Dai contributi sulla bolletta elettrica alla promozione dei contratti a lungo termine di energia pulita: il nuovo decreto Energia approvato in Consiglio dei Ministri introduce una serie di novità per le imprse.
Contributi sulla bolletta elettrica, misure per la promozione dei contratti a lungo termine di energia pulita a costi inferiori e degli impianti con fonti energetiche rinnovabili per l’incentivazione a prezzi calmierati.
Sono queste alcune delle novità in arrivo per le imprese. L’atteso decreto Energia è stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri: introduce misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore non solo delle famiglie ma anche delle imprese.
Alcune delle misure, in particolare quelle dirette alle PMI, saranno finanziate dall’aumento dell’aliquota IRAP per i produttori di energia elettrica e gas e non solo.
Quali sono i principali interventi in arrivo?
Contributi sulla bolletta elettrica per le imprese
Il nuovo decreto legge approvato il 18 febbraio in Consiglio dei Ministri non introduce solamente il nuovo “doppio” bonus bollette per le famiglie ma anche una serie di novità a sostegno delle imprese.
Le misure più rilevanti sono i nuovi contributi sulla bolletta elettrica.
Il DL introduce, infatti, per tutte le imprese un contributo sulla bolletta elettrica di:
- 431 milioni per 2026;
- 500 milioni per il 2027;
- 68 milioni per il 2028.
Il beneficio, si legge nel comunicato stampa ufficiale, si traduce in uno sconto in bolletta pari a:
- 3,4 euro/MWh per il 2026;
- 4 euro/MWh per il 2027;
- 0,54 euro/MWh per il 2028.
A questo si aggiunge un secondo contributo di 850 milioni sulla bolletta elettrica per le imprese, per un incentivo che corrisponde a 6,8 euro al MWh.
In quest’ultimo caso, le risorse saranno reperite dalla riduzione delle tempistiche di giacenza degli oneri di sistema, versati dai venditori, nelle casse delle imprese distributrici di energia elettrica.
Aumenta l’aliquota IRAP per i produttori di energia elettrica e gas
Il contributo sulla bolletta elettrica delle imprese per il triennio 2026/2028 sarà finanziato da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota IRAP applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico.
Nello specifico, per gli anni d’imposta 2026 e 2027, si prevede un incremento di 2 punti percentuali dell’attuale aliquota IRAP (3,9 per cento) che passa quindi al 5,9 per cento.
L’aumento, come anticipato, non riguarda tutte le imprese ma solamente quelle che operano in determinati settori. Si tratta delle imprese che svolgono, in via prevalente, le attività di estrazione di petrolio e gas naturale ma anche attività estrattive e manifatturiere.
Come riportato dal Sole24Ore, ad essere interessate sono nello specifico le imprese che operano nell’ambito dei seguenti codici ATECO:
- B-Attività estrattive:
- 09.1 Attività di supporto all’estrazione di petrolio e gas naturale;
- 09.9 Attività di supporto ad altre attività estrattive.
- C-Attività Manifatturiere:
- 19.1 Fabbricazione di prodotti di cokeria;
- 19.2 Fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e prodotti da combustibili fossili.
- D - Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata:
- 35.1 Produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica;
- 35.2 Produzione di gas e distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte;
- 35.3 Fornitura di vapore e aria condizionata;
- 35.4 Attività di servizi di intermediazione per l’energia elettrica e il gas naturale.
Da tale incremento dovrebbero derivare entrate per circa un miliardo in due anni.
Le altre novità in arrivo per le imprese
Il DL Energia introduce poi misure volte a promuovere il ricorso ai Power Purchase Agreement (PPA) da parte delle PMI. L’obiettivo è quello di favorire una contrattazione a lungo termine di energia pulita a costi inferiori. Il beneficio della norma è il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas, garantendo energia rinnovabile a prezzi più bassi.
In arrivo, inoltre, misure per la promozione della contrattualizzazione degli impianti con fonti energetiche rinnovabili (FER) a fine incentivazione a prezzi calmierati all’interno del servizio di aggregazione svolto da Acquirente Unico nell’ambito della bacheca PPA. Si prevede una premialità, pari al 15 per cento della differenza tra la media annua ponderata, sulle quantità contrattualizzate, dei prezzi del mercato spot nella zona in cui è localizzato l’impianto e il prezzo riconosciuto nell’ambito del servizio di aggregazione.
Tra le novità in arrivo anche la possibilità per i titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei conti energia di aderire a un meccanismo che, a fronte di una riduzione dell’incentivo del 15 per cento o del 30 per cento nel secondo semestre 2026 e nel 2027, ne estende la durata di 3 o di 6 mesi. La misura incide sulla riduzione della componente ASOS nel 2026 e nel 2027.
A queste si aggiungono anche:
- la facoltà di repowering dei soggetti titolari degli impianti fotovoltaici beneficiari dei “conti energia” di aderire ad un meccanismo che, a fronte della fuoriuscita dai “conti energia” e dell’impegno al repowering, consente di partecipare a meccanismi di supporto per la capacità corrispondente all’incremento di potenza;
- la valorizzazione a mercato del gas stoccato dal GSE e da SNAM e riduzione degli oneri gas e ulteriori componenti tariffarie per tutte le imprese;
- la semplificazione della misura del Gas release per incrementare i volumi di gas estratti sul territorio nazionale e offerta a prezzi calmierati ai clienti finali industriali;
- misure di tutela dei settori industriali ad alta intensità energetica (HTA) nell’approvvigionamento del biometano, per decarbonizzare i consumi e ridurre i costi dell’ETS.
- l’attribuzione ad ARERA del compito di definire un quadro preliminare di principi e criteri per l’accesso alla rete di trasporto e ai siti di stoccaggio del biossido di carbonio.
Il DL Energia, infine, prevede anche alcune misure a favore di tutti gli utenti del sistema elettrico.
Nello specifico, si prevede la riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite il rimborso del valore, definito da ARERA, del costo del gas per la produzione di energia elettrica, nel limite della quotazione dei diritti riconosciuti per l’ETS. La misura, si legge nel comunicato stampa ufficiale, è sottoposta a notifica alla Commissione europea.
Inoltre, è in arrivo una riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite un rimborso degli oneri di trasporto del gas utilizzato per la generazione elettrica, il rafforzamento della concorrenza sui mercati elettrici (REMIT) per limitare eventuali comportamenti speculativi e la riduzione degli oneri generali degli impianti rinnovabili alimentati da bioliquidi, biomasse e biogas.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Decreto Energia: le nuove misure per le imprese