Finanziamenti imprenditoria femminile: proroga al 31 dicembre 2019 del protocollo d’intesa

Carla Mele - Incentivi alle imprese

Prorogato il protocollo d'intesa per l'accesso al credito delle imprese femminili: i finanziamenti bancari agevolati, garantiti dal Fondo centrale di garanzia per le PMI, saranno prorogati fino al 31 dicembre 2019.

Finanziamenti imprenditoria femminile: proroga al 31 dicembre 2019 del protocollo d'intesa

Finanziamenti per lo sviluppo dell’ imprenditoria femminile: è questa la finalità del Protocollo d’intesa, nato nel 2014 da un progetto del Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dello sviluppo economico, l’Associazione bancaria italiana (ABI) e le associazioni rappresentative.

La scadenza del progetto, inizialmente prevista al 31 dicembre 2015, è stata dapprima posticipata al 31 dicembre 2017: a seguito dei controlli periodici forniti dal Ministero dello sviluppo economico, è emerso un trend di crescita delle tipologie di finanziamento previste dal Protocollo e pertanto il termine di adesione è stato nuovamente prorogato al 31 dicembre 2019.

I prestiti per l’imprenditoria femminile sono messi a disposizione dal sistema bancario a condizioni particolarmente vantaggiose: la particolarità di questo tipo di finanziamento è che il tasso di interesse subisce un’ulteriore ribasso concesso dal Fondo di garanzia per le PMI, riservata alle imprese a prevalente partecipazione femminile e alle professioniste.

Vediamo nel dettaglio l’iter da seguire e i requisiti per accedere al finanziamento.

Finanziamenti imprenditoria femminile: una nuova proroga per le beneficiarie

Per favorisce l’accesso a forme di finanziamento agevolato per donne imprenditrici e libere professioniste, è stato istituito nel 2014 un “Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita delle imprese femminili”.

Hanno aderito ad esso 36 banche, rappresentative del 39% degli sportelli del settore, con un plafond complessivo stanziato di circa 1,5 milioni di euro.

La crescita delle richieste dei prestiti da parte delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome e i dati positivi sull’adesione al Protocollo, hanno fatto si che venisse prorogato per ben due volte: l’ultima scadenza prevista per aderire a questa forma di finanziamento agevolato è il 31 dicembre 2019.

Ciascuna delle banche aderenti al protocollo mette a disposizione alle imprese femminili e delle lavoratrici autonome un plafond finanziario, diverso a seconda della necessità di finanziamento:

  • Investiamo nelle donne, prevede la concessione di finanziamenti finalizzati a realizzare investimenti materiali e immateriali per aziende ed attività professionali;
  • Donne in start-up, è una linea di credito diretta a favorire la costituzione di nuove imprese a prevalente partecipazione femminile ovvero l’avvio della libera professione;
  • Donne in ripresa è invece un finanziamento finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Le banche che aderiscono all’iniziativa, pur attenendosi ai principi di sana e prudente gestione, concedono finanziamenti a condizioni maggiormente competitive rispetto alla normale offerta su operazioni simili e con lo stesso grado di rischio.

Finanziamenti imprenditoria femminile: chi può richiederli?

La richiesta dei finanziamenti agevolati può partire sia dalle lavoratici autonome, comprese le libere professioniste, sia dalle titolari di piccole e medie imprese (PMI) a prevalente partecipazione femminile, operanti in qualsiasi settore che, al momento della presentazione della domanda non abbiano posizioni debitorie verso le banche classificate come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o “esposizioni scadute/sconfinanti da oltre 90 giorni”.

Esse vengono valutate rispetto alla capacità di rimborsare il finanziamento garantito: devono risultare sane da un punto di vista economico e pertanto vengono sottoposte ad appositi modelli di valutazione che utilizzano i dati di bilanci (o delle dichiarazioni fiscali) degli ultimi due esercizi, mentre le start up sono valutate sulla base di piani previsionali.

Le imprese che rientrano nel finanziamento agevolato sono:

  • imprese individuali gestite da donne;
  • società cooperative e società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
  • società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute per due terzi da donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne.

Alla categoria PMI appartengono invece quelle che impiegano meno di 250 dipendenti, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro.

Finanziamenti imprenditoria femminile: la sospensione dei pagamenti

Alle donne lavoratrici è concessa la possibilità di sospendere il rimborso del capitale dei finanziamenti erogati, solo per una sola volta e per un periodo non superiore a 12 mesi, nei seguenti casi:

  • maternità dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma;
  • grave malattia dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma, ovvero del suo coniuge, o convivente, o dei figli anche adottivi;
  • malattia invalidante di un genitore o di un parente o affini entro il terzo grado conviventi dell’imprenditrice o della lavoratrice autonoma.

Con al sospensione del pagamento delle rate previste, il piano di ammortamento viene posticipato in avanti per il periodo accordato, senza alterare la sequenza e l’importo delle quote capitale fissate contrattualmente.

Restano dovuti gli interessi per ciascuna rata oggetto di sospensione.

Tale possibilità non è prevista però per le imprenditrici socie di società di persone e di capitali a meno che quest’ultime svolgano funzioni di natura gestionale, (quali ad esempio le amministratrici), ma che al contempo possano essere sostituite temporaneamente nelle loro funzioni.

Anche nelle società cooperative, la sospensione può essere richiesta dalle socie amministratici, a meno che non vi siano altri soci che possano fungere da amministratori.

Finanziamenti imprenditoria femminile: come accedere alla Sezione Speciale

Per ottenere finanziamenti ancora più agevolati, le beneficiare possono richiedere il rilascio di una garanzia, a titolo gratuito, della Sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI esclusivamente rivolta a favore dell’imprenditoria femminile.

L’accoglimento della domanda alla Sezione Speciale, a cui viene riconosciuta la priorità di istruttoria e di delibera, consente il rilascio di garanzie che possono raggiungere l’80% del finanziamento richiesto, per un importo massimo pari a 2,5 milioni di euro.

L’accesso alla Sezione è riservato alle:

  • PMI regolarmente iscritte al Registro delle imprese, che rientrino nella definizione di impresa femminile;
  • professioniste iscritte agli ordini professionali, nonché a quelle aderenti alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della Legge n. 4/2013.

I finanziamenti vengono concessi alle aziende operanti in qualsiasi settore, con qualche eccezione: industria automobilistica, costruzione navale, fibre sintetiche, industria carboniera, siderurgia e attività finanziarie.

Nell’ambito delle aziende di trasporto sono ammissibili solo le imprese che effettuano trasporto merci su strada. Per quanto riguarda le imprese agricole, invece, possono utilizzare soltanto la “controgaranzia” rivolgendosi ad un Confidi che opera nei settori agricolo, agroalimentare e della pesca.

Come si accede a questa forma di garanzia?

E’ possibile inoltrare domanda alla Sezione Speciale del Fondo di garanzia in due modi:

  • prenotazione diretta, inviando l’apposito modulo al Gestore tramite posta (raccomandata A/R) o fax (0647915005) o posta elettronica certificata ([email protected]). Ottenuta la delibera di approvazione del Comitato di gestione del Fondo, è possibile recarsi presso un intermediario finanziario (banca, società di leasing o confidi) che deve presentare richiesta di conferma della garanzia entro 3 mesi dalla data di delibera del Comitato;
  • prenotazione indiretta, rivolgendosi senza prenotazione a un intermediario finanziario, che presenterà la domanda al Gestore del Fondo.