Lipe quarto trimestre 2019 o dichiarazione IVA? Scadenza 2 marzo per la scelta

Rosy D’Elia - Dichiarazione IVA

Lipe quarto trimestre 2019 o dichiarazione IVA 2020? Scadenza 2 marzo per scegliere tra le due opzioni, dal momento che il 29 febbraio è sabato. Grazie alla novità introdotta dal Decreto Crescita, solo per i dati degli ultimi tre mesi dell'anno è possibile seguire una delle due vie. È la prima occasione per beneficiarne. Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate.

Lipe quarto trimestre 2019 o dichiarazione IVA? Scadenza 2 marzo per la scelta

Lipe quarto trimestre 2019 o dichiarazione IVA 2020? Scadenza 2 marzo per scegliere tra le due opzioni. Si tratta di una novità introdotta dal Decreto Crescita ed è la prima occasione per beneficiarne.

La scelta è possibile solo per l’ultimo periodo dell’anno: i contribuenti possono decidere di non inviare le comunicazioni delle liquidazioni periodiche all’Agenzia delle Entrate e di fornire i dati richiesti con una modalità alternativa: la dichiarazione IVA, che deve però essere trasmessa in anticipo rispetto al termine ultimo del 30 aprile.

Lipe quarto trimestre 2019 o dichiarazione IVA? Scadenza 2 marzo per la scelta

La semplificazione introdotta dal Decreto Crescita, che è intervenuto sulla normativa di riferimento, pone il contribuente difronte a una scelta: inviare come di consueto le Lipe del quarto trimestre 2019 o trasmettere in anticipo il modello della dichiarazione IVA disponibile da metà gennaio.

Se le opzioni sono due, la scadenza è unica: il termine ultimo da rispettare per inviare i dati sulle liquidazioni periodiche IVA, a prescindere dalla modalità, è l’ultimo giorno del mese di febbraio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta.

A prevederlo è l’articolo 21 bis del Decreto-legge del numero 78 del 2010:

“La comunicazione dei dati relativi al quarto trimestre può, in alternativa, essere effettuata con la dichiarazione annuale dell’imposta sul valore aggiunto che, in tal caso, deve essere presentata entro il mese di febbraio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta. Restano fermi gli ordinari termini di versamento dell’imposta dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate”.

La novità, approvata in via definitiva a fine giugno 2019, debutta per la prima volta il 2 marzo a causa di due elementi particolari del calendario 2020:

  • l’anno è bisestile, in questo modo la scadenza solitamente prevista per il 28 febbraio slitta al 29;
  • l’ultimo giorno del mese cade di sabato, il termine ultimo si sposta naturalmente al lunedì successivo.

Chi sceglie di procede con la dichiarazione IVA deve compilare il nuovo quadro VP, inserito nel modello 2020, seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Lipe quarto trimestre 2019 o dichiarazione IVA? Due opzioni, un’unica scadenza

La possibilità di scegliere tra invio delle lipe del quarto trimestre 2019 e la presentazione della dichiarazione IVA 2020 entro la scadenza del 2 marzo nasce dal fatto che i due strumenti vengono utilizzati per comunicare, in parte, gli stessi dati.

I soggetti passivi IVA utilizzano le Lipe per comunicare, con cadenza trimestrale, i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto.

Una volta all’anno, poi, dal 1° febbraio e fino al 30 aprile gli stessi operatori usano la dichiarazione IVA per comunicare all’Agenzia delle Entrate le operazioni effettuate, attive e passive, all’interno di un intero periodo di imposta che hanno un impatto ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

In altre parole, si può tranquillamente evitare di inviare le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA, ma si è in regola solo se si anticipa l’altro adempimento comunicativo che riepiloga i dati annuali.

La novità introdotta dal Decreto Crescita lascia piena libertà al contribuente: è possibile anche continuare a inviare sia le Lipe del quarto trimestre che la dichiarazione IVA.

Ma d’altronde, come sottolineava lo stesso ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore nell’audizione di martedì 11 giugno presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica sulla semplificazione fiscale, è un’opportunità per evitare “un doppio adempimento comunicativo”.

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