Sanatoria lavoro nero, non solo per gli immigrati: come funziona la regolarizzazione

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Sanatoria immigrati e lavoratori in nero: come funziona? La regolarizzazione prevista dal decreto Rilancio riguarda italiani e stranieri; il datore di lavoro potrà mettere in regola chi lavora in nero in agricoltura, colf e badanti, pagando un contributo di 400 euro. Ecco tutte le regole previste e come fare domanda.

Sanatoria lavoro nero, non solo per gli immigrati: come funziona la regolarizzazione

Sanatoria per immigrati, badanti addetti al lavoro domestico e di assistenza e lavoratori del comparto agricolo e zootecnico: il decreto Rilancio, dopo una lunga trattativa, dà il via alla procedura di emersione del lavoro nero.

La sanatoria consentirà di regolarizzare i lavoratori stranieri così come quelli italiani, con due diverse procedure per la presentazione della domanda.

Le regole operative saranno disposte con apposito decreto, da emanarsi entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore della manovra.

Il testo del decreto Rilancio, dopo una lunga e travagliata trattativa tra le due anime del Governo, contiene al suo interno la procedura dettagliata per l’emersione del lavoro nero.

Una possibilità circoscritta a specifici settori: quello agricolo, zootecnico e della pesca così come quello domestico.

I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri potranno fare domanda per regolarizzare i rapporti di lavoro sommerso dal 1° giugno al 15 luglio 2020.

Bisognerà pagare un contributo forfettario, pari a 400 euro per ciascun lavoratore, più un contributo forfettario (da determinarsi tramite decreto del Ministero del Lavoro) dovuto a titolo retributivo, contributo e fiscale.

Per l’emersione del lavoro nero relativo a cittadini extracomunitari, sarà inoltre dovuto un contributo di 160 euro per il rilascio del permesso di soggiorno straordinario, di durata pari a 6 mesi.

Sanatoria, non solo per gli immigrati: come funziona la regolarizzazione. Tutte le regole previste dal Decreto Rilancio

Il testo del decreto Rilancio fissa paletti precisi per la sanatoria dei lavoratori irregolari.

La sanatoria del lavoro nero si applica ai seguenti settori di attività:

  • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
  • assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorchè non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;
  • lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

I cittadini stranieri dovranno risultare fotosegnalati prima dell’8 marzo 2020 oppure aver soggiornato in Italia entro questa data, secondo quanto indicato nella dichiarazione di presenza.

I cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza e ai fini della ricerca di lavoro.

La domanda dovrà essere presentata dal 1° giugno ed entro la scadenza del 15 luglio 2020. A stabilire le modalità saranno Ministero dell’Interno, MEF, Ministero del Lavoro e Ministero delle politiche agricole.

Domanda sanatoria lavoro nero: invio all’INPS per gli italiani e allo Sportello unico Immigrazione per gli stranieri

Sono due i canali di invio della domanda di regolarizzazione. Il datore di lavoro dovrà presentare l’Istanza:

  • all’INPS, per la regolarizzazione di lavoratori in nero italiani o di Stati UE;
  • allo Sportello Unico per l’Immigrazione per i lavoratori stranieri.

La domanda dovrà essere presentata in Questura per il rilascio del permesso di soggiorno straordinario.

Documenti, limiti di reddito ed altre indicazioni per il datore di lavoro saranno fissate tramite decreto, atteso entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto Rilancio.

Sanatoria lavoro nero, pagamento di 400 euro per ogni lavoratore

La domanda di regolarizzazione dovrà essere presentata previo pagamento:

  • di un contributo forfettario di 400 euro per ciascun lavoratore, a copertura degli oneri connessi all’espletamento della procedura di emersione;
  • di 160 euro a copertura degli oneri per la procedura di rilascio del permesso di soggiorno straordinario.

È inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, il cui importo sarà fissato tramite decreto.

Sanatoria immigrati non per tutti: ecco i casi di esclusione dalla regolarizzazione del lavoro nero

Nessuna sanatoria per i datori di lavoro condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento del lavoro o intermediazione illecita.

Nel decreto Rilancio sono previste specifiche disposizioni sulla permanenza dei procedimenti penali nei confronti dei datori di lavoro per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, per il reato di cui all’art.600 del codice penale o per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale.

Paletti chiari, frutto del lavoro di confronto tra M5S, Italia Viva e PD, le tre “anime” del Governo Conte II dalle visioni difficili da conciliare. Una mediazione che porta all’avvio di una procedura di regolarizzazione, parte del piano di contrasto al caporalato.

Non sono ammessi alla sanatoria gli immigrati nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione, segnalati o condannati, anche con sentenza non definitiva per uno dei reati previsti:

  • dall’articolo 380 del codice di procedura penale;
  • per i delitti contro la libertà personale;
  • per i reati inerenti gli stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina
  • dall’Italia verso altri Stati;
  • per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
  • che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone.

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