ISA 2021: INT sfavorevole alla disapplicazione solo parziale

Tommaso Gavi - Fisco

ISA 2021, nel comunicato stampa del 10 febbraio l'INT esprime una posizione sfavorevole alla disapplicazione solo parziale degli indici sintetici di affidabilità fiscale, prevista dal decreto MEF che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio 2021.

ISA 2021: INT sfavorevole alla disapplicazione solo parziale

ISA 2021, con il comunicato stampa del 10 febbraio l’Istituto Nazionale Tributaristi si mostra sfavorevole alla disapplicazione solo parziale degli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Tra le novità del decreto MEF del 2 febbraio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio 2021 viene previsto l’esonero dall’applicazione per i soggetti che hanno avuto un calo di ricavi o compensi di almeno il 33% nel 2020, rispetto all’anno 2019.

A deludere l’INT è inoltre quanto previsto per le ulteriori ipotesi di esclusione dalle pagelle fiscali, i cui criteri sono individuati in continuità con quelli previsti per i contributi a fondo perduto.

Sulle proposte, poi rese concrete, l’Istituto aveva già mostrato contrarietà nell’apposita commissione ministeriale degli esperti.

ISA 2021: INT sfavorevole alla disapplicazione solo parziale

La disapplicazione solo parziale degli ISA 2021, prevista dal decreto MEF del 2 febbraio che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 febbraio 2021, scontenta l’Istituto Nazionale Tributaristi.

La posizione dell’INT viene chiarita nel comunicato stampa del 10 febbraio 2021.

In estrema sintesi sono due i punti che non convincono:

  • l’esonero dall’applicazione per i soggetti che hanno avuto un calo di ricavi o compensi di almeno il 33% nel 2020, rispetto all’anno 2019;
  • le ulteriori ipotesi di esclusione individuate in continuità con i criteri previsti per i contributi a fondo perduto indicate nell’allegato 2: l’elenco dei codici ATECO è stato stilato considerando il periodo di chiusura previsto per ogni attività.

Alle proposte ministeriali, presentante precedentemente nell’apposita commissione ministeriale degli esperti, era già stata mostrata contrarietà dal Vice Presidente nazionale Giorgio Del Ghingaro, rappresentante dell’INT in tale sede.

L’Istituto, in linea con il lavoro svolto dalla Commissione fiscalità coordinata dal Consigliere nazionale Giuseppe Zambon, aveva invece proposto l’applicazione su base volontaria e l’invio con esclusione dei soli dati contabili.

ISA 2021, INT: le dichiarazioni del Presidente Alemanno

Nel comunicato relativo alla disapplicazione degli ISA, anche il Presidente nazionale dell’INT Riccardo Alemanno critica i criteri per l’individuazione dei soggetti interessati dall’esonero.

A riguardo Alemanno dichiara che si è continuato ad adottare criteri che hanno creato “discriminazioni e diseguaglianze”.

Il Presidente INT continua:

“Eppure lo stesso dicastero dell’economia aveva ribadito il mese scorso che per i ristori si sarebbero abbandonate le individuazioni tramite codici Ateco e modificate le modalità di individuazione delle perdite che avevano creato problemi di equità. Ora per gli ISA invece si ripetono gli stessi criteri, se sbagliare è umano perseverare nello sbaglio è inaccettabile.”

Alemanno ribadisce poi le proposte suggerite dall’Istituto:

“Avevamo proposto e continueremo a proporre, anche come emendamenti a prossimi decreti, un’applicazione su base volontaria in modo che ciascuno possa valutare la propria situazione soggettiva e salvaguardare l’aspetto premiale degli ISA, poiché mi domando che differenza ci sia, ad esempio, tra chi ha subito una perdita di ricavi del 33% e chi invece ne ha subito una del 32%, o come non si possa non capire che non solo le attività costrette alla chiusura individuate con codici Ateco abbiano patito e stiano patendo le difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria.”

Le dichiarazioni continuano poi con la speranza che il prossimo esecutivo metta sul piatto di una riforma dell’Irpef anche la questione degli ISA.

Tra le indicazioni dell’INT, che verranno promosse nell’audizione del prossimo 8 marzo, ci sarà una proposta di rimodulazione delle aliquote nonché e scaglioni di reddito.

Il Presidente dell’INT conclude, rendendo noto quanto segue:

“Se non si modificheranno le modalità di esclusione, proporrò al Consiglio nazionale di suggerire ai nostri iscritti di valutare con i propri assistiti il ricorso all’ esclusione per l’anno 2020 con l’indicazione “periodo di non normale svolgimento dell’attività causa pandemia da coronavirus”, in un Paese in stato di emergenza da oltre un anno e colpito da pandemia mondiale mi sembra inevitabile.”

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