Reddito di cittadinanza, coinvolgere i professionisti: proposta INT e Confassociazioni

Alessio Mauro - Ordini e casse professionali

Reddito di cittadinanza: Confassociazioni e Istituto Nazionale Tributaristi pronti a intervenire sulla proposta di Armando Siri, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con un comunicato stampa chiedono il coinvolgimento dei professionisti, oltre che delle imprese.

Reddito di cittadinanza, coinvolgere i professionisti: proposta INT e Confassociazioni

Reddito di cittadinanza: Confassociazioni e Istituto Nazionale Tributaristi pronti a intervenire sulla proposta di Armando Siri, sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con il comunicato stampa pubblicato oggi, 26 novembre 2018, chiedono il coinvolgimento dei professionisti, oltre che delle imprese.

Da misura assistenziale a spinta per le imprese: questo è il cambio di paradigma che ha proposto Armando Siri, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per La Lega, nella discussione con il Movimento 5 Stelle per definire il reddito di cittadinanza e le modalità di erogazione.

Il Sottosegretario propone di erogare l’incentivo direttamente all’azienda che avrà il ruolo di formare e riqualificare il disoccupato. L’impresa dovrà agire da sostituto d’imposta, versando l’equivalente all’interessato. che al termine del periodo di formazione-lavoro, potrà essere assunto dall’impresa, oppure mettersi sul mercato con un bagaglio di competenze aggiornato.

Reddito di cittadinanza: Confassociazioni e INT pronti a intervenire su proposta di Siri

La proposta è stata accolta con interesse dagli imprenditori, ma anche dai professionisti. Proprio in questa discussione, infatti, si inserisce il comunicato stampa del 26 novembre 2018 diffuso da Confassociazioni e Istituto Nazionale Tributaristi, che si dicono favorevoli alla proposta di Armando Siri sul reddito di cittadinanza e rilanciano chiedendo che i professionisti, che rientrano tra le figure per cui non è prevista un’iscrizione ad albi, possano assumere lo stesso ruolo delle imprese.

Di seguito il testo integrale del comunicato stampa:

Confassociazioni e INT, favorevoli alla proposta Siri sul reddito di cittadinanza

Rilanciano chiedono anche il coinvolgimento delle professioni di cui alla Legge 4/2013 oltre a quello delle imprese.

Piace molto ai Tributaristi dell’ Istituto Nazionale Tributaristi (INT) la proposta, del Sottosegretario di Stato alle Infrastrutture Sen. Armando Siri, di destinare una parte del reddito di cittadinanza alle imprese che assumono. Anzi rilanciano sul coinvolgimento anche degli studi professionali che esercitano attività ai sensi della Legge 4/2013 ovvero quelle professioni il cui esercizio non prevede l’iscrizione in albi o ruoli. Infatti ecco la proposta del Presidente dell’INT, Riccardo Alemanno, che è anche Vice Presidente vicario e Presidente dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni, la Confederazione a cui fanno riferimento le Associazioni dei professionisti di cui alla L. 4/2013: “Siamo assolutamente d’accordo con il Sottosegretario Siri sul coinvolgimento del mondo produttivo circa l’utilizzo del reddito di cittadinanza e la formazione degli aventi diritto, anzi proprio come Confassociazioni di cui l’INT è tra i fondatori, proponiamo che oltre alle imprese siano coinvolti gli studi delle professioni di cui alla legge 4/2013, cioè quelle attività consolidate come i tributaristi ed innovative come quelle legate alle rete, il cui esercizio non prevede iscrizioni albi”. “Il nostro coinvolgimento”, prosegue Alemanno, “darebbe ulteriori possibilità ai giovani ed a coloro che hanno perso il posto di lavoro aprendo loro le porte a professionalità sempre più richieste dal mercato del lavoro. Siamo quindi a disposizione per fornire il nostro contributo”.

Reddito di cittadinanza: Confassociazioni ed INT rilanciano sulla proposta di Siri

7,1 miliardi ogni anno: queste le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2019 per il reddito di cittadinanza, senza contare i 900 milioni per le pensioni di cittadinanza e, per i primi due anni, il miliardo per potenziare i centri l’impiego. Trasformare il reddito di cittadinanza in un incentivo alla formazione presso le imprese rende la misura appetibile non solo per i cittadini, ma anche per gli imprenditori.

Un’occasione che neanche i professionisti vorrebbero perdere, come sottolinea Riccardo Alemanno, presidente dell’INT e dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni, l’organizzazione che rappresenta le Federazioni, i Coordinamenti e le Associazioni che esercitano attività professionali, in Italia e in Europa, non organizzate in ordini e collegi, come previsto dalla Legge 4/2013.

La Confederazione, infatti, si dice pronta a offrire il suo contributo e a fornire ai giovani le competenze utili per figure professionali richieste sul mercato del lavoro: consolidate, come quella dei tributaristi, e innovative, come tutte quelle legate alle rete.