Beni strumentali, Nuova Sabatini in un’unica soluzione: le novità della Legge di Bilancio 2021

Anna Maria D’Andrea - Incentivi alle imprese

Beni strumentali, erogazione della Nuova Sabatini in un'unica soluzione anche per i finanziamenti di importo superiore a 200.000 euro. La novità è parte delle misure a sostegno delle PMI previste dalla Legge di Bilancio 2021.

Beni strumentali, Nuova Sabatini in un'unica soluzione: le novità della Legge di Bilancio 2021

Beni strumentali, Nuova Sabatini in un’unica soluzione: la Legge di Bilancio 2021 velocizza il recupero del contributo statale previsto per le micro, piccole e medie imprese.

L’erogazione della Nuova Sabatini avverrà in un’unica soluzione anche per i finanziamenti di importo superiore a 200.000 euro. Una modifica che supera quanto previsto dal Decreto Semplificazioni.

Il riconoscimento del contributo del MISE, il cui importo è calcolato in base al valore degli interessi sui finanziamenti, determinati in via convenzionale applicando un tasso annuo del 2,75% per gli investimenti ordinari e del 3,575% per gli investimenti in industria 4.0, viene semplificato e velocizzato.

Servirà un decreto attuativo del MISE per dare il via alle novità disposte dalla Legge di Bilancio 2021, attualmente in fase di discussione alla Camera.

Beni strumentali, Nuova Sabatini in un’unica soluzione: le novità della Legge di Bilancio 2021

Inserendosi in un solco normativo già ritoccato negli scorsi anni, l’articolo 16 della Legge di Bilancio 2021 modifica le regole relative al riconoscimento della Nuova Sabatini, agevolazione rivolta alle micro, piccole e medie imprese per gli investimenti in beni strumentali.

L’erogazione del contributo statale in un’unica soluzione viene esteso a tutti i finanziamenti concessi, anche se di importo superiore a 200.000 euro. A tal fine, la Legge di Bilancio 2021 stanzia 370 milioni di euro.

La novità mira a semplificare la Nuova Sabatini. Attualmente, l’erogazione del rimborso riconosciuto dal MISE avviene in 6 quote annuali, nella misura del 10% il primo anno, 20% dal secondo al quinto anno ed il restante 10% entro il sesto anno.

Sull’erogazione in un’unica soluzione della Nuova Sabatini era già intervenuto il decreto Semplificazioni, semplificando il meccanismo di riconoscimento del contributo statale per i finanziamenti di importo non superiore a 200.000 euro.

La novità prevista dalla Legge di Bilancio 2021 costituisce un’ulteriore mossa di semplificazione, che punta a migliorare la gestione dell’agevolazione per i beni strumentali ed ottimizzare i vantaggi previsti dalla Nuova Sabatini per le imprese.

Beni strumentali, cos’è e cosa finanzia la Nuova Sabatini

L’ottimizzazione dell’agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2021 non interviene sul meccanismo generale di funzionamento della misura. La Nuova Sabatini è sicuramente una delle agevolazioni per le imprese dal maggior appeal, come mostrano i dati forniti dal MISE ed aggiornati mese per mese.

L’ultima rilevazione è relativa al mese di novembre 2020, mostra che l’importo del contributo statale prenotato è pari a 1.972.186.629 euro, pari al 92% delle risorse, e per un totale di finanziamenti pari a 23.361.229.455 euro. Un dato che certifica il successo della misura, evidenziando la ripartizione del totale delle domande presentate:

  • Medie aziende: 19.100
  • Piccole aziende: 46.942
  • Micro aziende: 39.836

Ma cos’è la Nuova Sabatini e cosa finanzia?

L’agevolazione consiste nella concessione da parte di banche ed intermediari finanziari aderenti alla convenzione tra MISE, ABI e Cassa Depositi e Prestiti, di finanziamenti alle PMI per investimenti in beni strumentali, affiancata da un contributo del MISE calcolato in base agli interessi applicati al finanziamento concesso.

Il finanziamento, che può arrivare a coprire l’intero investimento dell’impresa, può essere assistito dalla garanzia del Fondo per le PMI, fino all’80%. La durata non può superare i 5 anni e l’importo richiesto deve essere compreso tra i 20.000 euro ed i 4 milioni di euro.

Come detto, alla possibilità di ottenere finanziamenti da parte degli istituti di credito, si affianca un contributo del MISE, il cui importo è calcolato in via convenzionale in misura pari al valore degli interessi determinati su un finanziamento di 5 anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso di interesse convenzionale del:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”)

Tra gli investimenti ammessi alla Nuova Sabatini vi sono quelli in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i beni strumentali rientranti nell’ambito dell’Industria 4.0.

I beni acquistati (o in leasing) devono essere nuovi e riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”,“attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.

Gli investimenti devono inoltre soddisfare i requisiti dell’autonomia funzionale (non è ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito) e della correlazione con l’attività svolta dall’impresa.

La scorsa Legge di Bilancio ha previsto una maggiorazione del 100% per gli investimenti in Industria 4.0 realizzati dalle micro e piccole imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nel limite complessivo di 60 milioni di euro a valere sulle risorse autorizzate.

Inoltre, è stata istituita una riserva pari al 25% delle risorse autorizzate destinata alle micro, piccole e medie imprese a fronte dell’acquisto, o anche leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale.

Nuova Sabatini, l’iter per fare domanda

La procedura di accesso alla misura è articolata in più passaggi, che chiamano in causa sia le imprese che intendono aderire alla misura che le banche.

In primo luogo, l’impresa presenta all’istituto di credito aderente alla convenzione MISE la richiesta di finanziamento e la domanda di accesso alla Nuova Sabatini. La fase di verifica della regolarità e della completezza dei documenti predisposti dalla PMI spetta alla banca, che successivamente trasmesse al Ministero la richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo.

Dopo la conferma del MISE, la banca o l’intermediario finanziario hanno la facoltà di concedere il finanziamento all’impresa, trasmettendo al Ministero la relativa delibera, necessaria al fine della concessione del contributo.

Spetta poi all’impresa, una volta ultimato l’investimento, compilare la dichiarazione telematica attestante l’avvenuta ultimazione e, previo pagamento a saldo dei beni acquistati, il modello RU o RQR per l’erogazione del contributo.

Ed è su questo punto che interviene la Legge di Bilancio 2021, estendendo a tutte le imprese ed indipendentemente dall’importo del finanziamento la possibilità di ottenere il rimborso del contributo MISE in un’unica soluzione. A stabilire le modalità attuative della semplificazione sarà un apposito decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico.

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