Proroga credito d’imposta Ricerca e Sviluppo Sud, legge di bilancio: anche per 2021 e 2022

Alessio Mauro - Incentivi alle imprese

Proroga credito d'imposta Ricerca e Sviluppo Sud, nella legge di bilancio è previsto il rinnovo anche per il 2021 e il 2022. La misura contenuta nella bozza dovrà essere confermata dal testo ufficiale, dopo l'iter parlamentare.

Proroga credito d'imposta Ricerca e Sviluppo Sud, legge di bilancio: anche per 2021 e 2022

Proroga credito d’imposta Ricerca e Sviluppo Sud, l’articolo 32 del testo provvisorio della legge di bilancio 2021 prevede il rinvio del termine finale dell’agevolazione: sarà riconfermata anche per gli anni 2021 e 2022.

La manovra estende la durata dell’intervento destinato alle strutture produttive delle regioni del Mezzogiorno.

L’agevolazione è rivolta alle imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le percentuali del credito di imposta variano a seconda delle dimensioni delle imprese in termini occupazionali e di fatturato.

Vengono inclusi anche i progetti di ricerca e sviluppo sul coronavirus, svolti in strutture produttive delle regioni in questione.

La proroga per gli anni 2021 e 2022 dovrà essere confermata dal testo definitivo, che sarà approvato dopo l’iter parlamentare.

Proroga credito d’imposta Ricerca e Sviluppo Sud: il rinnovo nella legge di bilancio anche per il 2021 e 2022

Il testo provvisorio della legge di bilancio 2021 prevede la proroga del credito di imposta Ricerca e Sviluppo per il Sud.

L’articolo 32 prevede il rinnovo dell’agevolazione per gli anni 2021 e 2022.

Il testo, che dovrà essere approvato dopo l’iter parlamentare, estende la durata della misura destinata alle strutture produttive delle regioni del Mezzogiorno, introdotta dalla legge di bilancio 2020.

I destinatari sono le imprese che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’ammontare del credito di imposta varia nelle percentuali a seconda delle dimensioni delle imprese in termini occupazionali e di fatturato.

Rientrano nell’agevolazione in questione anche i progetti di ricerca e sviluppo sul coronavirus, svolti in strutture produttive delle regioni citate.

L’ammontare è lo stesso di quello stabilito, nei territori individuati, dall’articolo 244 del decreto legge numero 34 del 2020, ovvero il decreto Rilancio.

La misura del credito di imposta è stabilita come segue:

  • 25% per le grandi imprese, che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro;
  • 35% per le medie imprese che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro;
  • 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.

Proroga credito d’imposta Ricerca e Sviluppo Sud: requisiti e misura dell’agevolazione

Ad introdurre il credito di imposta Ricerca e Sviluppo per il Sud è la legge di bilancio 2020, all’articolo 1 comma 198, della legge n. 160 del 2019.

L’agevolazione è prevista per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative a supporto della competitività delle imprese.

I commi successivi forniscono le regole per il diritto al credito di imposta.

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, che effettuano investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo:

  • attività di ricerca fondamentale, di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale in campo scientifico o tecnologico;
  • attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati;
  • attività innovative di design e ideazione estetica nei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile e arredo e della ceramica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari.

I costi ammissibili sono i seguenti:

  • spese del personale;
  • strumentazioni e attrezzature;
  • costi relativi a immobili e terreni;
  • costi per la ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti;
  • spese generali supplementari e altri costi di esercizio (materiali e forniture).

Tale credito di imposta è stato aumentato dall’articolo 244 del D.L. n. 34 del 2020 per le imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

In base a quanto previsto nella versione provvisoria del testo della legge di bilancio, il comma 2 precisa che la maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Tale regolamento dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno, in base a quanto previsto dagli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Le risorse messe a disposizione sarebbero ottenute riducendo il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, programmazione 2021-2027.

La riduzione sarebbe di:

  • 52 milioni di euro per il 2022;
  • 104 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024;
  • 52 milioni per il 2025.

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