Gli ultimi giorni dei navigator: il contratto in scadenza, le richieste di proroga e i risultati ottenuti

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Gli ultimi giorni dei navigator: la figura professionale introdotta per la fase 2 del reddito di cittadinanza è nata già con una data di scadenza e si avvia al tramonto. Il contratto scade il 31 dicembre 2021, nel frattempo si chiede a gran voce una proroga. Ma quali sono i risultati ottenuti? Risponde la Corte dei Conti.

Gli ultimi giorni dei navigator: il contratto in scadenza, le richieste di proroga e i risultati ottenuti

Gli ultimi giorni dei navigator sono scanditi dalle continue richieste di proroga. La giovanissima figura professionale introdotta a supporto dei Centri per l’Impiego nel sistema di ricerca del lavoro del reddito di cittadinanza ha le ore contate: il contratto indica il 31 dicembre 2021 come data di scadenza.

La professione, d’altronde, è nata per essere a tempo determinato, un paradosso che ha fatto discutere fin dall’inizio.

Ma le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni hanno operato a stretto contatto con i CPI di tutta Italia chiedono a gran voce una nuova estensione, dopo quella prevista lo scorso marzo dal Decreto Sostegni.

Quali sono i risultati raggiunti in questi anni? Costa di più confermare i navigator o interrompere la loro esperienza?

Gli ultimi giorni dei navigator: il contratto in scadenza e le richieste di proroga

Sono tra i 2.300 e i 2.500 i navigator che si avviano a vivere gli ultimi giorni di operatività, attualmente la proroga non è entrata nella Legge di Bilancio 2022, né in altre norme approvate.

Sono, però, diversi gli emendamenti presentati per allungare la loro presenza presso i Centri per l’Impiego sul testo della prossima Manovra, a cui il Parlamento sta ancora lavorando. L’ipotesi di una estensione dei tempi, inoltre, è comparsa anche tra le modifiche al testo del Decreto Recovery, DL n. 152/2021.

Mentre i navigator fanno sentire in piazza la loro voce, nelle aule alcuni politici si fanno ambasciatori delle richieste. Nel frattempo, però, la scadenza si avvicina e la data di termine del 31 dicembre è l’unica certezza.

Si ripete lo schema già vissuto lo scorso marzo, ma con tempi più stretti. 2.978 navigator, che hanno superato la selezione del bando diffuso da ANPAL, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro nel 2019 con la partecipazione di 78.800 persone, hanno firmato un contratto di collaborazione coordinata e continuativa con una retribuzione annua di 27.338,76 euro e 300 euro lordi di rimborso spese mensile e con una prima scadenza del 30 aprile 2021.

La data del 31 dicembre 2021 è stata fissata dall’articolo 18 del DL n. 41 del 22 marzo 2021, poco più di un mese prima del termine originario e dopo le continue richieste dei lavoratori e delle lavoratrici interessate, che hanno rivendicato anche un ruolo nella riforma delle politiche attive legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La risposta è arrivata, ma ha previsto solo uno slittamento dei termini. E a distanza di mesi, quindi, si ripropone la stessa questione.

Nel frattempo circa 500 navigator hanno preso altre strade, ma il futuro lavorativo di più di 2.000 persone è nuovamente in bilico.

Ieri, 13 dicembre, c’è stata una mobilitazione in diverse città italiane e nei pressi del Ministero del Lavoro che continuerà ancora per tenere accesi i riflettori sul tema.

Gli emendamenti presentati alla Legge di Bilancio e al DL Recovery prevedono dai 6 ai 12 mesi di proroga e cambiano le carte in tavola da un punto di vista contrattuale.

L’Associazione Naziona Navigator, ANNA, sui suoi canali social riporta il comunicato stampa di NIdiL CGIL e UILtemp diffuso al termine della giornata:

“Nell’incontro tenuto con il capo di gabinetto e il capo della segreteria tecnica del Ministero non sono arrivate, però, certezze rispetto alla loro continuità occupazionale.

Il Ministero ha ribadito, infatti, come soluzione possibile quanto contenuto nell’emendamento dei relatori alla legge del decreto di attuazione del PNRR in conversione alla Camera. Nella sostanza, un possibile subentro dei contratti di collaborazione per massimo sei mesi, spostandone la titolarità in capo alle Regioni, nelle more del rafforzamento dei centri per l’impiego”.

La richiesta, di cui i sindacati si fanno ambasciatori, attualmente è duplice:

  • una proroga dei contratti che mantenga sempre ANPAL Servizi come interlocutore;
  • la prospettiva di un inserimento dei lavoratori all’interno del sistema dei servizi all’impiego e delle politiche attive.

Le risposte, per ora, mancano, ma il Ministero del Lavoro non ha mostrato una chiusura totale sul tema.

Gli ultimi giorni dei navigator, verso una proroga? I risultati ottenuti

Se da un lato il contratto dei navigator è già nato con una scadenza, dall’altro bisogna considerare che più di 2.000 persone rischiano di ritrovarsi senza un’occupazione e oltre 700 Centri per l’Impiego si trovano a dover rinunciare al supporto di figure di raccordo tra domanda e offerta di lavoro su cui hanno potuto contare.

In altre parole, senza una prospettiva futura l’esperienza legata al reddito di cittadinanza, che pure non ha dato grandi risultati dal punto di vista della ricerca del lavoro, svanisce senza benefici né per i lavoratori né per il sistema di politiche attive. Eppure l’impegno economico c’è stato in questi anni.

L’articolo 12 della Legge di conversione del DL numero 4 del 2019 che ha istituito il reddito di cittadinanza ha affidato 90 milioni di euro per l’anno 2019, 130 milioni di euro per l’anno 2020 e 50 milioni di euro per l’anno 2021 ad ANPAL per consentire “la selezione, mediante procedura selettiva pubblica, delle professionalità necessarie ad organizzare l’avvio del Rdc, la stipulazione di contratti, nelle forme del conferimento di incarichi di collaborazione, con i soggetti selezionati, la formazione e l’equipaggiamento dei medesimi, nonché la gestione amministrativa e il coordinamento delle loro attività”.

61.231.000 di euro per l’anno 2021 sono stati previsti poi dal Decreto Sostegni.

Nell’Indagine sul funzionamento dei centri per l’impiego nell’ottica dello sviluppo del mercato del lavoro condotta dalla Corte dei Conti e pubblicata lo scorso 27 settembre si tirano le somme sul lavoro svolto dai navigator, a cui è stato affidato il compito di accompagnare personalmente il beneficiario del reddito di cittadinanza verso l’inserimento professionale e orientarlo verso opportunità formative.

I dati fanno riferimento al periodo che va da settembre 2019 a marzo 2021.

Dati Corte dei ContiBeneficiariRdC accoltiBeneficiari RdC presi in caricoPiani personalizzati di accompagna mento al lavoro avviatiContatti con i beneficiari RdC per verifica azioni piano personalizzato
Totale 1.041.711 489.054 248.008 791.364
Media mensile 61277 40754 14588 46550
Dati Corte dei ContiPiani personalizzati monitoratiVacancies e/o opportunità formative/orientative rese disponibiliN. imprese contattate per fabbisogni e promozione delle opportunità RdC
Totale 174.182 477.466 588.521
Media mensile 10246 28086 34618

Facendo una confronto tra la media mensile e il numero di navigator attivi, ognuno ha accolto ogni mese 22 beneficiari, di cui 14 sono stati presi in carico.

I numeri scendono vertiginosamente sulle azioni più concrete: il monitoraggio dei piani personalizzati ha riguardato meno di 4 beneficiari e in 30 giorni solo 12 imprese sono state raggiunte per un’analisi dei fabbisogni e della promozione delle opportunità del reddito di cittadinanza.

Sono cifre che non sorprendono se si considerano i dati, pochissimi e poco aggiornati, forniti da ANPAL sui risultati raggiunti dal sistema RdC sul fronte del lavoro.

Stando alla situazione di oltre un anno fa (31 ottobre 2020), su oltre 1.300.000 beneficiari percettori del reddito di cittadinanza tenuti alla sottoscrizione di un Patto per il lavoro, coloro che avevano avuto almeno un rapporto di lavoro successivo alla domanda di RdC erano pari a 352.068 e quelli con un rapporto di lavoro ancora attivo solo 192.851.

Di certo, il ruolo e il futuro dei navigator non si può ridurre a puri calcoli matematici, anche perché le variabili in gioco sui risultati raggiunti sono tantissime e, dettaglio da non sottovalutare, le figure di raccordo tra mondo del lavoro e beneficiari del reddito di cittadinanza hanno avuto pochissimi mesi di operatività piena prima della pandemia.

La scadenza del contratto pone difronte a un bivio: mettere a frutto gli sforzi economici e formativi anche cercando nuove strade o concludere l’esperienza vanificando l’impegno economico e l’esperienza professionale acquisita nel tempo?

L’interrogativo, d’altronde, è nato insieme ai navigator e in due anni e mezzo la risposta ancora non è stata trovata. La soluzione più semplice appare, ancora una volta, rimandare ancora la risposta.

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