Vittime infortuni sul lavoro, indennità ai familiari: ridotti gli importi per il 2018

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Vittime infortuni sul lavoro: nel 2018 sono morte più di 3 persone al giorno, gli importi dell'indennità una tantum ai familiari perdono dai 700 ai 4.200 euro. Sono i più bassi dal 2010. A stabilirli è il DM n. 10 del 25 gennaio 2019, pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro il 14 maggio 2019.

Vittime infortuni sul lavoro, indennità ai familiari: ridotti gli importi per il 2018

Vittime infortuni sul lavoro: stando ai dati INAIL nel 2018 ogni giorno muoiono più di 3 persone, i familiari di chi perde la vita svolgendo il proprio lavoro hanno diritto a una indennità una tantum, che deriva dal fondo dedicato.

Gli importi che spettano alle famiglie vengono definiti ogni anno con un apposito decreto del Ministero del Lavoro. L’indennizzo nasce come supporto economico ai familiari dei lavoratori, assicurati e non, vittime di gravi infortuni e viene riconosciuto dal 1° gennaio 2007.

Come stabilito dal DM numero 10 del 25 gennaio, pubblicato sul sito del Ministero il 14 maggio 2019, le somme che vengono riconosciute per i decessi del 2018 sono molto più ristrette: rispetto all’anno precedente l’indennità che spetta a un solo componente scende da 3.700 euro a 3.000 euro e quella che spetta a più di 3 familiari passa da 17.200 a 13.000.

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Fondo vittime infortuni sul lavoro - DM numero 10 del 25 gennaio 2019
Stabiliti gli importi 2018 per l’indennità una tantum ai familiari deelle vittime degli infortuni sul lavoro.

Vittime infortuni sul lavoro, i nuovi importi dell’indennità una tantum ai familiari: chi ne ha diritto

L’importo dell’indennità una tantum del Fondo vittime infortuni sul lavoro per le famiglie di chi perde la vita svolgendo la propria professione viene stabilito in base al numero dei componenti che ne hanno diritto.

Come si legge sul sito del Ministero, si riconosce solo ad alcune categorie di familiari:

  • coniuge;
  • figli legittimi, naturali, riconosciuti o riconoscibili, adottivi fino al 18° anno di età; fino a 21 anni se studenti di scuola media superiore o professionale; fino a 26 anni se studenti universitari; in caso di maggiorenni inabili finché dura l’inabilità.

E in mancanza di coniugi o figli:

  • genitori: naturali o adottivi se a carico del lavoratore deceduto;
  • fratelli e sorelle, se a carico o conviventi con il lavoratore deceduto.

Secondo i dati diffusi dall’INAIL, nel 2018 i decessi sul lavoro sono stati 1.133, 3,1 infortuni mortali ogni giorno, un dato che risulta in crescita del 10,1% rispetto all’anno precedente.

Il Decreto Ministeriale numero 10 del 2019, firmato il 25 gennaio e pubblicato sul sito del Ministero il 14 maggio, stabilisce per il 2018 somme di indennità una tantum molto meno ricche rispetto all’anno precedente, con una riduzione di 700 euro per ogni componente del nucleo familiare.

Fondo vittime infortuni sul lavoro, nuovi importi ridotti dell’indennità per i familiari: fino a 4.200 euro in meno

Le 1.133 famiglie, che hanno perso un loro caro dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 e hanno diritto al sostegno economico, riceveranno un indennizzo del Fondo vittime infortuni sul lavoro del valore minimo di 3.000 euro, per un solo componente e massimo di 13.000 euro per più di tre familiari.

Come si legge nel testo del Decreto, il Ministero del Lavoro ha stabilito le nuove cifre anche tenendo conto della nota tecnica appositamente elaborata dall’INAIL.

Di seguito un confronto con gli importi riconosciuti per gli infortuni avvenuti nel 2017.

TipologiaNumero superstitiImporti 2018 Fondo vittime infortuni sul lavoroImporti 2017 Fondo vittime infortuni sul lavoro
A 1 3.000 3.700
B 2 6.000 7.400
C 3 9.000 11.100
D Più di 3 13.000 17.200

Il valore del sostegno economico riconosciuto ai familiari delle vittime degli infortuni sul lavoro, se confrontato con gli anni precedenti, risulta nettamente più basso.

Salta all’occhio l’abisso con il 2012, che prevedeva un’indennità una tantum da un minimo di 9.000 euro a un massimo di 25.000 euro. In quell’anno 790 persone hanno perso la vita sul lavoro, un numero nettamente inferiore a quello del 2018, che risulta in crescita rispetto all’anno precedente con effetti preoccupanti su più fronti.

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