Decreto Milleproroghe 2018: tutte le novità nel testo pubblicato in GU

Alessio Mauro - Leggi e prassi

Il testo del Decreto Milleproroghe è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2018: novità su bonus cultura, isee precompilato e proroga graduatorie scuola.

Decreto Milleproroghe 2018: tutte le novità nel testo pubblicato in GU

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 25 luglio il testo del Decreto Milleproroghe 2018.

Tra le novità fiscali e in materia di lavoro si segnala il rinvio dell’Isee precompilato al 2019, nonché la proroga del bonus cultura di 500 euro anche per il 2018 e delle graduatorie per gli insegnanti all’estero.

È stato inoltre prorogato dagli attuali 90 giorni a 180 giorni il termine per l’adesione delle BCC ai contratti di coesione nonché il rinvio di sei mesi della riforma delle banche di credito cooperativo. L’adeguamento alle regole contenute nel Testo Unico bancario slitta al 31 dicembre 2018.

Il testo del Milleproroghe 2018, il decreto legge n. 91 del 25 luglio 2018, rinvia al 2019 la riforma delle intercettazioni, criticata da magistrati, avvocati e giornalisti.

Di seguito l’elenco delle novità contenute nel testo del decreto n. 91 approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in GU del 25 luglio 2018.

Decreto Milleproroghe 2018: testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 25 luglio

A pubblicare la sintesi delle novità contenute nel testo del Decreto Milleproroghe 2018 è stato il comunicato stampa pubblicato a margine del Consiglio dei Ministri del 24 luglio.

La versione ufficiale del decreto legge n. 91 del 25 luglio 2018 pubblicata in Gazzetta Ufficiale conferma le misure già annunciate: proroga al 2019 per l’avvio dell’Isee precompilato, bonus cultura per i neo diciottenni anche nel 2018 e rinvio della riforma delle BCC.

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Decreto Milleproroghe 2018 - testo pubblicato in GU
Clicca per scaricare l’estratto della Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2018 contenente il testo del decreto legge n. 91/2018

Tutte le novità nel decreto Milleproroghe 2018

Bisognerà attendere il 2019 per l’avvio della sperimentazione del modello Isee precompilato con i dati a disposizione di Agenzia delle Entrate e Inps. È questa la principale novità fiscale contenuta nel testo del decreto Milleproroghe 2018.

Si ricorda a tal proposito che con l’avvio della DSU precompilata cambierà anche la scadenza di validità della dichiarazione, fissata al 31 agosto dell’anno di presentazione (ad oggi, invece, la validità è fissata al 15 gennaio dell’anno successivo a quello di presentazione).

Alcune novità importanti riguardano scuola e università. In primo luogo, viene confermata la possibilità di richiedere il bonus cultura di 500 euro per coloro che compiranno 18 anni nel 2018. Sarà tuttavia necessaria l’emanazione di un apposito provvedimento, così come indicato dal parere del Consiglio di Stato che aveva bloccato il rifinanziamento del bonus 18 anni.

Proroga anche delle graduatorie 2017/2018 per gli insegnanti di scuole all’estero, al fine di consentire il regolare avvio dell’anno scolastico 2018/2019 e per consentire la copertura di almeno 183 posti in attesa dell’attuazione delle procedure previste dal D.lgs. n. 64 del 13 aprile 2017.

Proroga riforma BCC al 31 dicembre 2018, stop alla legge sulle intercettazioni

Meritano attenzione ulteriori due novità introdotte dal Milleproroghe 2018.

In primis, la proroga al 31 dicembre della riforma delle banche di credito cooperativo (BCC). Sarà questa la scadenza entro la quale le banche popolari dovranno adeguarsi alle regole previste dal Testo unico delle leggi in materia bancaria ed edilizia. Inoltre è prorogato da 90 a 180 giorni il termine per l’adesione al contratto di adesione che dà vita al gruppo bancario cooperativo.

Stop, inoltre, alla riforma sulle intercettazioni: per l’adozione delle disposizioni attuative previste dal decreto legislativo n. 216 del 29 settembre 2017 il termine è prorogato al 31 marzo 2019.

Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha dichiarato che con lo stop alla riforma sulle intercettazione “impediamo che venga messo il bavaglio all’informazione”. A criticare la riforma Orlando, scritta secondo il Ministro per “impedire ai cittadini di ascoltare le parole dei politici indagati”, erano stati tra gli altri anche l’ANM e gli avvocati.