Novità sulle compensazioni sono “un freno per le imprese”. Intervista a Marco Cuchel (ANC)

Tommaso Gavi - Commercialisti ed esperti contabili

Marco Cuchel, sulle novità del Decreto fiscale 2020 il presidente di ANC ha puntato il dito sulla criticità delle compensazioni. L'impossibilità di recuperare i propri crediti legittimi metterebbe ancora più in difficoltà imprese e professionisti. La voce rimane, tuttavia, ancora inascoltata a livello istituzionale. L'intervista di Informazione Fiscale.

Marco Cuchel, il presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, non ha dubbi nella sua intervista per Informazione Fiscale: la possibilità di recuperare i crediti in compensazione solo in un periodo successivo alla dichiarazione dei redditi, così come previsto dal Decreto fiscale 2020, metterebbe ancora più in difficoltà imprese e professionisti.

Il presidente dell’ANC ha suggerito alcune soluzioni nelle opportune sedi istituzionali, proposte che però sono finora rimaste inascoltate.

I dettagli dell’intervista di Marco Cuchel.

Marco Cuchel, ANC, imprese e novità compensazioni modelli f24: le criticità del Decreto fiscale 2020

Intervistato da Informazione Fiscale, Marco Cuchel, il presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti dalla sede romana ha evidenziato alcune delle criticità del Decreto fiscale 2020, Decreto Legge numero 124 del 26 ottobre 2019.

L’intervistato ha sottolineato che:

“Sicuramente l’impossibilità di andare a compensare dei crediti propri legittimi nel breve periodo ma esclusivamente dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, e sappiamo benissimo che oggi la dichiarazione dei redditi viene presentata al 30 di novembre, mette chiaramente in difficoltà gli operatori economici in particolar modo i professionisti che generano solitamente crediti per effetto delle ritenute di acconto perché pagare la ritenuta del 20% sul lordo dei compensi genera, nella stragrande maggioranza dei casi, crediti che potevano essere compensati nell’immediato con con altri debiti dovuti dall’erario con F24.”

L’attesa della presentazione della dichiarazione dei redditi sarebbe quindi un freno soprattuto per professionisti che utilizzano particolarmente le ritenute d’acconto, come ha spiegato il presidente dell’ANC.

Marco Cuchel ha reso noti gli sforzi per trovare soluzioni:

“Noi anche in audizione abbiamo evidenziato questa, a nostro modo di vedere, impropria previsione e abbiamo chiesto o una riduzione del carico della ritenuta di acconto per esempio nel caso dei professionisti, oppure la possibilità di poter presentare la dichiarazione dei redditi in tempi più brevi, ad esempio a febbraio o marzo.”

Le soluzioni prospettate, tuttavia, richiederebbero uno sforzo amministrativo, come viene evidenziato nell’intervista:

“Vuol dire che però l’Amministrazione, Sogei, Soget e l’Agenzia delle Entrate devono mettere a disposizione gli strumenti per poter adempiere correttamente già, a nostro modo di vedere, a gennaio. Meglio ancora, così come prevede lo statuto del contribuente, dall’anno precedente.”

Secondo il parere dell’intervistato la possibilità di richiedere i crediti in compensazione fin dai primi mesi dell’anno sarebbe un’ottima soluzione per consentire alle imprese di recuperare gli importi legittimi, così come accade per la dichiarazione Iva.

Intervista a Marco Cuchel, ANC: contribuenti in difficoltà e richieste inascoltate

Nell’intervista per Informazione Fiscale, Marco Cuchel ha dichiarato che alcune misure previste nel Decreto fiscale 2020 sembrerebbero pensate appositamente per mettere in difficoltà gli imprenditori:

“Crediamo che rientri tutto sempre in un disegno per mettere in difficoltà il contribuente. Se noi pensiamo per esempio alla possibilità di fare il ravvedimento operoso, di fatto questa norma viene sterilizzata dall’invio delle liquidazioni periodiche e dalle lettere di compliance che riceviamo. Si accorciano, quindi, i tempi per poter usufruire di una norma che ad oggi c’è sul ravvedimento operoso. I crediti, per esigenza di gettito dello Stato, in qualche maniera li vogliamo limitare al massimo.”

Mettere in difficoltà le imprese, a detta dell’intervistato, equivarrebbe ad accentuare la crisi di un Paese in gravi condizioni economiche:

“Sono tutte norme che non fanno altro che mettere in difficoltà le imprese, quindi l’economia di un Paese già in grossa difficoltà, viste anche le previsioni di crescita che ci sarà per i prossimi anni, che dicono che il Paese è in ristagno. Di fatto però, dal punto di vista economico, tolgono ancora liquidità. Sono provvedimenti che tolgono liquidità alle imprese e ai professionisti e ai lavoratori autonomi, specialmente ai piccoli, e credo che non facciano bene ad un Paese in un momento, appunto, in cui l’economia avrebbe bisogno di essere incentivata e di essere aiutata ad una crescita.”

Marco Cuchel ha anche denunciato l’inefficienza nel contrastare compensazioni indebite, aggravando invece le condizioni dei contribuenti che avrebbero tutto il diritto a recuperare i propri crediti:

“È chiaro che le compensazioni anomale o improprie ci sono, vanno combattute, però non possono sempre rimetterci magari i contribuenti corretti rispetto ad un’inefficace contrasto da parte della Pubblica Amministrazione nei confronti di coloro che abusano di determinati comportamenti. Ognuno dovrebbe fare il suo: quindi l’Agenzia delle Entrate dovrebbe contrastare questi effetti distorsivi anche del mercato per compensazioni improprie, ma non mettendo in difficoltà coloro che invece legittimamente hanno il diritto di andare a compensare dei propri crediti. Così invece vengono messi in difficoltà e comunque sono costretti a “finanziare”, è brutto dirlo, lo Stato per ulteriori mesi rispetto ad una propria legittima situazione personale.”

In chiusura il presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti ha sottolineato gli sforzi per proporre soluzioni correttive che, tuttavia, sono ancora rimasti inascoltati dalle istituzioni:

“L’abbiamo evidenziato in audizione della commissione Finanze alla Camera, l’abbiamo evidenziato al tavolo. Bisogna creare i presupposti per dare la possibilità di compensare questi crediti legittimi alle imprese che altrimenti vengono messi ancora più in difficoltà.”

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