Pensioni quota 41 e quota 100: ultime novità

Alessio Mauro - Pensioni

Ultime notizie pensioni quota 100 e quota 41: le proposte di Lega e Movimento Cinque Stelle, la dura realtà dei numeri e le ultime novità.

Pensioni quota 41 e quota 100: ultime novità

Riforma pensioni quota 100 e quota 41, le attuali proposte in campo di M5S e Lega e la dura realtà dei numeri (con la notizia di ieri relativa alle pensioni più basse a partire dal 2019).

Se da un lato appare sempre più certo che verrà introdotta la quota 100 per l’accesso alla pensione e che molto probabilmente verrà introdotto il requisito anagrafico minimo di 64 anni di età, altrettanta chiarezza non vi è sulla quota 41.

Ad oggi, per effetto dei vari correttivi alla riforma Fornero introdotti dal Governo Renzi-Gentiloni, la quota 41 è un beneficio riconosciuto soltanto ai lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni.

L’obiettivo di Lega e M5S, secondo le indiscrezioni trapelate negli ultimi tempi sia da organi di stampa che dagli stessi esponenti del nuovo Governo Conte, sarebbe quello di estendere la quota 41 a tutti, senza paletti sull’età anagrafica.

Il nodo principale che rischia di vanificare le novità in materia di pensioni promesse dalla Lega per superare la legge Fornero sono le risorse ed è per questo che Brambilla, il tecnico del Carroccio che ha contribuito alla stesura del Contratto di Governo, avanza l’ipotesi che il calcolo della pensione avvenga con metodo contributivo per le anzianità maturate dal ’96 in poi.

Quota 41 sì per tutti ma con penalizzazioni notevoli sull’importo della pensione.

Riforma pensioni, Quota 41 per tutti ma con calcolo contributivo? Ecco quanto si perde

Accanto alla quota 100, potrebbe essere la quota 41 per tutti una delle novità che la riforma pensioni Lega e M5S introdurrà per superare gli effetti negativi della legge Fornero.

Cos’è la quota 41? In sostanza, i lavoratori con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica potranno andare in pensione da subito. Ad oggi tuttavia le mosse del Governo sono tutte fuorché chiare.

Tra i punti da chiarire vi sono innanzitutto le regole per il calcolo della pensione: con la quota 41 potrebbe essere introdotto il metodo contributivo sui versamenti effettuati a partire dal 1996 per i lavoratori con più di 18 anni di contributi prima dell’entrata in vigore della riforma Dini (fino al 31/12/1995).

Quanto si perderebbe sull’assegno? È questo il principale problema da affrontare, per il quale il primo ad esporsi è stato Alberto Brambilla, tecnico della Lega che potrebbe essere nominato come vice Ministro del Lavoro.

Se la quota 41 adotterà il calcolo contributivo dell’assegno a perderci saranno quei lavoratori che hanno beneficiato di aumenti di stipendio nel corso della carriera lavorativa e, rispetto al calcolo con sistema retributivo, la pensione diminuirebbe del 10% circa.

Una sforbiciata netta che, tuttavia, sarebbe quasi indispensabile per l’entrata in vigore della quota 41 per tutti e non solo per i precoci: per le novità da introdurre con la riforma pensioni Lega e M5S sono stati messi in preventivo 5 miliardi di euro l’anno e sforare tale soglia comporterebbe ulteriori rischi sul fronte dei conti pubblici.

Stretta a contributi figurativi e noto adeguamenti speranza di vita: quota 41,5 dal 2019?

Problema comune a quota 100 e alla quota 41 riguarda i contributi figurativi per l’accesso alla pensione: potrebbe essere introdotto un tetto di due anni.

Se ciò sarà confermato e diventerà ufficialmente una novità della riforma pensioni del Governo Conte, finirebbero con l’essere penalizzati i lavoratori più deboli, come operai o impiegati che durante la propria carriera lavorativa sono stati in Cassa Integrazione o sono stati licenziati tramite collocamento in mobilità.

Inoltre sullo sfondo resta il problema degli adeguamenti dei requisiti per la pensione alla speranza di vita: la quota 41 potrebbe trasformarsi in quota 41.5 a partire dal 2019: la Lega sarebbe favorevole mentre per il M5S è necessario bloccare gli aumenti della speranza di vita previsti dalla Fornero.