Da quest'anno l'esenzione fiscale per buoni pasto viene incrementata. Con la Manovra 2026 arriva l'innalzamento da 8 a 10 euro della soglia per i ticket elettronici. Cosa significa per i dipendenti?
Confermato l’aumento a 10 euro dell’esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici.
La Legge di Bilancio 2026 innalza a 10 euro il limite finora fissato a 8 euro, con l’obiettivo di dare una spinta al welfare aziendale e sostenere maggiormente lavoratori e lavoratrici.
Quali sono i vantaggi di un simile intervento? Opportunità non solo in chiave di sostegno al potere d’acquisto e per il rilancio dell’economia, ma anche in termini di entrate per lo Stato.
Buoni pasto più alti nel 2026? La soglia di esenzione passa a 10 euro
Con la nuova Legge di Bilancio arrivano novità anche per il welfare aziendale e in particolare per quel che riguarda i buoni pasto concessi dai datori di lavoro ai dipendenti.
La misura è stata valutata nei mesi scorsi e ha trovato spazio nel testo della Manovra. Si tratta dell’intervento per incrementare la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro previsto al comma 14 dell’articolo 1.
I buoni pasto, ricordiamo, rientrano tra i cosiddetti fringe benefit e sono titoli di pagamento che possono essere utilizzati per acquistare pasti o prodotti alimentari. Hanno un valore prestabilito e devono essere utilizzati esclusivamente dal titolare.
Come previsto dall’articolo 51, comma 2, lett c) del TUIR hanno un valore facciale prestabilito, fissato a 8 euro per quelli elettronici/digitali e a 4 euro per quelli cartacei.
Al di sotto di tali soglie, come anticipato, i buoni non non concorrono alla formazione di reddito da lavoro dipendente per i beneficiari e non sono considerati ai fini della determinazione della retribuzione imponibile. Pertanto, non sono previsti maggiori oneri previdenziali a carico dell’azienda.
L’intervento, va quindi a modificare la soglia relativa ai buoni pasto elettronici (quelli ormai più diffusi) con l’obiettivo di aumentare il valore dei ticket, uno strumento in forte crescita come dimostrato anche dai dati dell’Osservatorio Welfare di Edenred.
Nel 2024, infatti, le imprese italiane hanno erogato in media circa 1.000 euro a dipendente sotto forma di credito welfare, con un incremento del 10 per cento rispetto ai 910 euro dell’anno precedente.
La novità potrebbe portare ai dipendenti un aumento netto nel valore complessivo dei ticket tra i 200 e i 400 euro. Va evidenziato che la novità non comporta un aumento automatico del valore del ticket elettronico a 10 euro, ma rende solo più conveniente farlo, sia per i datori di lavoro che non ci pagano le tasse sia per i dipendenti che ottengono un ticket dal valore maggiore.
Buoni pasto: cosa sono e come funzionano
I buoni pasto costituiscono, dunque, uno strumento di integrazione al reddito che i dipendenti possono utilizzare durante la pausa nell’orario di lavoro oppure al di fuori dello stesso, ad esempio per fare la spesa al supermercato. Per i datori di lavoro l’incidenza dei costi è limitata in quanto le spese sostenute per l’acquisto dei buoni pasto da attribuire ai dipendenti sono deducibili.
I buoni pasto sono nominativi, hanno un valore prestabilito e devono essere utilizzati esclusivamente dal titolare.
Le imprese, di qualsiasi dimensione, i liberi professionisti e gli enti pubblici ordinano e acquistano i buoni dalle società che li emettono per poi consegnarli ai propri dipendenti.
Una volta che i dipendenti hanno ricevuto i buoni pasto, in una qualsiasi delle forme elencate, potranno utilizzarli in tutti gli esercizi commerciali convenzionati per un importo pari al valore facciale del buono stesso.
I dipendenti pertanto possono usare i buoni per fruire di un pasto pronto, quindi, spendendoli presso bar, ristoranti, gastronomie ecc. Altrimenti possono utilizzarli per acquistare prodotti alimentari, spendendo quindi i buoni per fare la spesa presso venditori al dettaglio, come supermercati e mercati.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Buoni pasto più alti nel 2026? La soglia di esenzione passa a 10 euro