Assegni familiari 2021: i limiti di reddito per i soggetti esclusi dalla normativa

Tommaso Gavi - Leggi e prassi

Assegni familiari 2021, la circolare INPS numero 157 del 29 dicembre 2020 fornisce le indicazioni e le tabelle aggiornate con i limiti reddituali da applicare, a partire dal 1° gennaio 2021, ai soggetti esclusi dalla normativa sull'assegno per il nucleo familiare.

Assegni familiari 2021: i limiti di reddito per i soggetti esclusi dalla normativa

Assegni familiari 2021, con la circolare numero 157 del 29 dicembre 2020 l’INPS fornisce le tabelle relative ai limiti di reddito familiare da applicare per la cessazione o riduzione e delle quote di maggiorazione di pensione.

Tali limiti devono essere applicati nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare.

I nuovi importi tengono conto del tasso di inflazione programmato che, per il 2020 è stato di 0,8%.

I limiti di reddito mensili da considerare per l’accertamento del carico, ossia la non autosufficienza economica, e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari per il 2021 sono i seguenti:

  • 726,11 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
  • 1270,69 euro per due genitori ed equiparati.

Assegni familiari 2021: i limiti di reddito per i soggetti esclusi dalla normativa

La circolare INPS numero 157 del 29 dicembre dà indicazioni sui limiti di reddito familiare che devono essere applicati per la cessazione o riduzione degli assegni familiari 2021.

INPS - Circolare numero 157 del 29 dicembre 2020
Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2021.

Al documento di prassi sono allegate le tabelle che contengono gli importi aggiornati, tenendo conto del tasso di inflazione programmato (dello 0,8% per l’anno 2020).

La circolare precisa che le indicazioni devono essere applicate nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare:

“ossia nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).”

Per tali soggetti la cessazione del diritto ai trattamenti di famiglia non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dal vivere a carico, o collegati.

Gli importi delle prestazioni sono i seguenti:

  • 8,18 euro mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri per i figli ed equiparati;
  • 10,21 euro mensili spettanti ai pensionati delle Gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;
  • 1,21 euro mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati.

Per la cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione delle pensioni da lavoro autonomo, i limiti di reddito familiare da considerare vengono rivalutati in base al tasso d’inflazione programmato, che per il 2020 è stata dello 0,8%.

Nella circolare sono allegate le tabelle da applicare a partire dal 1° gennaio 2021.

Le procedure di calcolo delle pensioni sono state aggiornate in linea con i nuovi limiti di reddito.

Assegni familiari 2021: i limiti di reddito mensili

I limiti di reddito mensili da considerare per il riconoscimento del diritto agli assegni familiari per l’anno 2021 sono riportati nel documento di prassi dell’INPS.

A partire dal 1° gennaio 2021, l’importo mensile per l’intero anno è pari a 515,58 euro.

Per il diritto agli assegni familiari sono fissati i seguenti limiti per tutto il 2021:

  • 726,11 euro per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio o equiparato;
  • 1270,69 euro per due genitori ed equiparati.

A riguardo, la circolare INPS precisa quanto segue:

“I nuovi limiti di reddito valgono anche, secondo le disposizioni già in vigore e a suo tempo rese note, in caso di richiesta di assegni familiari per fratelli, sorelle e nipoti (indice unitario di mantenimento).”

Le strutture territoriali INPS vengono incaricate di portare a conoscenza di tali informazioni le Associazioni di Categoria dei lavoratori interessati, i Consulenti del lavoro, gli Enti di Patronato e le Organizzazioni sindacali.

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