Caporalato, nasce l’Helpdesk contro lo sfruttamento lavorativo

Eleonora Capizzi - Leggi e prassi

Caporalato, al via il nuovo Helpdesk: il Ministero del Lavoro, con la notizia del 18 giugno 2021, lancia il nuovo strumento per combattere lo sfruttamento lavorativo. Il servizio permette un contatto multicanale con mediatori culturali, operatori legali e non solo, anche mediante social network.

Caporalato, nasce l'Helpdesk contro lo sfruttamento lavorativo

Caporalato, è attivo l’Helpedesk del Ministero del Lavoro per combattere lo sfruttamento lavorativo.

Lo ha reso noto il Ministero del Lavoro con la notizia pubblicata sul proprio sito istituzionale lo scorso 18 giungo 2021. L’Helpdesk sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa online, in programma martedì 22 giugno.

I primi riferimenti di contatto per chi intende segnalare fenomeni di sfruttamento lavorativo sono i seguenti:

Il servizio, già disponibile dal 15 giugno 2021, è cofinanziato dal Ministero del Lavoro e dall’Unione Europea e nasce con lo scopo di aiutare le vittime del caporalato.

Si tratta di quella forma illegale di reclutamento e organizzazione della mano d’opera, soprattutto agricola, attraverso intermediari - caporali - che assumono verso il pagamento di una tangente, per conto dell’imprenditore, operai giornalieri, al di fuori dei regolari canali di collocamento e senza rispettare le tariffe contrattuali sui minimi salariali.

Nasce l’Helpdesk anti-caporalato, al via il servizio multicanale contro lo sfruttamento lavorativo

Per incentivare l’emersione del lavoro regolare ed aiutare i lavoratori sfruttati dal capolarato il Ministero del Lavoro ha messo a punto uno strumento multicanale, l’Helpdesk interistituzionale Anticaporalato che permette, a chi si trova in difficoltà, di trovare supporto in ambito legale, giuslavorista, sindacale ed amministrativo.

Il tutto grazie con l’ausilio multilinguistico di mediatori culturali per ciascuna etnia coinvolta.

Il servizio, accessibile tramite un sito internet integrato, comprende diversi canali:

  • una linea telefonica dedicata con numero verde gratuito (800 939000);
  • un numero whatsapp (+393509092008);
  • un sito web multilingue con form di contatto;
  • un’app mobile;
  • e pagine dedicate su tutti i maggiori social network integrati sulla piattaforma web.

È attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 18.00, ma le richieste di contatto fuori orario vengono comunque conservate e gestite successivamente.

Le lingue sono: inglese, francese, arabo, pidgin, edo/benin, wolof, mandingo, fula, pular.

Il nuovo Helpdesk anticapolarato, i progetti che l’hanno reso possibile

Questo nuovo servizio si inserisce all’interno del progetto P.I.U. Su.Pr.Eme. (Percorsi Individualizzati di Uscita dallo Sfruttamento), finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, e dall’Unione Europea.

P.I.U. Su.Pr.Eme. è integrativo e complementare ad un altro progetto, il Su.Pr.Eme. Italia, acronimo per “Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze in ambito di grave sfruttamento e di gravi marginalità degli stranieri regolarmente presenti nelle 5 regioni meno sviluppate”, un’iniziativa finanziata dai fondi AMIF - Emergency Funds (AP2019) della Commissione Europea - DG Migration and Home Affairs.

Entrambi i progetti trovano applicazione nelle aree a maggior presenza di lavoratori stagionali migranti nel settore agricolo e nelle aree urbane all’interno delle 5 regioni del Sud Italia prese in considerazione: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È comunque attualmente in costante aggiornamento la mappatura dei servizi attivi dei due progetti, nonché della rete dei servizi territoriali.

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