Bonus donne 2021 in Legge di Bilancio, sgravio contributivo al 100% per le assunzioni

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Bonus donne 2021, nella Legge di Bilancio trova posto anche lo sgravio contributivo al 100% per le assunzioni di donne disoccupate al Sud e da almeno 24 mesi nel resto d'Italia. L'incentivo è previsto in via sperimentale anche per il 2022. I dettagli nella bozza del testo aggiornata.

Bonus donne 2021 in Legge di Bilancio, sgravio contributivo al 100% per le assunzioni

Bonus donne 2021, con le novità previste nella bozza della Legge di Bilancio è alle porte uno sgravio contributivo del 100% per le assunzioni di lavoratrici entro il limite annui dei 6.000 euro.

Si riformulerebbe in via sperimentale per due anni l’esonero contributivo previsto dall’articolo 4, commi 9-11 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Hanno diritto all’incentivo le imprese che assumono donne residenti nelle regioni del Sud disoccupate da almeno 6 mesi e da almeno 24 mesi se residenti nel resto d’Italia.

Bonus donne 2021, sgravio contributivo al 100% per le assunzioni nella Legge di Bilancio

Si è ancora lontani dall’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2021, ma è stata la stessa ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo a confermare l’inserimento del bonus donne 2021 nel testo.

“In Consiglio dei Ministri abbiamo approvato la Legge di bilancio 2021, con la quale stanziamo oltre 38 miliardi per aiutare il tessuto sociale e produttivo ad affrontare e superare l’emergenza”.

Ha annunciato al termine della riunione del 16 novembre 2020 citando gli sgravi al 100% per le imprese che assumono donne disoccupate al Sud e donne disoccupate da almeno 24 mesi nel resto d’Italia tra le misure del pacchetto lavoro della prossima Manovra.

Come si legge nell’ultima bozza disponibile, si tratterebbe di una misura sperimentale introdotta per il biennio 2021 e 2022: il beneficio riconosciuto alle imprese consiste nell’esonero contributivo del 100% per le assunzioni di lavoratrici donne effettuate nell’arco dei due anni, è riconosciuto nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui.

Secondo l’ultimo bilancio di genere pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la differenza tra l’occupazione femminile e quella maschile è pari al 17,9%.

L’introduzione dell’incentivo suggerisce, però, uno spunto di riflessione sul tema. È davvero (solo) questa la strada per favorire l’occupazione delle donne? L’interrogativo è emerso nel corso dell’intervista di Informazione Fiscale a Tania Stefanutto, dottore commercialista che ha condotto uno studio su tassazione , bonus famiglia e occupazione femminile, partendo dall’analisi delle gender tax, la proposta di tassazione differenziata per genere formulata dagli economisti Andrea Ichino e Alberto Alesina.

“Ieri è stata presentata la Manovra del 2021 e c’è questa decontribuzione delle donne al Sud e va bene. Ma le domanda è: le donne al Sud, le donne al Nord o le donne in generale cosa chiedono per lavorare? Va benissimo aumentare la domanda di lavoro ma se non c’è offerta? La decontribuzione di 6.000 euro presuppone un vantaggio per l’azienda e si spinge l’azienda a scegliere una donna invece che un uomo. Il problema è che se quella donna non vuole lavorare perché non è incentivata ad andare a lavorare, non andrà a lavorare”.

Secondo Tania Stefanutto, infatti, per come è impostato attualmente, il sistema di tassazione e bonus riconosciuti alle famiglie spinge le donne, o in generale il coniuge più debole, a ridurre o ad annullare l’impegno lavorativo. E c’è bisogno di una revisione prima di tutto degli strumenti di welfare.

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Bonus donne 2021, incentivo alle assunzioni per le imprese nella Legge di Bilancio

In attesa, quindi, di novità che possano incentivare anche da altri fronti l’occupazione femminile, il bonus donne 2021 spinge le imprese a favorire le assunzioni di lavoratrici.

Perché si possa accedere all’incentivo entrambe le parti devono rispettare alcune caratteristiche.

La Legge di Bilancio fa riferimento allo sgravio contributivo già previsto dalla legge numero 92 del 2012 destinato a due categorie di donne:

  • donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti nelle regioni del Sud (il testo indica specifici settori ed aree territoriali);
  • donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi residenti in tutta Italia.

Le assunzioni che danno diritto all’incentivo devono, inoltre, comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori rilevato in ciascun mese ed il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti. È questa, invece, la condizione chiave da rispettare per le imprese.

Stando all’impianto originario dello sgravio contributivo, il beneficio avrebbe una durata variabile:

  • 12 mesi per i contratti di lavoro a tempo determinato, anche in somministrazione;
  • 18 mesi per i contratti di lavoro a tempo indeterminato.

In ogni caso, il bonus donne 2021 riconosciuto in caso di assunzioni passerà dalla teoria alla pratica solo dopo l’approvazione ufficiale della Legge di Bilancio e l’ok della Commissione Europea.

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