Fondo nuovi nati: 100 euro all’anno fino alla maggiore età, come funziona il salvadanaio previdenziale

Francesco Rodorigo - Pensioni

Dal prossimo anno i neonati potranno avere una posizione previdenziale finanziata dallo Stato. Come funzionerà il nuovo fondo “Valore nuovi nati”?

Fondo nuovi nati: 100 euro all'anno fino alla maggiore età, come funziona il salvadanaio previdenziale

100 euro all’anno versati dallo Stato fino ai 18 anni, a cui si aggiungono i versamenti volontari effettuati dai parenti.

Per i nuovi nati dal 1° gennaio 2027 l’INPS aprirà una posizione previdenziale, una sorta di salvadanaio i cui risparmi faciliteranno l’accesso alla pensione.

Le risorse versate al fondo dai familiari saranno detraibili in dichiarazione dei redditi.

Questa in sintesi la novità prevista dal disegno di Legge di Bilancio 2027 e che dovrebbe diventare operativa dal prossimo anno.

Fondo valore nuovi nati: 100 euro all’anno fino alla maggiore età, come funziona il salvadanaio previdenziale

Se ne parla già da tempo ma dal prossimo anno dovrebbe diventare realtà: per i nuovi nati dal 2027 sarà aperto un fondo risparmio finalizzato alla previdenza complementare.

Il disegno di Legge di Bilancio approdato alla Camera prevede, infatti, una misura volta a promuovere la cultura del risparmio e della previdenza tra i più giovani.

Si tratta di una misura già discussa in tempi recenti, soprattutto da quando è diventata realtà a livello locale, quando è stata introdotta in Trentino-Alto Adige seppure con modalità apparentemente diverse. Una misura simile sarebbe dovuta entrare nella Legge di Bilancio 2026 ma poi fu accantonata durante l’iter parlamentare.

La proposta di un cassetto previdenziale per i nuovi nati è arrivata anche in tempi più recenti da parte dell’INPS, che prospettava un versamento da 1.000 euro all’anno per ogni neonato, da erogare in un fondo previdenziale, almeno fino all’età lavorativa.

La misura prevista dal DdL bilancio 2027 è molto simile ma con una differenza non di poco conto: nel nuovo Fondo “Valore nuovi nati” lo Stato verserà 100 euro all’anno, dalla nascita fino alla maggiore età.

Come funziona il nuovo fondo?

Dal 1° gennaio 2027, per ogni nuovo nato, sarà istituito con contabilità separata presso l’INPS un cassetto previdenziale, denominato appunto Fondo “Valore nuovi nati”.

Entro tre mesi dalla nascita, dunque, i neonati potranno disporre di una posizione previdenziale loro intestata. Qui lo Stato provvederà a versare 100 euro all’anno, fino alla maggiore età.

Non solo. Il fondo potrà essere finanziato anche dai familiari. Al finanziamento della posizione, infatti, possono contribuire con versamenti volontari, i genitori, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado secondo criteri che verranno definiti da un apposito decreto.

Genitori e parenti che contribuiscono al finanziamento della posizione previdenziale del neonato potranno beneficiare di una detrazione del 19 per cento in dichiarazione dei redditi, nel limite massimo di 1.000 euro.

A cosa serve il fondo e come funzionerà?

L’obiettivo di fondo, come detto, è quello di potenziare la situazione previdenziale della persona.

I versamenti annuali al Fondo, infatti, maturando nel tempo dovrebbero riuscire anche da soli a garantire dei ritorni importanti negli anni. Naturalmente è dai versamenti aggiuntivi della famiglia che può derivare il vero vantaggio del fondo previdenziale a capitalizzazione sul lungo periodo: maggiori sono i fondi investiti, maggiore potrà essere la somma maturata al momento della pensione.

Dalla nascita ai 18 anni, dunque, il fondo sarebbe alimentato secondo le modalità descritte e gestito da Cassa Depositi e Prestiti. A partire dal compimento del diciottesimo anno di età del beneficiario, e su sua richiesta, le somme accantonate saranno poi trasferite a una forma pensionistica complementare, anche individuale. Resta la possibilità di specifiche ipotesi di riscatto, rimandate al citato decreto attuativo.

Al momento del trasferimento, l’INPS certifica alla forma pensionistica complementare l’ammontare dei versamenti effettuati.

Va però precisato che il DdL Bilancio specifica come tali somme non possano essere considerate contributi versati alla forma pensionistica complementare ai fini della deduzione dal reddito complessivo (nel 2026 il limite è fissato a 5.300 euro).