Entra nei bonus casa anche il credito di imposta per il restauro di immobili di interesse storico e artistico

Rosy D’Elia - Imposte

Entra a far parte dei bonus casa anche il credito di imposta per il restauro di immobili di interesse storico e artistico: pronto il decreto attuativo, si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Domanda dal 1° al 28 febbraio 2022 e modulo pronto entro il 31 dicembre. Si ha diritto all'agevolazione, fino a un massimo di 100.000 euro, per le spese sostenute nel 2021 e 2022. Le istruzioni per beneficiarne.

Entra nei bonus casa anche il credito di imposta per il restauro di immobili di interesse storico e artistico

Il pacchetto dei bonus casa si arricchisce della novità introdotta dal DL Sostegni bis: prende forma il credito di imposta pari al 50 per cento delle spese sostenute nel 2021 e 2022 per la manutenzione, la protezione o il resaturo di immobili di interesse storico e artistico.

Per usufruirne è necessario presentare domanda dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per i lavori effettuati.

Le modalità di accesso e di gestione dell’agevolazione sono state definite con il Decreto attuativo firmato dal Ministro della Cultura e dal Ministro dell’Economia e delle Finanze a inizio ottobre, ma ancora atteso in Gazzetta Ufficiale.

Le spese che danno diritto al credito di imposta sono le seguenti e devono essere attestate da un professionista:

  • restauri di cui all’articolo 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio;
  • impianti che concorrono ad un miglioramento della sicurezza e della conservazione del bene, con esclusione di quelli di semplice adeguamento funzionale e tecnologico;
  • eliminazione delle barriere architettoniche.

Bonus casa, credito di imposta per il restauro di immobili di interesse storico: come richiederlo

Mentre si parla della possibilità di prorogare i bonus casa canonici, nel pacchetto di agevolazioni fiscali legate all’edilizia prende forma anche il credito di imposta per il restauro di immobili di interesse storico e artistico introdotto dalla legge di conversione del Decreto Sostegni bis.

Come previsto dall’articolo 65 bis del DL n. 73/2021, alle persone fisiche che detengono a qualsiasi titolo gli immobili di interesse storico e artistico, non utilizzato nell’esercizio di impresa, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 50 per cento per le spese sostenute negli anni 2021 e 2022 per interventi di manutenzione, protezione e restauro.

Bonus restauro immobili di interesse storico
Misura del credito di imposta 50 per cento fino a 100.000 euro per ciascun immobile
Limite di spesa 1 milione di euro per ogni anno
Anni coperti dall’agevolazione 2021 e 2022

L’agevolazione si ottiene presentando domanda al Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio del Ministero della cultura (DG ABAP) dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese che danno diritto all’agevolazione.

Entro il 31 dicembre sarà predisposto il modulo da utilizzare per richiedere il bonus legato al restauro di immobili di interesse storico e artistico.

Nella domanda, da trasmettere in via telematica e da sottoscrivere digitalmente, devono essere indicati i dati che seguono:

  • estremi del provvedimento di tutela;
  • copia del provvedimento di autorizzazione, ai sensi dell’articolo 21 del Codice, degli interventi per i quali si chiede il riconoscimento del credito d’imposta;
  • la data di inizio e di fine dei lavori;
  • il costo complessivo dell’intervento;
  • l’elenco delle lavorazioni, ciascuna con il relativo costo, per le quali si chiede il credito d’imposta;
  • l’attestazione di effettività delle spese sostenute.

Bonus casa, credito di imposta per il restauro di immobili di interesse storico: le istruzioni sull’utilizzo

Come si legge nel testo del decreto attuativo, per ottenere il bonus è necessario attendere una serie di passaggi:

  • dopo dieci giorni dalla data di scadenza di presentazione delle istanze, il Ministero trasmette le richieste alle Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio territorialmente competenti;
  • le Soprintendenze si occupano dell’istruttoria delle domande trasmesse, verificandone l’ammissibilità: hanno 60 giorni di tempo per comunicare l’esito e indicare l’ammontare complessivo delle spese ammesse al beneficio;
  • entro i successivi 60 giorni, viene riconosciuto il credito d’imposta, secondo l’ordine di presentazione delle richieste, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Preventivamente il Ministero della Cultura comunica con l’Agenzia delle Entrate per informarla sui beneficiari dell’agevolazione.

Una volta ottenuto il bonus restauro, il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso alla data del provvedimento di riconoscimento del beneficio.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione dal decimo giorno successivo alla comunicazione del riconoscimento dell’agevolazione. E può essere ceduto, anche in parte, ad altri soggetti, compresi istituti di credito e intermediari finanziari, che non possono però cederlo nuovamente.

Il beneficio non è cumulabile con altri contributi o finanziamenti pubblici e con la detrazione prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera g), del TUIR.

Tutti i dettagli sono contenuti nel testo integrale del decreto attuativo del bonus per il restauro di immobili di interesse storico e artistico atteso in Gazzetta Ufficiale.

Ministero della Cultura e Ministero dell’Economia e delle Finanze - Decreto attuativo dell’articolo 65 bis del Dl n. 73/2021
Termini e modalità di gestione e funzionamento del fondo per il restauro e per altri interventi conservativi sugli immobili di interesse storico e artistico, nonchè le procedure per l’accesso alle sue risorse.

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