per i genitori con figli o figlie a carico, per le altre persone si ferma a 1.000 euro);
- la riduzione dell’aliquota della cedolare secca per gli affitti a canone concordato: scende per tutti e tutte dal 10 al 5 per cento, mentre fino ai 35 anni l’aliquota è ulteriormente ridotta all’1 per cento;
- vengono prorogati i bonus assunzione sotto forma di esoneri contributivi per i datori di lavoro fino al 31 dicembre 2027, la conferma riguarda anche le agevolazioni per le donne e per le Zone economiche speciali (ZES);
- viene potenziata la maxi deduzione sempre destinata alle aziende: la maggiorazione della deduzione per le nuove assunzioni sale al 140 per cento per gli under 36 e al 180 per cento per le lavoratrici madri.
| Cosa sono i fringe benefit? |
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| In questa definizione rientrano gli elementi remunerativi complementari alla retribuzione principale che consistono nella concessione in uso di beni e servizi da parte del datore di lavoro a favore dei lavoratori o, anche, nell’erogazione di contributi e rimborsi. |
Flat tax o riduzione dell’IRPEF: allo studio le novità della Manovra 2027 per i giovani
Si usa la leva fiscale e contributiva per agire su più fronti, ma le novità annunciate richiedono delle precisazioni.
La portata dei benefici che spetteranno alle persone giovani è nelle mani dei datori di lavoro, che da un lato vengono investiti di questa responsabilità e dall’altro vengono premiati con conferme e potenziamento di bonus già esistenti.
Le nuove detassazioni non sono automatiche: la novità sui bonus erogati dai datori di lavoro conta solo se si superano i 1.000 euro, limite già previsto fino alla fine del 2027 per la generalità dei dipendenti, i benefici legati alla flat tax dell’1 per cento scattano solo in caso di incrementi del reddito da lavoro dipendente.
Il ruolo centrale delle aziende era stato anticipato dallo stesso ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti nelle scorse settimane.
Il numero uno di via XX Settembre si era impegnato a portare una proposta di flat tax specifica nel dibattito interno alla maggioranza, ispirandosi all’imposta sostitutiva del 5 per cento prevista per gli aumenti contrattuali e tenendo conto della necessità di associare degli incentivi per i datori di lavoro.
Nonostante le similitudini con l’idea di partenza, ovvero un Fisco più leggero sugli aumenti di stipendio, il risultato si preannuncia molto diverso: le agevolazioni previste per le aziende non sono direttamente collegate agli incrementi retributivi e quindi non possono fungere da spinta. Ma non solo: la detassazione introdotta lo scorso anno è legata ai rinnovi dei CCNL e non alle decisioni dei datori di lavoro, come sembra emergere dalle prime anticipazioni.
Sarà prima di tutto il testo del disegno di legge di bilancio, che dovrà poi essere discusso e approvato, a chiarire la portata effettiva delle agevolazioni. Nel frattempo l’impegno a preoccuparsi dei giovani è stato mantenuto, ma rispetto alle aspettative, le novità sono molto più deboli.
In campo da oltre un anno c’è la proposta della Lega di sostituire l’IRPEF con una flat tax del 5 per cento in presenza di specifiche condizioni anagrafiche e contrattuali e durante i lavori della Manovra 2026 anche i partiti all’opposizione hanno presentato proposte per accompagnare gradualmente i più giovani al pagamento delle imposte.
Nelle ultime settimane si era parlato di mini IRPEF e di estensione della no tax area, tutte proposte più vantaggiose, e quindi anche più costose, che non hanno trovato spazio nella Manovra in costruzione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus detassati, agevolazioni su assunzioni e affitti: il pacchetto giovani della Manovra 2027