Rimborso fiscale e incongruenze IVA, ancora false mail: il mittente non è l’Agenzia delle Entrate

Rosy D’Elia - Fisco

Rimborso fiscale e incongruenze IVA, nella casella di posta dei contribuenti continuano ad arrivare mail ingannevoli. Ma il mittente non è l'Agenzia delle Entrate che pubblica i fac simile delle comunicazioni per mettere in guardia gli utenti.

Rimborso fiscale e incongruenze IVA, ancora false mail: il mittente non è l'Agenzia delle Entrate

Mail dall’Agenzia delle Entrate su rimborso fiscale o incongruenze IVA? A inviarle non è l’Amministrazione finanziaria, che mette in guardia i destinatari delle comunicazioni ingannevoli: non aprire gli allegati e cestinare i messaggi ricevuti nella casella di posta elettronica.

Negli ultimi mesi sono stati diversi i casi di phishing, la frode che spesso viaggia tramite mail ed è finalizzata al furto di dati, che hanno visto protagonista l’Agenzia delle Entrate. E le campagne fraudolente non accennano a concludersi.

Con la notizia pubblicata il 9 febbraio 2022, arriva un nuovo invito a tenere alta l’attenzione: continuano ad arrivare mail ingannevoli.

Rimborso fiscale e incongruenze IVA, ancora false mail: il mittente non è l’Agenzia delle Entrate

La frode segue il classico copione. Gli utenti ricevono una comunicazione che appare molto simile a quella inviata da fonti accreditate, come possono essere gli enti istituzionali, ma che al suo interno contiene l’inganno: un link o un form per fornire informazioni personali o scaricare programmi capaci di apportare danno.

Le mail segnalate dall’Agenzia delle Entrate usano due diversi tipi di esche:

  • la presenza di un rimborso fiscale che il destinatario della comunicazione può richiedere tramite un form, messaggio ingannevole in circolazione dallo scorso dicembre;
  • la necessità di verificare presunte incoerenze sulle LIPE, anche in questo caso le false comunicazioni sono in circolazione dal mese di gennaio.

Con la notizia pubblicata il 9 febbraio, l’Agenzia delle Entrate mette in guardia:

“Analogamente alle precedenti segnalazioni circa le due campagne, ribadiamo che l’Agenzia si dichiara estranea all’invio di queste mail e ne disconosce completamente il contenuto.

La raccomandazione, come sempre in questi casi, è di non aprire alcun allegato e di cestinare i messaggi”.

Rimborso fiscale e incongruenze IVA, ancora false mail: come riconoscerle

Per tutelare ulteriormente gli utenti sulla presenza di false mail, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato anche gli esempi di messaggi ingannevoli da ignorare e cestinare per non cadere nella trappola.

Il primo riguarda un rimborso fiscale che si può ricevere compilando un “Modulo di rimborso” scaricabile da un link, il collegamento ovviamente rappresenta lo strumento per mettere a frutto la frode.


La seconda mail riguarda invece delle presunte incoerenze che riguarderebbero le LIPE, le comunicazioni periodiche IVA. Circolano due tipi diversi di messaggi, in entrambi i casi, però, c’è l’invito a scaricare un file malevolo.


Il phishing è un tipo di frode che si serve proprio della credibilità degli enti istituzionali per arrivare agli utenti e, infatti, recentemente anche l’INPS ha messo in guardia sull’invio di false mail.

A guardare bene le comunicazioni, però, la tipologia degli indirizzi da cui arriva il messaggio e gli errori grammaticali, frequenti, sono già due elementi che devono insospettire quando si ricevono comunicazioni di questo tipo.

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