Concorso Sud, i numeri del flop: solo 821 assunti su 2.800 posti disponibili

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Concorso Sud 2021: i dati diffusi da Formez PA certificano che gli idonei al termine della procedura concorsuale sono solo 1.484 a fronte dei 2.800 posti disponibili. Le cause della scarsa partecipazione sono rintracciabili nelle retribuzioni medio-basse e nei contratti a tempo determinato per dei profili di specialisti tecnici molto richiesti anche dal settore privato.

Concorso Sud, i numeri del flop: solo 821 assunti su 2.800 posti disponibili

Il Concorso Sud si è rivelato un clamoroso fallimento.

A certificarlo sarebbero gli 821 assunti a fronte dei 2.800 posti disponibili per varie figure professionali di tipo tecnico da destinare alle amministrazione del Mezzogiorno per l’attuazione del PNRR.

Utilizziamo il condizionale perché il dato sui neoassunti al momento non è ancora ufficiale.

Lo è però quello riguardante il numero dei candidati risultati idonei, diffuso da Formez PA al termine della rapida procedura di selezione resa possibile dal Decreto 44/21, cosiddetto Sblocca Concorsi: 1.484 unità per una copertura dei posti pari al 53 per cento.

Ma cerchiamo di guardare nel dettaglio i numeri del Concorso Sud e di indagare sulle ragioni del mancato successo di questa procedura concorsuale.

Concorso Sud, i dati del mancato successo

Ripetiamolo: il dato sugli assunti al termine del Concorso Sud non c’è ancora, il numero di 821 persone, però è stato riportato da molte fonti d’informazione. Al momento, l’esito delle prove è disponibile per ogni singolo partecipante tramite accesso al sito Step-One 2019.

Tuttavia, è stato già reso ufficiale da Formez PA il dato sui candidati risultati idonei che sono solo 1.484, distribuiti per i cinque profili tecnici richiesti, il che spiega anche perché gli assunti siano potenzialmente molti di meno degli idonei.

Vediamo i dati per ogni figura professionale:

  • funzionario esperto amministrativo giuridico sono risultati idonei 766 candidati su 169 posti disponibili, con una copertura del 453 per cento;
  • funzionario esperto in progettazione e animazione territoriale sono risultati idonei 243 candidati per 177 posti, con una copertura del 137,3 per cento;
  • funzionario esperto analista informatico sono risultati idonei 112 candidati su 124 posti, con una copertura del 90,3 per cento;
  • esperto in gestione, rendicontazione e controllo sono risultati idonei 196 candidati su 918 posti a bando, con una copertura del 21,4 per cento;
  • funzionario esperto tecnico sono risultati idonei 167 candidati su 1.412 posti, con una copertura del 11.8 per cento.

Come si può vedere, i tre ultimi profili con caratteristiche particolarmente tecniche sono quelli che non hanno coperto la disponibilità dei posti messi a bando, il che riporta alla mente la difficoltà tipica della Pubblica Amministrazione italiana di dotarsi di personale che non sia genericamente appartenente all’area amministrativa.

Per quanto riguarda le caratteristiche degli idonei, bisogna sottolineare che l’89 per cento è originario del Mezzogiorno, soprattutto dalla Sicilia con il 28,5 per cento e dalla Campania con il 24,7 per cento.

La maggioranza (50,9 per cento) ha tra i 30 e i 40 anni, il 22,6 per cento tra i 40 e i 50, il 20,4 per cento fino a 30 anni.

Il 51,1 per cento è costituito da uomini e per il 48,9 per cento da donne; donne che però calano drasticamente per i profili di analista informatico (13,4 per cento) e di esperto tecnico (25,1 per cento).

Concorso Sud 2021 le possibili cause della scarsa partecipazione

Che il Concorso Sud fosse a rischio era abbastanza evidente, tanto è vero che si è resa necessaria una nuova riapertura ad altre circa 70.000 domande pervenute, data la scarsa partecipazione degli 8.582 candidati ammessi, inferiore in media al 65 per cento.

Il dato pessimo dei partecipanti si però ripetuto: su 102.155 candidati c’è stata una presenza effettiva di 37.009, pari al 36,2 per cento, anche se per Formez si è “in linea con una tendenza di scarsa partecipazione che emerge in numerosi concorsi recenti”.

Le cause peraltro sono state ammesse recentemente anche dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e consistono nelle retribuzioni medio-basse e nei contratti a tempo determinato per dei profili invece di specialisti tecnici che trovano normalmente lavoro nel settore privato senza grandi difficoltà.

Come auspicato più volte da queste colonne appare sempre più necessaria una riflessione sui criteri che governano il reclutamento nella Pubblica Amministrazione.

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