Part-time agevolato fino alla pensione con aumento in busta paga: chi può richiederlo e come funziona

Francesco Rodorigo - Pensioni

In arrivo il nuovo part time incentivato per agevolare l'accompagnamento alla pensione e il ricambio generazionale in azienda. Come funziona e chi può richiederlo?

Part-time agevolato fino alla pensione con aumento in busta paga: chi può richiederlo e come funziona

Lavoratori e lavoratrici prossimi alla pensione potranno chiedere una riduzione dell’orario di lavoro con una maggiorazione della busta paga e senza riduzione dei contributi figurativi.

L’azienda, dal canto suo, deve prevedere l’inserimento di una nuova figura under 34 in sostituzione, così da favorire il ricambio generazionale.

A prevedere la novità è la nuova legge annuale per le PMI, approvata in via definitiva al Senato e prossima alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Vediamo in dettaglio requisiti e condizioni specifiche per poter mettere in pratica la novità.

Part-time agevolato per l’accompagnamento alla pensione: esonero contributivo e aumento in busta paga

Con la nuova legge annuale per le PMI arriva un nuovo part time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e favorire il ricambio generazionale.

Il provvedimento, che contiene questa e altre novità per PMI ma anche start up innovative, è stato approvato in via definitiva anche dal Senato. Si attende quindi solamente la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

La novità principale è, come anticipato, la possibilità per lavoratori e lavoratrici prossimi alla pensione di poter trasformare il proprio contratto a tempo pieno in un part time.

Nello specifico, si legge all’articolo 6 della legge, è possibile richiedere al proprio datore di lavoro una riduzione dell’orario di lavoro compresa tra il 25 e il 50 per cento, concordando le modalità di svolgimento della prestazione, anche attraverso clausole elastiche o flessibili riferite alla settimana o al mese.

I dipendenti impiegati a tempo parziale potranno beneficiare di un esonero del 100 per cento sulla contribuzione a loro carico, nel limite massimo di 3.000 euro, riparametrato su base mensile e comunque nel limite di spesa di 1 milione di euro per il 2026 e di 1,4 milioni per il 2027.

L’esonero è riconosciuto a partire dalla data di trasformazione del rapporto di lavoro e fino al 31 dicembre 2027 o alla data di pensionamento effettivo se precedente.

I contributi che non vengono versati confluiscono direttamente nella busta paga, che quindi aumenta, ma sono comunque tassati secondo le regole ordinarie.

Allo stesso tempo, ai dipendenti è riconosciuta anche la contribuzione figurativa per le ore non lavorate, senza quindi che si abbia alcun impatto negativo per la pensione.

Ai datori di lavoro non sono richiesti particolari adempimenti ad eccezione del rispetto di una condizione fondamentale: per ogni dipendente a cui viene ridotto l’orario di lavoro deve essere assunto, a tempo pieno e indeterminato, un giovane under 34, per il quale potranno anche essere fruite le agevolazioni vigenti, come ad esempio il bonus under 35, laddove ne ricorrano le condizioni.

Part-time agevolato per l’accompagnamento alla pensione: i requisiti da rispettare

Attenzione però ai requisiti richiesti per poter procedere con l’attivazione del part time.

La novità, infatti, non è accessibile a tutti ma solo a una ristretta platea di possibili beneficiari e, per ora, al solo biennio 2026/2027 e limitatamente a un numero massimo complessivo di 1.000 lavoratori e lavoratrici.

Non solo. Vi sono, infatti, anche altri stringenti requisiti per poter accedere al part time agevolato. La nuova misura può essere richiesta solamente dai dipendenti (iscritti all’AGO, alle forme esclusive e sostitutive della medesima o alla gestione separata) di aziende private con meno di 50 dipendenti, assunti a tempo pieno e indeterminato.

Questi, inoltre, devono avere anzianità contributiva precedente al 1° gennaio 1996 ed essere in possesso dei requisiti per andare in pensione (di vecchiaia o anticipata) entro il 1° gennaio 2028.

Gli incentivi sono concessi fino alla prima data utile di decorrenza della pensione e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.

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