Emergenza coronavirus e reddito di cittadinanza: pagamenti regolari, obblighi sospesi

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Coronavirus, regolari i pagamenti del reddito di cittadinanza, sospesi gli obblighi connessi alla fruizione: l'emergenza blocca le attività di pubblica utilità e la ricerca del lavoro per due mesi. A stabilirlo è il DL Cura Italia di cui si attende la pubblicazione del testo ufficiale.

Emergenza coronavirus e reddito di cittadinanza: pagamenti regolari, obblighi sospesi

Coronavirus, regolari i pagamenti del reddito di cittadinanza, ma vengono sospesi gli obblighi connessi alla fruizione.

Lo stop delle attività imposto con il Decreto, ribattezzato “Io Resto a Casa” dallo stesso presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo, e da tutti gli altri provvedimenti adottati in queste settimane per far fronte all’emergenza coinvolge anche la ricerca del lavoro e le attività di pubblica utilità.

A stabilirlo è l’articolo 39 del DL Cura Italia approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 marzo e non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il pacchetto di misure destinate a imprese, famiglie, professionisti nasce per arginare l’impatto economico della crisi epidemiologica, ma interviene anche su una serie di aspetti apparentemente marginali, che necessitano comunque di regole ad hoc.

Emergenza coronavirus e reddito di cittadinanza: pagamenti regolari, obblighi sospesi

La macchina del reddito di cittadinanza ha impiegato quasi un anno per ingranare la marcia della fase 2, dedicata proprio all’inclusione sociale con i lavori di pubblica utilità e al percorso di inserimento lavorativo dei beneficiari, con le convocazioni da parte dei Centri per l’Impiego e la stipula dei Patti per il Lavoro.

Ma a pochi giorni dal primo compleanno del reddito di cittadinanza, il 6 marzo, arriva la notizia della sospensione degli obblighi previsti per tutti coloro che percepiscono l’assegno, fino a 780 euro al mese per i nuclei familiari composti da una sola persona.

L’emergenza coronavirus ha imposto uno stop quasi totale: dalle scuole pubbliche ai negozi. Il provvedimento dell’11 marzo che lo stesso Presidente del Consiglio ha definito “Decreto Io Resto a Casa” ha lasciato aperte solo alcune attività necessarie, come farmacie o supermercati.

“Al fine di limitare gli spostamenti delle persone fisiche ai casi strettamente necessari”, come si legge nel DL Cura Italia approvato il 16 marzo dal Consiglio dei Ministri, per due mesi dall’entrata in vigore del testo anche gli obblighi connessi alla fruizione del reddito di cittadinanza sono sospesi, così come resta in stand by la tabella di marcia da rispettare per le convocazioni da parte dei Comuni e dei Centri per l’impiego.

Nessuna variazione è prevista, invece, per i pagamenti del reddito di cittadinanza: i beneficiari in questi mesi continueranno a ricevere regolarmente le somme a cui hanno diritto.

Emergenza coronavirus e reddito di cittadinanza: sospesi gli obblighi, ricerca del lavoro e attività di pubblica utilità

Come previsto dall’articolo 4 del Decreto Legge del 28 gennaio del 2019, i nuclei familiari che hanno diritto a percepire l’assegno hanno anche precisi obblighi da rispettare:

  • dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti;
  • adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo;
  • adesione a un percorso di inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi.

L’articolo 39 del DL Cura Italia mette in pausa le attività previste dal sistema del reddito di cittadinanza: per evitare gli spostamenti sul territorio ed ridurre il rischio di contagio, i percorsi dei beneficiari restano fermi per due mesi.

Il testo, nella bozza disponibile, non fa distinzioni: lo stop riguarda anche chi è impegnato in lavori di pubblica utilità che in alcuni casi potrebbero continuare ad essere svolti anche in un questo periodo di emergenza, basti pensare ai progetti di tutela ambientale.

Lo stop, poi, come si legge nel testo non riguarda solo il reddito di cittadinanza, ma coinvolge anche altri fronti:

  • le misure di condizionalità e i relativi termini previsti per i percettori di NASPI e di DISCOLL e per i beneficiari di integrazioni salariali;
  • gli adempimenti relativi agli obblighi di cui all’articolo 7 della legge 12 marzo 1999, n. 68;
  • le procedure di avviamento a selezione di cui all’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987;
  • i termini per le convocazioni da parte dei centri per l’impiego per la partecipazione ad iniziative di orientamento.

Il sistema del reddito di cittadinanza si è messo in moto con ritardo e con lentezza, basti pensare al caso dei navigator, e lo stop di due mesi imposto dall’emergenza coronavirus rallenterà ancora di più la possibilità di raccogliere i frutti sperati, soprattutto per quanto riguarda l’impatto sperato e stimato sull’occupazione.

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