Decreto Sostegni: slitta ancora una volta la scadenza per adeguare gli statuti

Cristina Cherubini - Associazioni

Decreto Sostegni, un altro stop per le associazioni. Il decreto approvato il 19 marzo 2021 proroga nuovamente i termini per l'adeguamento degli statuti degli enti che intendono entrare a far parte del terzo settore.

Decreto Sostegni: slitta ancora una volta la scadenza per adeguare gli statuti

Decreto Sostegni, nuova proroga della scadenza per l’adeguamento degli statuti per gli enti che intendono entrare a far parte del terzo settore.

La riforma del terzo settore innescata dal d.lgs 117/2017, a circa 4 anni dalla sua pubblicazione non è ancora entrata in vigore.

Due dei punti fondamentali per la sua attuazione riguardano l’operatività del Registro Unico del Terzo settore, e l’adeguamento dello statuto degli enti che intendono procedere con l’iscrizione ed uniformarsi alla nuova normativa.

Il perseguire della crisi pandemica ha rallentato ulteriormente il processo di attuazione della riforma. Il legislatore, con il decreto Sostegni approvato il 19 marzo 2021, dispone una nuova proroga della scadenza per l’adeguamento dello statuto per far parte del terzo settore.

Decreto Sostegni: slitta ancora una volta la scadenza per adeguare gli statuti

Ormai risulta inutile tenere il conto di quante volte la scadenza ultima per l’adeguamento dello statuto delle associazioni con modalità semplificate è stata rinviata dal legislatore.

Questa scelta è chiaramente dettata dalla volontà di andare in contro alle esigenze degli utilizzatori, e al fine di comprendere le nuove modalità gestorie ed amministrative imposte alle associazioni dalle misure per il contenimento del contagio da COVID-19.

È innegabile però pensare che il continuo procrastinare dell’entrata in vigore a pieno della riforma, crei confusione e instabilità all’interno dell’intero settore, che chiede invece conferme e chiarezza.

Le associazioni intenzionate ad entrare a far parte del terzo settore potranno infatti adeguare i propri statuti, con le modalità semplificate di approvazione mediante convocazione di assemblea ordinaria, non più entro il 31 marzo, bensì entro il 31 maggio 2021.

In attesa del testo ufficiale, la bozza del decreto Sostegno, all’articolo 13 del comma 2, prevede infatti che:

all’art. 101,comma 2, del codice del terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, le parole “31 marzo 2021” sono sostituite dalle seguenti “31 maggio 2021”

Riforma del terzo settore: rallentata ed asincrona

Gli scenari che si possono attualmente delineare sono molteplici.

Da una parte l’ulteriore slittamento della scadenza potrebbe portare incertezza e mancanza di fiducia, causando nelle associazioni un’ulteriore rallentamento dei processi interni, dovuto soprattutto ad una nuova consapevolezza legata alla politica di procrastinazione veicolata dal governo.

Volendo invece prospettare l’ipotesi che la scadenza del 31 maggio 2021 sia definitiva, essa sarà comunque una semplice data indicativa, entro la quale gli enti possono beneficiare di un allentamento della burocrazia legata agli adempimenti da effettuare per adeguare il proprio statuto.

Non si tratta difatti di un termine perentorio, potendo gli enti comunque procedere con le modifiche richieste dalla riforma dopo tale data, avvalendosi semplicemente dell’iter decisionale tradizionale, seguendo quindi le regole deliberative dell’assemblea straordinaria anziché di quella ordinaria.

Inoltre la scadenza prevista per la messa in funzione del RUNTS era seriamente alle porte.

Contando infatti sei mesi dal momento in cui il decreto che definiva le sue funzioni era stato pubblicato in Gazzetta, si era previsto il termine per il 21 aprile 2021; probabilmente, la proroga prevista per l’adeguamento degli statuti fa presagire che anche la costituzione del RUNTS sarà inevitabilmente rinviata.

Gli enti del terzo settore si trovano quindi ad oggi in un momento di profonda instabilità legislativa, sociale ed economica, e meritano quindi forse maggiori precisazioni e chiarimenti.

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