La riforma degli ordini professionali taglia il primo traguardo. Dopo l’approvazione del senato la legge delega passa all’esame della Camera. Novità su tirocinio, formazione, equo compenso e intelligenza artificiale
Arriva la prima approvazione per il disegno di legge n. 1663 che delega al Governo la riforma della disciplina di 15 ordinamenti professionali.
Nella seduta del 3 agosto il Senato ha votato l’approvazione con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni. Ora il testo passa alla Camera per il via libera definitivo, poi sarà il turno dei decreti legislativi di attuazione.
Come previsto dal DdL, infatti, entro 2 anni dall’entrata in vigore il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi per la revisione e il riordino degli ordinamenti di 15 professioni regolamentate, coinvolgendo circa 700.000 professionisti iscritti a vari albi. Nel dettaglio, le professioni coinvolte sono le seguenti:
- Agrotecnici e agrotecnici laureati;
- Architetti, pianificatori territoriali, paesaggisti, conservatori, architetti iunior e pianificatori iunior;
- Assistenti sociali specialisti e assistenti sociali;
- Attuari e attuari iunior;
- Consulenti del lavoro;
- Dottori agronomi e forestali, agronomi iunior e forestali iunior, zoonomi, biotecnologi agrari;
- Geologi e geologi iunior;
- Geometri e geometri laureati;
- Giornalisti;
- Ingegneri civili e ambientali, ingegneri industriali, ingegneri dell’informazione e relative figure iunior;
- Periti agrari e periti agrari laureati;
- Periti industriali e periti industriali laureati;
- Spedizionieri doganali;
- Consulenti in proprietà industriale;
- Tecnologi alimentari.
“È un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia”, ha dichiarato con soddisfazione Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane (associazione che rappresenta le professioni oggetto della riforma) e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro.
I decreti legislativi saranno chiamati a definire le attività riservate agli iscritti agli Albi alla luce della normativa vigente all’entrata in vigore della legge delega e ai professionisti dovrà essere attribuita anche l’attività di consulenza. Le attività non riservate, invece, saranno libere e potranno essere svolte da tutti i professionisti.
Riforma delle professioni: accesso agli Albi, più tutele per i tirocini
La riforma parte dall’accesso alle professioni. Questo dovrà essere coerente con il percorso formativo previsto e, nei casi stabiliti dalla normativa vigente, dovrà essere sostenuto l’esame di Stato. L’uso del titolo professionale sarà riservato agli iscritti al relativo albo, mentre resteranno invariate le disposizioni già previste per i titoli universitari abilitanti.
Tra le principali novità figura certamente la revisione del tirocinio professionale, un’attività imprescindibile ai fini dell’accesso alla professione. Per questo motivo si è reso necessario intervenire e garantire maggiori tutele e garanzie per i tirocinanti e i praticanti.
La delega, infatti, prevede maggiori garanzie economiche e contrattuali: lo studio del professionista che ospita il tirocinante dovrà garantire un rimborso per le spese effettivamente sostenute per conto della struttura e dovrà riconoscere un’indennità o un compenso per l’attività prestata (sono esclusi i tirocini svolti presso gli enti pubblici).
La prestazione sarà formalizzata e regolata da un apposito contratto, che dovrà risultare proporzionato all’effettivo apporto professionale fornito dal tirocinante.
Le altre novità della riforma delle professioni
Il disegno di legge per la revisione degli ordinamenti delle professioni regolamentate delega il Governo anche al riordino della disciplina degli Ordini e dei Collegi territoriali, dei Consigli nazionali, delle modalità di elezione degli organi, delle incompatibilità e della vigilanza ministeriale, con particolare attenzione alla parità di genere.
Si interviene, poi, anche sulla disciplina dei Consigli di disciplina territoriali e nazionali, ai quali sono affidate le decisioni in merito ai procedimenti che riguardano gli iscritti.
Novità anche in materia di equo compenso, con la conferma del principio di libertà che le parti hanno nel determinare il compenso della prestazione professionale. Tale corrispettivo, però, deve essere proporzionato alla quantità, alla qualità, al contenuto specifico e alle caratteristiche dell’attività svolta, richiamando i principi espressi dalla legge sull’equo compenso.
La delega non interviene solo sulla disciplina della professione ma anche sulle attività richieste agli iscritti, a partire dalla formazione. L’obiettivo è quello di garantire un aggiornamento costante delle competenze e di migliorare la qualità delle prestazioni professionali.
Saranno gli Ordini a organizzare in via provinciale le attività formative. Si potranno anche stipulare convenzioni e collaborazioni con le università.
Ogni Consiglio nazionale, poi, dovrà adottare un regolamento che disciplini le modalità di assolvimento dell’obbligo formativo, definendo i requisiti minimi della formazione, le procedure per il riconoscimento delle competenze acquisite in altri percorsi e il numero minimo di crediti da ottenere.
Ed è proprio qui che si inserisce una delle principali novità: una quota dell’attività di formazione dovrà essere dedicata in particolare ai nuovi strumenti digitali e all’intelligenza artificiale, non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal lato delle implicazioni di carattere deontologico e in merito ai limiti del loro utilizzo.
I professionisti, quindi, dovranno essere in grado di comprendere i rischi che derivano dall’uso improprio degli strumenti digitali e di verificarne l’affidabilità, mantenendo sempre il controllo sulla prestazione. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non potrà sostituire la responsabilità personale né ridurre le garanzie offerte al cliente.
La delega, poi, conferma l’obbligo per i professionisti di stipulare una polizza per la responsabilità civile derivante dall’esercizio dell’attività, i cui massimali e condizioni devono essere aggiornate almeno ogni 5 anni.
Infine, il DdL interviene anche sulla disciplina delle società tra professionisti. Il Governo dovrà provvedere al riordino della composizione societaria, delle modalità di iscrizione agli albi e al registro delle imprese, del conferimento degli incarichi, degli obblighi informativi verso i clienti e delle coperture assicurative. Il regime fiscale e previdenziale dovrà essere coerente con il modello societario concretamente adottato. I soci professionisti iscritti agli albi devono detenere almeno i due terzi del capitale sociale e dei diritti di voto.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Riforma delle professioni: via libera al Senato, più tutele per i tirocini