Sicurezza sul lavoro: più di 3 morti al giorno, ma i dati sono migliorati

Rosy D’Elia - Lavoro

Sicurezza sul lavoro: 1135 morti nel 2017, ma i dati rispetto a dieci anni fa sono migliorati. Meno infortuni, meno decessi e più consapevolezza rispetto al 2008. Le cifre nel report Il mercato del Lavoro 2018 - verso una lettura integrata.

Sicurezza sul lavoro: più di 3 morti al giorno, ma i dati sono migliorati

Sicurezza sul lavoro: 1135 morti nel 2017, vale a dire che ogni giorno muoiono più di tre persone mentre sono impegnate nelle loro attività professionali. Ma dai dati del report Il mercato del Lavoro 2018 - verso una lettura integrata emerge che rispetto a dieci anni fa la situazione sta migliorando. Meno infortuni, meno decessi e più consapevolezza rispetto al 2008. Ma nei dati nel 2018 preoccupa qualche segno di regressione.

Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Istat, INPS, INAIL, ANPAL nel report presentato presso l’Istituto Nazionale di Statistica hanno fotografato lo stato di salute del mercato del lavoro italiano analizzandolo da più punti di vista.

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Mercato del lavoro 2018 - Verso una lettura integrata
Scarica il report elaborato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal e diffuso il 25 febbraio 2019.

Sicurezza sul lavoro: 1135 morti nel 2017, ma i dati sono migliorati

Il suo andamento nell’ultimo decennio, il sottoutilizzo del lavoro in Italia, la domanda di lavoro delle imprese e il disallineamento formativo, l’utilizzo delle agevolazioni contributive a sostegno dell’occupazione da parte delle imprese, lo studio dei percorsi e sviluppi professionali dei lavoratori negli ultimi anni, l’analisi delle modalità dei primi ingressi, e l’andamento degli infortuni e delle malattie professionali sono i temi analizzati nel report.

A parlare sono i numeri, in senso assoluto e in relazione al passato per analizzare le strade che sta prendendo il mercato del lavoro in Italia.

Per quanto riguarda i temi di sicurezza e salute sul lavoro, con uno sguardo ad ampio raggio la direzione intrapresa sembra essere positiva, anche se c’è una battuta d’arresto nei primi dati disponibili per il 2018.

Se si guarda indietro, al 2008, si può dire che la situazione sia migliorata sotto più punti di vista, stando ai dati registrati fino al 2017.

Morti e infortuni sul lavoro continuano a registrare cifre importanti, ogni giorno si verificano più di tre decessi e in media accadono e vengono denunciati all’INAIL 1.536 infortuni sul lavoro. Nel 2017 la fascia di età più colpita è quella che va dai 50 ai 64 anni.

Conduttori di veicoli, operai edili e agricoltori sono le professioni coi numeri più alti di incidenti mortali.

Nel complesso nell’ultimo decennio non si può dire che non siano stati fatti dei passi avanti: rispetto al 2008 la diminuzione è stata del 35,7% con 300 mila casi in meno e dai primi anni 2000, quando erano oltre 1 milione, le denunce di infortunio si sono quindi ridotte di quasi la metà. E anche per quanto riguarda le denunce mortali si è registrato nell’ultimo decennio un calo del 29,7%.

Se guardando al lungo periodo ci sono segnali positivi, stringendo lo sguardo sul presente c’è il pericolo che si stia facendo di nuovo qualche passo indietro.

Nel report si legge:

“Con le dovute cautele, legate alla provvisorietà del dato monitorato mensilmente, i primi dati disponibili per il 2018 (rilevati al 31.12.2018) registrano rispetto all’anno precedente (rilevazione al 31.12.2017) un aumento delle denunce in complesso (+0,9%) e, più significativamente, dei casi mortali con 104 denunce in più (di cui 64 in itinere), pari al +10,1% (media del +5,3% per infortuni in occasione di lavoro e del +22,6% per quelli in itinere). Le denunce con esito mortale nel 2018 hanno risentito di un più elevato numero dei cosiddetti incidenti “plurimi”, causanti la morte di due o più lavoratori nello stesso evento”.

Si tratta dell’ “interruzione di una serie storica virtuosa” , come viene definita nel report: precarietà del lavoro, mancanza di adeguata formazione per i lavoratori socialmente più deboli (giovani, stranieri), invecchiamento della popolazione esposta al rischio potrebbero essere le cause.

Sicurezza sul lavoro: crescono le denunce di malattie professionali

Importante per leggere lo stato dell’arte sono anche i dati che riguardano le denunce per malattie professionali: in particolare, rispetto al 2008 sono passate da poco più di 30 mila a 58 mila, crescendo dell’89,7%. Nel 2017 hanno riguardato in particolare attività manifatturiere e costruzioni.

Circa 1.900 sono i lavoratori deceduti ogni anno con il riconoscimento di una malattia da lavoro.

Un dato in crescita di cui bisogna considerare un aspetto importante. Nel report Il mercato del Lavoro 2018 - verso una lettura integrata si legge:

Negli anni immediatamente successivi alla crisi economica sono intervenuti diversi fattori che hanno determinato e favorito l’emersione del fenomeno tecnopatico: dalle campagne di sensibilizzazione ai cambiamenti normativi che hanno ampliato l’elenco delle malattie riconosciute.

25 mila l’anno sono le malattie effettivamente riconosciute come professionali e in più del 60% dei casi interessano il sistema osteomuscolare (soprattutto tendiniti e dorsopatie), nel 15% il sistema nervoso (sindromi del tunnel carpale), nel 5% i tumori.

Oltre i tre quarti delle malattie professionali sono denunciate da ultra cinquantenni: nel 2017 la fascia di età 50-64 anni concentra il 62% di casi e quella degli ultra sessantaquattrenni il 16%. In alcuni casi, infatti, i tempi di manifestazione delle patologie sono molto lunghi.

La sicurezza sul lavoro è soprattutto prevenzione e consapevolezza. Temi su cui si sta dibattendo in questi giorni, dal momento che la Legge di Bilancio ha previsto una revisione delle tariffe INAIL, ridotte del 32%, e importanti tagli al finanziamento dei progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e agli sconti per prevenzione.

Se da un lato c’è un immediato risparmio per le aziende, dall’altro sul lungo periodo potrebbe esserci un costo elevato per i lavoratori.

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