Proroga scadenze al 30 settembre: la proposta INT per le imposte autoliquidate

Tommaso Gavi - Scadenze fiscali

Proroga scadenze al 30 settembre 2020, la proposta INT sui versamenti delle imposte autoliquidate collegate con la dichiarazione dei redditi. Con il comunicato stampa del 27 maggio, vengono diffuse parti della nota del presidente Alemanno al Governo. Il rinvio dei termini e le relative problematiche.

Proroga scadenze al 30 settembre: la proposta INT per le imposte autoliquidate

Proroga scadenze al 30 settembre, l’Istituto Nazionale Tributaristi invia la proposta al Governo.

Con il comunicato stampa del 27 maggio 2020, il presidente Riccardo Alemanno fa sapere di aver avanzato la richiesta in relazione ai versamenti collegati all’autoliquidazione di imposte e contributi collegate alla dichiarazione dei redditi.

Oltre all’emergenza Coronavirus, alla base della richiesta ci sarebbero le problematiche tecniche legate alla rimodulazione degli ISA.

Alla proposta si aggiunge anche il rinvio al mese novembre dei termini degli acconti relativi alle imposte dirette ed ai contributi.

Proroga scadenze al 30 settembre: la proposta INT per le imposte autoliquidate

La proroga delle scadenze al 30 settembre 2020 è una delle richieste dell’Istituto Nazionale Tributaristi.

Nel comunicato stampa del 27 maggio il presidente Riccardo Alemanno, anche in qualità di Presidente dell’Osservatorio sulla fiscalità di Confassociazioni, fa sapere di aver scritto direttamente al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, ai Vice Ministri dell’Economia e delle Finanze Laura Castelli e Antonio Misiani, ai Sottosegretari di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, Maria Cecilia Guerra e Alessio Mattia Villarosa.

La richiesta riguarda i versamenti collegati all’autoliquidazione di imposte e contributi collegati con la dichiarazione dei redditi.

Nella nota del presidente Alemanno viene riportato che si richiede:

“il rinvio al 30 di settembre, sia a seguito dell’emergenza economica in atto e sia delle problematiche tecniche legate alla rimodulazione degli ISA.”

Alle motivazioni collegate con l’emergenza Coronavirus si aggiungono i problemi relativi alla rimodulazione degli ISA, gli indici sintetici di affidabilità.

Un’altra ragione della richiesta degli slittamenti degli acconti che non sono già stati cancellati dal decreto Rilancio, escluso cioè quello dell’Irap, è sintetizzata come segue:

si ritiene necessario il rinvio al mese novembre del totale dei restanti acconti relativi alle imposte dirette ed ai contributi il cui ricalcolo, inevitabile data la situazione economica, avrebbe una base più ampia e realistica rispetto a quanto ipotizzabile a giugno.

Una proroga era già stata prevista in condizioni ordinarie e, secondo l’INT, sarebbe quantomai necessaria per le imprese ed i professionisti.

Sulle modalità della proroga Alemanno dichiara:

“Ora l’importante è la tempestività della proroga, che evidentemente non potrà passare per la discussione parlamentare dei decreti in corso di conversione in legge, tanto meno dal c.d. Decreto Rilancio appena approdato alle Commissioni parlamentari della Camera dei Deputati, ma unicamente attraverso un apposito provvedimento normativo, poiché come non mai la proroga deve essere tempestiva e non a ridosso della scadenza ordinaria.”

Proroga scadenze al 30 settembre 2020: le problematiche collegate

La proroga delle scadenze al 30 settembre 2020 porta con sé diverse problematiche, soprattutto di tipo formale.

Il fattore che più incide è il tempo: un intervento in parlamento sulla legge di conversione del decreto Rilancio rischierebbe di arrivare oltre alla scadenza di giugno, visto che il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 e ci sono 60 giorni a disposizione prime della decadenza.

Tuttavia non è escluso il ricorso ad un apposito emendamento nella legge di conversione.

Le novità sugli ISA dell’articolo 148 richiamano quanto già successo lo scorso anno: potrebbe non esserci il tempo tecnico per gli adeguamenti.

Una proroga, quindi, potrebbe essere necessaria ma, allo stesso tempo, potrebbe tardare ad arrivare.

Ammesso che si proceda ad una rapida conversione del decreto, infatti, sarebbe successivamente necessaria un intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che allungherebbe i tempi.

Non è dunque escluso l’arrivo di una proroga postuma, oltre scadenza.

Una rimessione in termini che creerebbe non pochi grattacapi ad aziende e professionisti.

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