A gennaio pensionati e pensionate hanno ricevuto un importo minore del previsto. Non si tratta della mancata rivalutazione ma di un ricalcolo. Da febbraio dovrebbe arrivare l’importo pieno
Perché a gennaio molti pensionati e pensionati hanno ricevuto un assegno più basso nonostante la rivalutazione?
Non si tratta di una mancata applicazione della perequazione delle pensioni, ma di un ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali relative al 2025.
Per questo motivo, nonostante il loro sia stato effettivamente rivalutato, in molti hanno visto accreditato un netto inferiore alle aspettative.
Da febbraio, con la conclusione delle operazioni di conguaglio, si dovrebbero vedere aumenti per l’assegno.
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Pensione: importi più bassi a gennaio?
A febbraio pensionati e pensionate potranno cominciare a vedere l’effettivo netto dell’assegno rivalutato al 2026.
Con la mensilità di gennaio, infatti, in molti hanno riscontrato un importo minore di quanto preventivato. Per il 2026, ricordiamo, è prevista una rivalutazione degli importi dell’1,4 per cento. Questo il valore dell’indice provvisorio per l’anno in corso sulla base del quale vengono valutati gli assegni pensionistici.
La rivalutazione 2026 è riconosciuta come indicato in tabella, secondo quanto descritto dall’INPS nella circolare n. 153/2025 con le istruzioni operative.
| Dal 1° gennaio 2026 | Fasce di importo | Percentuale indice perequazione da attribuire | Aumento del | Fasce di importo |
|---|---|---|---|---|
| Fino a 4 volte il Trattamento Minimo | 100 | 1,4 per cento | fino a 2.413,60 | |
| Tra 4 e 5 volte il TM | 90 | 1,26 per cento | da 2.413,61 a 3.017 | |
| Oltre 5 volte il TM | 75 | 1,05 per cento | oltre 3.017,01 |
Ma se la rivalutazione è effettivamente scattata a gennaio perché in molti si sono visti accreditare un importo minore rispetto a quanti previsto?
La differenza non sta nel lordo ma nel netto. Confrontando l’importo netto dell’anno scorso con quello di gennaio sarà possibile notare che l’assegno è stato effettivamente rivalutato al 2026 nella misura spettante.
A fare la differenza, in negativo, sul netto è il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali relative al 2025 (IRPEF, addizionale regionale e comunale a saldo) sulla base dell’ammontare complessivo delle sole prestazioni pensionistiche erogate dall’INPS.
Con il cedolino di gennaio, infatti, in molto hanno subito conguagli e trattenute per regolarizzare eventuali debiti d’imposta relativi al 2025.
Per questo motivo, se le trattenute sono state effettuate in misura inferiore rispetto a quanto dovuto su base annua, l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ha recuperato le differenze a debito sull’assegno della pensione di gennaio 2026.
Attenzione però, perché lo stesso farà con l’assegno di febbraio laddove le somme dovute non siano state recuperate interamente a gennaio.
Per i dettagli relativi all’importo in pagamento si può consultare il cedolino della pensione.
Pensione: assegno più alto da febbraio
A partire dalla mensilità di febbraio, quindi, pensionati e pensionate dovrebbero cominciare a vedere accreditato l’effettivo netto rivalutato.
Con la conclusione delle operazioni di recupero, infatti, verranno meno le eventuali trattenute e si riceverà l’importo pieno, sempre al netto delle canoniche trattenute previste mese per mese.
Non solo. A febbraio dovrebbero vedersi i primi effetti del taglio delle aliquote IRPEF, anche se su questo non sono ancora arrivate conferme da parte di INPS. L’intervento previsto dalla legge di Bilancio 2026 va a toccare in particolare lo scaglione di reddito da 28.000 a 50.000 euro. Dal valore del 35 per cento, dal 1° gennaio si applica il 33 per cento.
I pensionati e le pensionate con un assegno da almeno 28.000 euro cominceranno presto a ricevere i benefici di tale modifica. Si stima un aumento di circa 440 euro annui per i redditi più alti.
C’è attesa poi anche per un’altra delle novità introdotte dalla Manovra 2026, ovvero l’aumento per le pensioni minime in favore dei soggetti più fragili, il cosiddetto incremento al milione. La Legge di Bilancio 2026 prevede, infatti, un incremento dell’assegno di 20 euro mensili.
Anche in questo caso, però, per i tempi effettivi di accredito, con i relativi arretrati da gennaio, si attendono comunicazioni ufficiali da parte dell’INPS.
Il prossimo accredito della pensione, appunto quello di febbraio 2026, è previsto come da calendario INPS per il secondo giorno del mese sia per chi si affida a Poste Italiane sia per chi riceve la pensione presso le banche.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pensione: importo più alto da febbraio