Fattura elettronica B2B: l’INT ha richiesto la proroga dell’adempimento

Guendalina Grossi - Ordini e casse professionali

L'Istituto Nazionale Tributaristi, con una breve lettera inviata al Governo ed ai parlamentari, ha evidenziato le problematiche connesse all'obbligo della fatturazione elettronica B2B in vigore dal 1° luglio 2018 per alcuni settori e poi dal 1° gennaio 2019 generalizzato per quasi tutte le partite IVA.

Fattura elettronica B2B: l'INT ha richiesto la proroga dell'adempimento

Il Presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, con una lettera inviata ai componenti del Governo ed ai parlamentari ha evidenziato le problematiche connesse all’obbligo della fatturazione elettronica B2B in vigore dal 1° luglio 2018 per alcuni settori e poi dal 1° gennaio 2019 generalizzato per quasi tutte le partite IVA.

Per l’INT, infatti, l’introduzione dell’obbligo della fattura elettronica tra privati richiederà una profonda revisione, ed è proprio per questo motivo che secondo l’Istituto dovrebbe essere rinviata la scadenza del 1° luglio 2018 data in cui entrerà in vigore l’obbligo della fattura elettronica per l’acquisto di carburanti e per i subappaltatori nei contratti di appalto con la P.A.

L’INT è convinto del fatto che, nonostante la fattura elettronica rappresenti sicuramente il futuro, non sia il momento giusto per far entrate in vigore questa misura che metterebbe in seria difficoltà le imprese.

Fattura elettronica B2B: per l’INT è necessaria una proroga dell’adempimento

Il Presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, ha inviato una lettera ai componenti del Governo ed ai parlamentari per chiedere il rinvio dell’introduzione della fattura elettronica a partire dal 1° luglio 2018 per l’acquisto di carburanti e poi dal 1° gennaio 2019 per tutti coloro che hanno una partita IVA.

In particolare nella lettera viene spiegato che:

l’introduzione obbligatoria della fattura elettronica B2B tra privati, in deroga a quanto previsto dalla normativa UE, richiederà una profonda riflessione e revisione ed è pertanto necessario quantomeno il rinvio della scadenza del 1° luglio ove è previsto tale obbligo per l’acquisto di carburanti e per i subappaltatori nei contratti di appalto con la P.A. Forse si è data una eccessiva accelerazione ad una modalità di fatturazione, che rappresenta sicuramente il futuro, ma che oggi metterebbe in forte difficoltà le imprese soprattutto le meno strutturate, di cui tutto hanno bisogno tranne che dover sostenere nuovi costi ed oneri.

Alemanno, al di là dei problemi contingenti del 1° luglio, evidenzia come si debba anche intervenire prima del gennaio 2019:

Inoltre ritengo che nei prossimi sei mesi, prima dell’entrate in vigore generalizzata delle fatture elettroniche B2B e B2C, si debba ancor più semplificare l’emissione della fatturazione elettronica e modificare ed adattare l’attuale normativa in tema di emissione, ricevimento e registrazione della fattura, altrimenti anche in questo caso è necessario un rinvio”.

Visti i tempi ristretti, dunque, il Presidente dell’INT ritiene che bisogna intervenire con urgenza mettendo al centro dell’azione legislativa gli interessi e le necessità dei cittadini-contribuenti.

Cos’è la fattura elettronica obbligatoria dal 1° gennaio 2019

La fattura elettronica è un documento informatico trasmesso in modalità telematica al Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate e recapitato tramite lo stesso mezzo al soggetto ricevente.

L’obbligo di fatturazione elettronica, che entrerà in vigore a partire dal 1° luglio 2018 per l’acquisto di carburanti e per i subappaltatori nei contratti di appalto con la P.A e dal 1° gennaio 2019 per coloro che possiedono la partita IVA, è stato introdotto dalla Legge di bilancio 2018.

Tale obbligo è una vera e propria rivoluzione per le e imprese italiane che preoccupa sia le PMI che gli intermediari: da tempo i commercialisti e le associazioni di categoria sottolineano come il tessuto produttivo italiano non sia ancora pronto al passaggio al digitale.

La fattura elettronica ha l’obiettivo di ridurre l’evasione IVA e le frodi d’imposta, grazie alla possibilità di controllare in via immediata le operazioni effettuate dai soggetti passivi IVA e di incrociare i dati inviati in modalità telematica tramite il SdI.