Adozioni internazionali: deducibili le spese di verifica post-adozione

Tommaso Gavi - Imposte

Adozioni internazionali, le spese per verifiche post-adozione sono deducibili? Una possibilità prevista solo in presenza di particolari accordi bilaterali. I chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate nella risoluzione numero 85/E del 2019.

Adozioni internazionali: deducibili le spese di verifica post-adozione

In merito alle adozioni internazionali di minori, nei casi in cui accordi bilaterali prevedano adempimenti di verifiche successive all’adozione, le spese relative sono deducibili.

È quanto ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione numero 85/E del 2019. Anche dopo aver acquisito lo status di “genitore”, se l’accordo tra l’Italia e lo Stato del minore prevede delle relazioni periodiche, i genitori adottivi potranno dedurre le spese relative in base all’art. 10, comma 1, lett l-bis) del TUIR.

La risposta è arrivata dopo la richiesta di delucidazioni da parte di un’associazione che si occupa di adozioni internazionali.

Le spese legate a report post adozione possono essere deducibili? In che circostanze? Queste domande sono state sollevate per chiedere chiarezza sul tema all’Agenzia dell’Entrate, viste alcune indicazioni apparentemente contrastanti. Chiarezza che è stata fatta, appunto, dalla risoluzione risoluzione numero 85/E del 2019.

PDF - 75.9 Kb
Agenzia delle Entrate - Risoluzione numero 85/E del 9 ottobre 2019
Spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione Articolo 10, comma 1, lett l-bis) del TUIR

Adozioni internazionali: quali spese sono deducibili?

Il quesito posto da un’associazione che si occupa di adozioni internazionali riguarda le spese di verifica post adottiva. Alcuni Stati, infatti, attraverso accordi bilaterali prevedono verifiche periodiche al fine di valutare le condizioni del minore e il suo livello di integrazione con la famiglia adottiva.

Mentre la risoluzione n. 77/E del 2004 esclude tali spese dalla deducibilità, la circolare n. 7/E del 2018 le ricomprende tra quelle quelle previste dall’art. 10, comma 1, lett l-bis) del TUIR. Da qui il dubbio dell’associazione che si è rivolta all’Agenzia dell’Entrate.

Adozioni internazionali: quali spese sono deducibili? La risposta dell’Agenzia delle Entrate

La risposta dell’Agenzia delle Entrate, arrivata con la risoluzione numero 85 del 9 ottobre 2019, ha richiamato i principali riferimenti legislativi ed ha specificato in quali casi le spese relative ad adempimenti di verifica post-adozione sono deducibili.

Le spese per le adozioni internazionali quando sono deducibili, quindi? Il primo riferimento normativo per la risposta è l’articolo 10, comma 1, lett. L-bis) del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il Decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 22 dicembre 1986).

Il testo stabilisce che dal reddito complessivo si deducono diversi oneri sostenuti dal contribuente tra cui:

“il cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione disciplinata dalle disposizioni contenute nel Capo I del Titolo III della legge 4 maggio 1983, n. 184.”

La legge citata dal TUIR, la n. 184 del 4 maggio 1983 Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori, è il secondo punto di riferimento normativo riportato anche dall’Agenzia delle Entrate.

In linea generale, le spese riguardanti verifiche post adozione non sono deducibili, così come previsto dalla risoluzione n. 77/E del 2004.

Tale risoluzione inserisce tra le voci di spesa deducibili:

  • assistenza;
  • legalizzazione dei documenti;
  • traduzione dei documenti;
  • richiesta di visti;
  • trasferimenti;
  • soggiorno;
  • eventuale quota associativa.

Tuttavia esclude le spese “reports post adottivi” in quanto considerate un onere dei genitori adottivi, tra i compiti di mantenere, istruire ed educare i figli.

Di diverso avviso sono la circolare n.7/E del 27 aprile del 2018, confermata dalla circolare n. 13/E del 31 maggio 2019, che considerano tali spese deducibili.

In questo contesto si inserisce il chiarimento dell’Agenzia dell’Entrate che ha precisato precisato che le spese in questione sono deducibili quando i genitori hanno sottoscritto limpegno a trasmettere report periodici post adozione sullo stato d’integrazione del minore.

Condizioni che si presentano soprattutto nel caso di accordi bilaterali tra l’Italia e lo Stato di origine del minore.

L’ultimo passaggio della risoluzione n. 85/E del 2019 dell’Agenzia delle Entrate ha sciolto definitivamente il nodo della questione:

“solo qualora sulla base dell’accordo stipulato con il Paese di origine del minore, i genitori adottivi siano tenuti a consentire le verifiche post adozione, le spese relative alle predette verifiche, in quanto adempimenti necessari per l’espletamento della procedura di adozione, sono deducibili ai sensi del citato articolo 10, comma 1, lett. l-bis), del TUIR.”

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it