Il bonus per le assunzioni nel Mezzogiorno, Decontribuzione Sud, è confermato anche per il 2026. Come funziona l'agevolazione, chi sono i possibili beneficiari e come cambia rispetto all’anno scorso
Come funziona nel 2026 la nuova versione della Decontribuzione Sud?
La Legge di Bilancio dello scorso anno ha prorogato l’agevolazione a sostegno dell’occupazione nelle regioni del Mezzogiorno fino al 2029, ma con importanti novità, a partire dalla percentuale dell’esonero contributivo spettante che si riduce progressivamente.
Quest’anno passa infatti dal 25 al 20 per cento.
Per quanto riguarda l’applicazione dell’agevolazione si fa distinzione tra le micro e PMI e le grandi imprese.
Vediamo quali sono i requisiti per poter beneficiare dell’agevolazione e come funziona.
Decontribuzione Sud: come funziona l’esonero nel 2026?
La decontribuzione Sud è attiva anche nel 2026, sebbene in forma leggermente diversa rispetto allo scorso anno.
Si tratta, in sintesi, dell’agevolazione che riconosce alle imprese un esonero contributivo per ogni contratto stipulato nelle aziende delle regioni del Mezzogiorno.
A partire dal 2025, ricordiamo, per effetto delle modifiche introdotte dalla Legge n. 207/2024, l’agevolazione ha cambiato forma.
Da un esonero contributivo del 30 per cento per ogni contatto attivo, si è passati ad una doppia versione:
- una destinata alle micro e PMI;
- una per le grandi imprese.
In entrambi i casi, i datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, che occupano lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna possono beneficiare di uno sgravio sui contributi previdenziali, ad esclusione di premi e contributi INAIL.
Aspetto fondamentale è la percentuale di esonero, rimodulata completamente e inizialmente fissata al 25 per cento ma destinata a calare progressivamente negli anni.
La percentuale di esonero, infatti, va a scalare negli anni (per le assunzioni al 31 dicembre nell’anno precedente), fino al 2029:
- 25 per cento per il 2025, per un importo massimo di 145 euro;
- 20 per cento per il 2026, per un importo massimo di 125 euro;
- 20 per cento per il 2027, per un importo massimo di 125 euro;
- 20 per cento per il 2028, per un importo massimo di 100 euro;
- 15 per cento per il 2029, per un importo massimo di 75 euro.
Se per lo scorso anno, dunque, le imprese hanno avito modo di beneficiare, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto al 31 dicembre 2024, di un esonero contributivo del 25 per cento per un importo massimo di 145 euro su base mensile per un anno, lo stesso non si può dire per il 2026.
Quest’anno, infatti, la percentuale di esonero si riduce al 20 per cento, per cui le aziende potranno ottenere uno sgravio per un importo massimo di 125 euro su base mensile per un anno, per ciascun lavoratore a tempo indeterminato assunto al 31 dicembre 2025.
Sono comprese le trasformazioni da tempo determinato, a condizione che sia rispettato il requisito geografico della sede di lavoro.
Decontribuzione Sud: a chi spetta e requisiti
L’agevolazione, come anticipato, spetta ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, che occupano lavoratori e lavoratrici a tempo indeterminato in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.
L’esonero previsto dalla nuova Decontribuzione Sud non si applica:
- ai rapporti di apprendistato;
- agli enti pubblici economici;
- agli istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici economici ai sensi della legislazione regionale;
- agli enti trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico, per effetto di procedimenti di privatizzazione;
- alle ex istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per la trasformazione in aziende di servizi alla persona (ASP), e iscritte nel registro delle persone giuridiche;
- alle aziende speciali costituite anche in consorzio ai sensi degli articoli 31 e 114 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali;
- ai consorzi di bonifica;
- ai consorzi industriali;
- agli enti morali;
- agli enti ecclesiastici.
Il diritto alla fruizione degli incentivi, inoltre, è legato al rispetto delle norme DURC e delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi.
L’esonero, inoltre, non spetta ai datori di lavoro che non siano in regola con gli obblighi di assunzione previsti dalla legge n. 68/1999.
Per poter fruire dell’agevolazione, infatti, i datori di lavoro devono rispettare anche altre precise condizioni:
- regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);
- assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;
- rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
- regolarità degli obblighi di assunzione previsti dall’articolo 3 della legge n. 68/1999 (assunzione di soggetti disabili).
Da evidenziare anche il fatto che l’agevolazione non è compatibile con i bonus assunzione previsti dal decreto Coesione (giovani, donne, Sud e incentivi all’autoimpiego nei settori strategici).
Per quanto riguarda le PMI, rientrano in questa definizione, come precisato all’articolo 1, comma 407, della Legge di Bilancio 2025, i datori di lavoro privati che hanno alle proprie dipendenze non più di 250 lavoratori e lavoratrici. Inoltre, il fatturato annuo non deve superare i 50 milioni di euro e/o il cui totale di bilancio annuo non deve superare i 43 milioni di euro.
La misura è concessa nel rispetto delle condizioni previste dal regolamento de minimis: non è quindi più necessaria come in passato la preventiva autorizzazione da parte della Commissione Europea.
Modalità di fruizione dell’esonero
Per quanto riguarda la fruizione dell’esonero, come indicato dall’INPS nella circolare n. 32/2025, l’agevolazione può essere esposta in Uniemens.. Devono essere valorizzati all’interno di “DenunciaIndividuale”, “DatiRetributivi”, elemento “InfoAggcausaliContrib” i seguenti elementi:
- nell’elemento “CodiceCausale” deve essere inserito il nuovo valore “DPMI”, con significato “Agevolazione contributiva Art1, commi da 406 a 412, L n.207/2024 (Legge di Bilancio 2025) per l’occupazione in aree svantaggiate a favore microimprese e PMI.”;
- nell’elemento “IdentMotivoUtilizzoCausale” deve essere inserita la data di assunzione/trasformazione nel formato AAAA-MM-GG.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Decontribuzione Sud 2026: requisiti e istruzioni per l’esonero