Decadenza dall’agevolazione in caso di insufficiente versamento, anche se solo di pochi euro

Emiliano Marvulli - Imposte

Sul fronte delle agevolazioni, se le somme dovute sono versate in maniera insufficiente si decade dal beneficio, anche se la regola non è espressamente esplicitata nella norma. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con l'Ordinanza numero 26309 del 19 novembre 2020.

Decadenza dall'agevolazione in caso di insufficiente versamento, anche se solo di pochi euro

In tema di agevolazioni, l’insufficiente versamento del quantum dovuto comporta la decadenza da beneficio anche se la norma non lo prevede espressamente, perché tale conseguenza discende dai principi generali in materia di corretto adempimento degli oneri fiscali ed accesso alle normative di agevolazione.

Il principio vale anche nel caso in cui l’omesso versamento sia di importo esiguo. Così ha statuito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 26309 del 19 novembre 2020.

Corte di Cassazione - Ordinanza numero 26309 del 19 novembre 2020
Decadenza dall’agevolazione in caso di insufficiente versamento, anche se solo di pochi euro. A stabilirlo è la Corte di Cassazione.

l fatti – La controversia vede coinvolta una società che si era avvalsa delle disposizioni agevolative previste dall’art. 1, co. 1001, della legge n. 296 del 2006 in favore dei soggetti residenti nei territori colpiti dal sisma verificatosi nell’ottobre dell’anno 2002.

In particolare il regime agevolativo prevedeva la sospensione dei versamenti tributari negli anni 2003, 2004 e 2005 e il successivo pagamento dei tributi sospesi nella misura del 50%, con possibilità di accedere al pagamento rateale.

La società, quindi, procedeva al versamento delle rate scadute indicando, tuttavia, erroneamente, in relazione all’Irap da versare per l’anno 2003, di essere debitrice dell’importo di Euro 1.463,00, con la conseguenza che la prima rata versata risultava inferiore al dovuto di circa 4 (quattro) Euro.

In conseguenza dell’insufficiente versamento, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che l’accesso alla definizione agevolata non potesse essere riconosciuto alla società contribuente e ha iscritto a ruolo l’intero importo del debito fiscale, pari a di 1.463,00 Euro.

La società ha impugnato la cartella di pagamento e il ricorso è stato respinto dalla CTP, perché la ricorrente aveva versato somme inferiori a quelle dovute e non si era nemmeno avvalsa del ravvedimento operoso.

La sentenza è stata riformata dalla CTR a seguito dell’appello della società perché, a parere dei giudici di secondo grado “l’iscrizione a ruolo operata dall’Ufficio è priva di fondamento, in quanto non ha tenuto conto né dei versamenti effettuati né della rate corrisposte, anche se con il minimo errore di 4 Euro … l’Ufficio si doveva limitare a richiedere l’importo erroneamente non versato”.

Avverso la decisione d’appello, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, lamentando violazione o falsa applicazione dell’art. 1, co. 1011, della legge n. 296 del 2006, nella parte in cui in sentenza è stato ritenuto che l’omesso integrale versamento dei tributi dovuti, entro il termine previsto dalla legge, non comportasse la decadenza della contribuente dalla possibilità di avvalersi dell’agevolazione tributaria.

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il motivo proposto dall’Agenzia delle Entrate e, decidendo nel merito, ha rigettato l’originario ricorso proposto dalla società contribuente.

Nel ricorso l’Amministrazione finanziaria ha contestato l’errore in cui è incorsa la Commissione Tributaria Regionale, per non aver ritenuto che il mancato integrale pagamento di quanto dovuto entro il termine di legge comportasse la decadenza della possibilità di avvalersi del regime agevolativo da parte della società.

Quello che in realtà sorprende è l’entità del quantum non versato che, dagli atti, è risultato essere di circa quattro euro, a fronte di un debito fiscale complessivamente dovuto di 1463 euro.

A riguardo la CTR ha censurato il diniego opposto dall’Agenzia delle Entrate per non aver tenuto conto né dei versamenti effettuati né delle rate corrisposte, anche se col minimo errore di 4 Euro, concludendo che l’Ufficio avrebbe dovuto limitarsi a richiedere l’importo non versato.

La norma di riferimento prevedeva che “ai soggetti destinatari dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 10 giugno 2005, n. 3442, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno 2005, interessati dalla proroga dello stato di emergenza nella provincia di Catania, stabilita per l’anno 2006 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2005, è consentita la definizione della propria posizione entro il 30 giugno 2007, relativamente ad adempimenti e versamenti, corrispondendo l’ammontare dovuto per ciascun tributo e contributo a titolo di capitale, al netto dei versamenti già eseguiti a titolo di capitale ed interessi, diminuito al 50 per cento, ferme restando le vigenti modalità̀ di rateizzazione.

Per il ritardato versamento dei tributi e contributi di cui al presente comma si applica l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, ancorché siano state notificate le cartelle esattoriali”.

Sebbene la lettera della norma non prevede espressamente, la decadenza del beneficio in conseguenza di un versamento parziale della prima rata, tale conseguenza “discende dai principi generali vigenti, all’epoca dei fatti per cui è causa, in materia di corretto adempimento degli oneri fiscali ed accesso alle normative di agevolazione”.

A parere della Corte di cassazione la conseguenza della decadenza “non appare iniqua nei confronti della società controricorrente”, riconoscendo espressamente la norma di legge al contribuente la facoltà di avvalersi del ravvedimento operoso che, però, non è stato neppure attivato dalla società la quale, peraltro, non ha neanche allegato di essere incorsa in un errore scusabile. Da qui l’accoglimento del motivo di ricorso avanzato dall’Agenzia delle entrate.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network