DEF 2019, flat tax senza dettagli. Rischio aumento IVA dal 2020

Flat tax senza dettagli nel DEF 2019, ma la riforma Irpef porta con sé il rischio di un aumento dell'IVA. Nel testo definitivo del Documento approvato il 9 aprile 2019 spariscono le due aliquote del 15% e del 20% indicate nella bozza.

DEF 2019, flat tax senza dettagli. Rischio aumento IVA dal 2020

La flat tax trova spazio nel DEF 2019, seppur senza particolari dettagli. La riforma Irpef rientra nel Piano Nazionale delle Riforme, ma porta con sé il rischio di un aumento dell’IVA nel 2020.

Il testo definitivo approvato dal Governo il 9 aprile 2019 è addirittura meno dettagliato della bozza che, sulla flat tax, parlava di una riforma a due aliquote, pari al 15% ed al 20% e applicate in base al reddito.

Ora, nel comunicato pubblicato dal MEF si legge semplicemente che in campo fiscale, si intende continuare il processo di riforma delle imposte sui redditi in chiave flat tax per il ceto medio.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, il motivo sarebbe il contrasto tra i due vicepremier, Di Maio e Salvini, ed il Ministro dell’Economia Giovanni Tria. In ballo vi sono le risorse, vere protagoniste del DEF 2019 e della futura Legge di Bilancio 2020.

Flat tax o sterilizzazione delle clausole di salvaguardia IVA: un vero e proprio aut-aut per il quale, al momento, mancano certezze.

Flat tax nel DEF 2019, perché si rischia l’aumento IVA

La partita è nuovamente rinviata e neppure nel DEF 2019 si trovano dettagli sulle due novità fiscali più attese. La prima è inevitabilmente la flat tax, sulla quale negli ultimi mesi il Governo - con la Lega in testa - ha speso fiumi di parole.

Dopo il primo accenno per le partite IVA dal 2019, adesso tocca alle famiglie. L’obiettivo del Governo sarebbe quello di inserire già nella Legge di Bilancio 2020 la flat tax al 15% per dipendenti e pensionati con redditi fino a 50.000 euro, ed era questo il punto sul quale si attendevano conferme nel testo del DEF 2019.

Così non è stato e la riforma fiscale resta per ora soltanto un obiettivo da definire.

Il secondo punto che più che essere atteso preoccupa famiglie ed imprese è l’aumento IVA già programmato per il 2020. Per evitarlo sarà necessario lo stanziamento di ben 23 miliardi di euro, risorse che porteranno soltanto al rinvio del problema all’anno successivo.

Il sentiero lungo il quale si muove il Governo è stretto e problematico, e non mancano le divergenze, testimoniate anche dal fatto che dopo il Consiglio dei Ministri di ieri e dopo il varo del DEF 2019 non si è tenuta la consueta conferenza stampa di presentazione (e che ad oggi ancora non è stato pubblicato il testo ufficiale del Documento di Economia e Finanza).

Flat tax, in ballo aumento IVA e taglio alle detrazioni

Non c’è solo l’aumento dell’IVA a rendere più problematico l’avvio della flat tax. Uno dei punti più volte ribaditi dal Governo è che nella Legge di Bilancio 2020 sarà avviato un piano di taglio a detrazioni e bonus fiscali.

Il cammino è stato già avviato nella Manovra del 2019, con penalizzazioni che hanno toccato le imprese ma non le tasche delle famiglie. La prossima sfida del Governo potrebbe tuttavia non risparmiare neppure le agevolazioni fiscali che, ad oggi, contribuiscono a ridurre il peso dell’Irpef su dipendenti, professionisti e pensionati.

Vale la pena ricordare che per sua natura la flat tax prevede l’addio alle detrazioni fiscali Irpef, sostituite da una deduzione fissa su base familiare. Negli ultimi mesi si era addirittura parlato di un possibile doppio sistema di tassazione facoltativo: ciascun contribuente avrebbe potuto scegliere se restare in Irpef (imposta strutturata in cinque aliquote e scaglioni) o passare alla flat tax ad aliquota unica del 15%.

Tutte ipotesi che neppure il DEF 2019 conferma o smentisce ma che semplicemente vengono rinviate a data da destinarsi. Il prossimo appuntamento sarà quello di settembre, quando è prevista la Nota di Aggiornamento al DEF 2019 che precederà l’avvio della predisposizione della Legge di Bilancio 2020.

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