Pensioni: comunicazione per la riduzione del secondo acconto entro il 10 ottobre

Francesco Rodorigo - Pensioni

Si avvicina il termine per chiedere la riduzione del secondo acconto delle imposte sui redditi. I pensionati hanno tempo fino al 10 ottobre. La domanda si può inviare dal sito INPS

Pensioni: comunicazione per la riduzione del secondo acconto entro il 10 ottobre

Resta ancora poco tempo per chiedere la riduzione o l’annullamento del secondo acconto delle imposte sui redditi emerso dal modello 730/2026.

I pensionati, ma anche i dipendenti, possono fare domanda entro il 10 ottobre e ottenere la riduzione del conto delle imposte da versare a novembre, sia per il secondo acconto dell’IRPEF che per la cedolare secca sugli affitti.

I pensionati interessati possono fare domanda direttamente dal sito INPS. A ricordare il termine di scadenza è lo stesso Istituto che nella nota pubblicata online fornisce tutti i dettagli sul cedolino della pensione presto in pagamento.

Pensioni: comunicazione per la riduzione del secondo acconto entro il 10 ottobre

Anche lavoratori dipendenti e pensionati che presentano il modello 730 pagano di norma il secondo acconto entro il mese di novembre. Si tratta del secondo importante appuntamento con l’IRPEF e la cedolare secca, le imposte dovute che sono calcolate sulla base dei dati indicati in dichiarazione dei redditi.

In alcuni casi, però, può succedere che il contribuente si trovi a dover pagare una somma maggiore rispetto a quanto effettivamente dovuto.

Rientra in questa ipotesi ad esempio un’eventuale risoluzione del contratto d’affitto, per il quale sorge l’obbligo di versare la cedolare secca, oppure i contribuenti che sanno di aver sostenuto un importo elevato di spese detraibili, che quindi “abbatteranno” l’imposta dovuta nell’anno successivo.

Ebbene, in tali casi è possibile chiedere la riduzione, ma anche direttamente l’annullamento, del secondo acconto dell’IRPEF o della cedolare secca emerso dal prospetto di liquidazione del modello 730/2026.

A ricordare la data di scadenza entro cui è necessario fare domanda è l’INPS, in occasione della pubblicazione dei dettagli sul cedolino della pensione in pagamento ad ottobre.

L’avviso dell’Istituto è rivolto in particolare ai pensionati e alle pensionate ma la data è la stessa anche per i dipendenti. La domanda per la riduzione o l’annullamento va inviata entro il 10 ottobre 2026.

Entro tale data bisogna inviare la richiesta al sostituto d’imposta, in questo caso l’INPS. I pensionati, dunque, possono provvedere all’invio direttamente dal sito istituzionale, accedendo con la propria identità digitale (SPID, CIE, CNS o eIDAS) al servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile anche nell’app per smartphone e tablet INPS Mobile.

Come ribadito dall’INPS il contribuente che sceglie di versare meno di quanto indicato nel prospetto di liquidazione lo fa sotto la propria responsabilità.

Pensione di ottobre: pagamenti dal 1° del mese, con importi più alti per alcuni

Come previsto dal calendario con tutte le date di pagamento fornito dall’Istituto a inizio anno, pensionati e pensionate riceveranno l’assegno INPS il 1° ottobre, senza differenze nei tempi di attesa tra chi riceve le somme spettanti tramite Poste Italiane e per coloro che le ottengono attraverso le banche.

Novità di ottobre è che, a partire dal pagamento del mese, l’assegno sarà più alto per chi riceve trattamento di accompagnamento alla pensione, come ad esempio l’Ape Sociale, dato che si applica il taglio del cuneo fiscale e contributivo.

Da ottobre, infatti, l’INPS mette in pagamento le somme che derivano dall’applicazione del taglio del cuneo fiscale e contributivo, i cosiddetti “bonus aggiuntivo” e “ulteriore detrazione”.

Si tratta, nello specifico, della:

  • “somma non imponibile” (c.d. bonus aggiuntivo) che spetta a chi ha un reddito non superiore a 20.000 euro annui;
  • “ulteriore detrazione” dall’imposta lorda, per i redditi oltre 20.000 euro e fino a 40.000 euro annui.

Con la mensilità di ottobre, spiega l’INPS, saranno erogati anche gli arretrati spettanti dal 1° gennaio 2026, ma solo quelli in relazione al bonus aggiuntivo (quello per i redditi fino a 20.000 euro). Per l’ulteriore detrazione, invece, le somme spettanti saranno definite in occasione del conguaglio di fine anno.

Se nel corso del 2026 la prestazione di accompagnamento alla pensione è terminata ed è presente una pensione, il beneficio spettante per il periodo in cui la prestazione di accompagnamento alla pensione era in pagamento sarà corrisposto in un’unica soluzione sulla prestazione pensionistica.

L’INPS ricorda che il pagamento in contanti è ammesso solo per gli importi complessivi fino a 1.000 euro netti.

Tutti i dettagli dell’importo in pagamento ad ottobre sono illustrati nell’apposito servizio INPS: il cedolino della pensione.