Pensione di garanzia per i giovani: cos’è e come funziona?

Guendalina Grossi - Pensioni

I sindacati hanno proposto al Governo l'introduzione della pensione di garanzia per i giovani. Vediamo nel dettaglio cos'è e come funziona.

Pensione di garanzia per i giovani: cos'è e come funziona?

Ieri, 3 febbraio 2019, si è tenuto un incontro fra il Governo e i sindacati per discutere della riforma previdenziale.

Tra le possibili novità da inserire nella nuova Legge di Bilancio c’è anche quella che riguarda la pensione di garanzia per i giovani.

La pensione di garanzia dovrebbe tutelare i giovani, con carriere discontinue, garantendo loro una reale copertura previdenziale.

Ma vediamo nel dettaglio cos’è la pensione di garanzia e chi ne potrà beneficiare.

Pensione di garanzia per i giovani: cos’è e come funziona

I sindacati, ieri 3 febbraio 2019 durante l’incontro con il Governo, hanno proposto l’introduzione di una pensione di garanzia per i giovani.

L’idea di un fondo di garanzia per i giovani con carriere discontinue era nata già con il Governo Renzi, ma non è stata mai portata a termine.

La pensione di garanzia vorrebbe essere inserita dai sindacati in manovra per garantire ai giovani un sostegno economico, nel caso in cui l’assegno pensionistico fosse troppo basso.

La cifra ammonterà a 780 euro che verranno erogati ogni mese a chi ha versato almeno 20 anni di contributi e che andrà in pensione dal 2030 in poi.

Questa misura consentirebbe quindi di aumentare la cumulabilità dell’assegno sociale, che passerebbe da 1/3 al 50%, ovvero a 224 euro.

Pensione di garanzia giovani: chi ne può beneficiare?

La pensione di garanzia che il Governo sta pensando di adottare, qualora venisse realmente introdotta nel nostro sistema normativo, spetterebbe in particolare:

  • ai giovani che hanno iniziato a versare i contributi dal 1° gennaio 1996 in poi;
  • ai giovani con pochi contributi versati per via di lavori atipici, precari che non gli hanno consentito di versare la contribuzione richiesta per la pensione di vecchiaia;
  • ai giovani con almeno 20 anni di contributi versati.

L’importo dell’assegno, quindi, verrebbe calcolato sia con i contributi realmente versati, sia con i contributi figurativi da applicare di fronte a carriere discontinue e precarie ma non solo.

Vedremo nelle prossime settimane quali saranno i risvolti per ciò che concerne la pensione di garanzia per i giovani e per tutte le altre misure suggerite dai sindacati.

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