I pensionati con redditi da lavoro autonomo non cumulabili con la prestazione devono inviare la dichiarazione dei redditi. Per farlo c’è tempo fino al 2 novembre 2026. Le istruzioni INPS
Quelli di ottobre sono gli ultimi giorni a disposizione per l’invio della dichiarazione dei redditi da parte dei pensionati con partita IVA.
Manca poco, infatti, alla scadenza entro la quale i pensionati e le pensionate che, nel corso del 2025, hanno percepito redditi da lavoro autonomo, non cumulabili con la prestazione, sono tenuti a dichiarare le somme ottenute.
L’INPS nel messaggio n. 3281/2026 ha fornito tutte le istruzioni per procedere con l’adempimento, che di norma deve essere effettuato entro il termine del 31 ottobre. Dato che quest’anno cade di sabato, la scadenza slitta al 2 novembre 2026.
La dichiarazione va trasmessa direttamente online dal sito dell’Istituto previo accesso con credenziali SPID, CIE o CNS.
Pensionati con partita IVA: ultimi giorni per la dichiarazione dei redditi
Come ogni anno anche per il 2026 dall’INPS sono arrivate tutte le istruzioni necessarie per la presentazione della dichiarazione dei redditi da parte di alcune categorie di pensionati.
Si tratta dell’adempimento annuale che riguarda i cittadini e le cittadine titolari di trattamenti pensionistici che nel corso dell’anno precedente hanno percepito redditi da lavoro autonomo che non risultano compatibili con la prestazione di cui beneficiano, in base a quanto previsto dall’art. 10 del Dlgs n. 503/1992 che ha introdotto il divieto di cumulare la pensione con le entrate derivanti da questa tipologia di attività lavorativa.
Non tutti i pensionati e le pensionate sono tenuti a presentare la dichiarazione, in quanto per alcuni trattamenti non è previsto il divieto di cumulo. Si tratta in particolare di chi riceve uno dei seguenti trattamenti:
- pensione e assegno di invalidità da prima del 31 dicembre 1994;
- pensione di vecchiaia;
- pensione di vecchiaia liquidata nel sistema contributivo;
- pensione di anzianità e trattamento di prepensionamento a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della stessa;
- pensione o assegno di invalidità a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, delle forme di previdenza esonerative, esclusive, sostitutive della stessa, delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni.
In questi casi, gli interessati sono esclusi dall’obbligo di dichiarazione.
Al contrario, a dover presentare la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2025 entro la scadenza del 2 novembre 2026 sono tutti i pensionati che non si trovano nelle condizioni indicate.
Nel documento con le istruzioni, l’INPS fornisce anche alcuni chiarimenti in merito a dei casi specifici:
- i titolari di pensione di invalidità e di assegno di invalidità successiva al 1994 non sono assoggettati alle disposizioni in materia di incumulabilità con i redditi da lavoro nel caso in cui nel 2025 abbiano conseguito un reddito da lavoro autonomo pari o inferiore a 7.844,20 euro;
- nel caso in cui i redditi provengano da attività svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani in attività socialmente utili promosse da enti locali e altre istituzioni pubbliche e private, sono totalmente cumulabili con la pensione;
- i trattamenti pensionistici sono cumulabili anche con le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace, i gettoni di presenza percepiti dagli amministratori locali, con indennità legate a cariche pubbliche elettive, con i redditi legati alle funzioni di giudice onorario aggregato e giudice tributario e quelli dei sacerdoti.
Nel messaggio n. 3281/2026, disponibile di seguito in versione integrale, l’INPS fornisce anche alcune indicazioni in merito alla dichiarazione per i pensionati di inabilità/invalidità iscritti alla Gestione dipendenti pubblici, iscritti all’INPGI e per quelli che svolgono lavoro sportivo.
In ogni caso, specifica l’Istituto, i redditi da lavoro autonomo devono essere dichiarati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute erariali. Quelli derivanti da attività d’impresa, invece, devono essere dichiarati anche al netto di eventuali perdite deducibili imputabili all’anno di riferimento.
Pensionati con partita IVA: come inviare la dichiarazione dei redditi
I pensionati e le pensionate tenute all’adempimento possono inviare la dichiarazione direttamente online dal sito dell’INPS. La scadenza, come detto, è quella del 2 novembre 2026.
Per farlo è necessario in primo luogo accedere all’area riservata del sito INPS con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Successivamente si può accedere al servizio on line “RED Precompilato” disponibile sul sito istituzionale, digitando nel motore di ricerca: “La dichiarazione della situazione reddituale (RED)”.
Nel pannello successivo occorre scegliere la campagna di riferimento: 2026 per la dichiarazione dei redditi 2025.
L’INPS ricorda che i pensionati tenuti all’adempimento che non inviano la dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo entro la scadenza prevista, saranno sanzionati.
Dovranno versare all’Ente previdenziale di appartenenza una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nel 2025. Questa sarà prelevata sulle rate di pensione dovute al trasgressore.
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