Bonus INPS da 600 a 1000 euro con il decreto Rilancio: requisiti e novità

Guendalina Grossi - Dichiarazioni e adempimenti

Bonus INPS da 600 a 1.000 euro, il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020 del decreto Rilancio conferma il contenuto dell'ultima bozza. Per molti soggetti che hanno richiesto il bonus, viene riconfermato dello stesso importo per il mese di aprile. A determinate condizioni sale a 1.000 euro per il mese di maggio. Il punto sui requisiti, sui soggetti interessati e su cosa cambia: le nuove regole per partite IVA e lavoratori autonomi.

Bonus INPS da 600 a 1000 euro con il decreto Rilancio: requisiti e novità

Bonus INPS da 600 a 1.000 euro, la novità nel decreto Rilancio, ex decreto Economia di aprile e maggio 2020, approvato col Consiglio dei Ministri del 13 maggio 2020 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020.

Il decreto legge numero 34/2020, “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” conferma il bonus di 600 euro per il mese di aprile e, per alcune categorie di beneficiari, lo eleva a 1.000 euro per il mese di maggio.

La nuova misura economica del Governo stabilisce a chi spetta, le regole e i requisiti per le partite IVA ed altre categorie di contribuenti.

Una riconferma del bonus 600 euro, per il mese di aprile 2020, interessa i liberi professionisti, i collaboratori ordinari e continuativi, i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago ed chi opera nei settori dello spettacolo e del turismo.

Per il mese di maggio l’indennità arriva a 1.000 euro, per alcune categorie di soggetti con un determinato calo di fatturato o che hanno cessato l’attività.

Per avere diritto all’indennità i requisiti dovranno essere dimostrati attraverso un’autocertificazione da presentare all’INPS insieme alla domanda.

L’INPS comunica quindi i dati identificativi dei soggetti all’Agenzia delle Entrate per la verifica dei requisiti.

Bonus INPS da 600 a 1.000 euro: le novità nel decreto Rilancio

Il decreto Rilancio è ufficialmente approvato. I dettagli dell’ex decreto Aprile o Economia, sono stati spiegati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa del 13 maggio 2020. Il testo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 maggio 2020.

La nuova misura dell’Esecutivo riconferma il bonus di 600 euro che era stato introdotto dal “DL Cura Italia” per sostenere i lavoratori danneggiati dall’emergenza Coronavirus.

L’indennità Covid-19 sarà riconosciuta per il mese di aprile a partite IVA e lavoratori già beneficiari del bonus di 600 euro per il mese di marzo: il rinnovo è automatico.

Sono previste novità per il mese di maggio: il bonus passerà da 600 a 1.000 euro per specifiche categorie di beneficiari al verificarsi di determinati requisiti di calo del fatturato.

A beneficiare dell’incremento dell’indennità INPS saranno:

  • i liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito comprovate perdite (riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019);
  • i lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. iscritti alla gestione separata INPS non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, aventi specifici requisiti
  • i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI.

Bonus 600 euro ad aprile e 1.000 euro a maggio: regole e novità per le partite IVA

Analizziamo quindi punto per punto le novità.

Per i titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata INPS viene confermato il bonus di 600 euro per il mese di aprile 2020.

Nel caso di comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, ed a patto di rispettare il requisito della non titolarità di pensione e di non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, il bonus salirà a 1.000 euro per il mese di maggio.

Il reddito è individuato secondo il principio di cassa, come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento.

I liberi professionisti titolari di partita IVA, per ottenere il bonus di 1.000 euro, dovranno presentare domanda all’INPS nella quale autocertificano il possesso dei requisiti.

L’INPS trasmetterà i dati all’Agenzia delle Entrate che provvederà ad eseguire i controlli per verificare l’autenticità dei requisiti ai fini dell’erogazione del bonus di 1000 euro.

Le stesse condizioni sono previste per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago.

Bonus INPS da 600 a 1.000 euro per i collaboratori coordinati e continuativi

Il DL Cura Italia, ha previsto il bonus di 600 euro anche per i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata alla data dell’entrata in vigore dello stesso.

Il nuovo decreto legge conferma il bonus di 600 euro per il mese di aprile, estendendolo a 1.000 euro per il mese di maggio.

Secondo quanto disposto nel testo ufficiale del decreto, i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla Gestione separata che intendono ricevere il bonus erogato dall’INPS dovranno soddisfare i seguenti requisiti:

  • non essere titolari di pensione e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • aver cessato il rapporto di lavoro entro la data del 19 maggio 2020.

Bonus INPS da 600 a 1000 euro: lavoratori del settore turismo e dello spettacolo, le novità nel decreto rilancio

Il Decreto Cura Italia ha introdotto il bonus di 600 euro anche per i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto stesso.

Il bonus di 600 euro è esteso nel nuovo decreto anche ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1°gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto stesso.

I lavoratori in somministrazione per beneficiare del bonus non dovranno essere titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI.

Il testo ufficiale del decreto porta il bonus a 1.000 euro per il mese di maggio, sia per i lavoratori dipendenti del settore turismo e degli stabilimenti termali che per i lavoratori in somministrazione.

Inoltre, viene riconosciuto il bonus di 600 euro anche ai lavoratori che a causa dell’emergenza Covid-2019 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere già iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;
  • incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Infine, va precisato che anche per il mese di aprile e maggio, il bonus di 600 euro andrà ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 35.000 euro, e non titolari di pensione.

Come fare domanda per ottenere il bonus 600 e 1000 euro partite IVA: la procedura ordinaria e semplificata

La circolare INPS n. 49 del 30 marzo 2020 fornisce tutte le istruzioni necessarie per richiedere l’indennità.

Di seguito la procedura ordinaria prevista per fare domanda per il bonus 600 e 1000 euro.

Per presentare la domanda si deve accedere al sito INPS attraverso le seguenti opzioni:

  • PIN dispositivo rilasciato dall’INPS (per alcune attività semplici di consultazione o gestione è sufficiente un PIN ordinario);
  • SPID di livello 2 o superiore;
  • Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);
  • Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Chi è in possesso di una qualsiasi delle elencate credenziali, potrà utilizzarle anche per l’inoltro delle nuove domande di prestazione introdotte dal decreto in oggetto.

Il messaggio INPS numero 1381 del 26 marzo 2020 spiega inoltre la procedura semplificata, ovvero quella dedicata ai cittadini sprovvisti degli strumenti previsti dall’INPS per porre in essere la procedura ordinaria.

La modalità semplificata consente ai cittadini di compilare e inviare le specifiche domande di servizio, con l’inserimento solo della prima parte del PIN, ricevuto via SMS o e-mail, dopo averlo richiesto tramite portale o Contact Center.

La richiesta del PIN può essere effettuata attraverso i seguenti canali:

  • sito internet www.inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta PIN”;
  • Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa),
    oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile).

Una volta ricevute (via SMS o e-mail) le prime otto cifre del PIN, il cittadino le può immediatamente utilizzare in fase di autenticazione per la compilazione e l’invio della domanda on line per le sole prestazioni sopra individuate.

Qualora il cittadino non riceva, entro 12 ore dalla richiesta, la prima parte del PIN, è invitato a chiamare il Contact Center per la validazione della richiesta.

Le persone giuridiche e le persone fisiche diverse dai professionisti e lavoratori autonomi non potranno chiedere il bonus 600 e/o 1000 euro ma potranno accedere ai contributi a fondo perduto, la cui normativa è sintetizzata nella seguente infografica:

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