Occhi puntati sulla Manovra 2027 per conoscere le novità sugli stipendi, ma ci sono anche bonus in busta paga garantiti per tutto il prossimo anno: il potenziamento delle agevolazioni su fringe benefit e premi di produttività per ora non richiede conferme
Sul calcolo delle buste paga a partire dal prossimo anno ci sono molti punti interrogativi, ma ci sono anche alcune certezze: se le flat tax sugli stipendi introdotte per il 2026 dovranno essere confermate con la prossima Manovra, il potenziamento delle agevolazioni su fringe benefit e premi di produttività non è in discussione.
C’è ancora un intero anno per beneficiare della revisione delle regole previste a regime.
Bonus in busta paga e agevolazioni fiscali: le certezze per il 2027
Anche nel 2027 per i bonus erogati dal datore di lavoro è prevista una completa esenzione fino a 1.000 euro per la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti e fino a 2.000 euro per i genitori. Così come sui premi di produttività fino a 5.000 euro si applicherà una imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari all’1 per cento.
Grazie alle novità approvate a partire dalla Manovra 2025, su queste integrazioni della retribuzione il Fisco sarà più leggero anche per tutto il prossimo anno.
Secondo le regole ordinarie, i fringe benefit non si considerano nel reddito di lavoro dipendente solo fino alla somma di 258,23 euro e se relativi a specifici benefici, mentre i premi di risultato fino a un massimo di 3.000 euro scontano un’imposta sostitutiva del 10 per cento.
Il ritorno a questi trattamenti meno vantaggiosi è previsto, senza nuovi interventi, a partire dal 1° gennaio 2028. Di conseguenza, a prescindere dalle misure che arriveranno con la prossima Manovra, anche nelle buste paga elaborate da gennaio in poi bonus e premi avranno un valore netto più consistente.
| Importi interessati | Tipologia di Flat tax/agevolazione ed eventuali limiti di applicazione | Limite di reddito di lavoro dipendente | Periodo di copertura |
|---|---|---|---|
| Aumento che deriva dai rinnovi contrattuali | 5 per cento | 33.000 euro | 2026 |
| Premi di produttività e partecipazione agli utili | 1 per cento fino a 5.000 euro | 80.000 euro | Fino alla fine del 2027 |
| Straordinari e maggiorazioni per lavoro notturno, in turni, nei giorni festivi e di riposo | 15 per cento fino a 1.500 euro | 40.000 euro | 2026 |
| Fringe benefit | Detassazione fino a 1.000 o 2.000 euro (con figli/e) | - | Fino alla fine del 2027 |
Bonus in busta paga: esenzione più ampia per i fringe benefit anche nel 2027
Bisogna, però, ricordare che la certezza normativa per il 2027 resta comunque una possibilità per i lavoratori e le lavoratrici: le agevolazioni potenziate per il triennio 2025-2027 non spettano automaticamente.
I fringe benefit sono contributi o rimborsi che il datore di lavoro può liberamente scegliere di erogare ai dipendenti: possono essere anche ad personam senza particolari accordi, ma non sono in alcun modo dovuti, come accade, invece, per il trattamento integrativo o le detrazioni.
| Cosa sono i fringe benefit? |
|---|
| In questa definizione rientrano gli elementi remunerativi complementari alla retribuzione principale che consistono nella concessione in uso di beni e servizi da parte del datore di lavoro a favore dei lavoratori o, anche, nell’erogazione di contributi e rimborsi. |
Gli importi che l’azienda sceglie di riconoscere possono assumere diverse forme:
- buoni spesa e buoni benzina;
- ricariche telefoniche;
- buoni acquisto;
- polizza rischi extra professionali;
- contributi per le bollette, per l’affitto o per gli interessi sul mutuo della prima casa, secondo il potenziamento previsto per il triennio 2025-2027.
Per tutto il prossimo anno il loro valore resterà esente da imposte e contributi fino al limite massimo di 1.000 o 2.000 euro per coloro che hanno figli o figlie fiscalmente a carico (con un reddito, quindi, fino a 2.840,51 euro o fino a 4.000 euro entro i 24 anni d’età).
L’asticella fissata per l’esenzione è fondamentale perché se si supera la soglia, tutti i fringe benefit erogati nell’arco dell’anno diventano imponibili.
Premi di produttività in busta paga: detassazione all’1 per cento anche nel 2027
Ancora più stringenti, poi, sono le regole previste per i premi di produttività: in questo caso l’agevolazione fiscale spetta in presenza di specifici requisiti e deve essere accompagnata da un preciso iter.
Prima di tutto la detassazione è riservata a coloro che hanno un reddito da lavoro dipendente o assimilato fino a 80.000 euro nell’anno precedente all’erogazione. Ma non solo. La flat tax può scattare solo nel caso in cui l’azienda abbia operato seguendo questo schema:
- ha individuato dei criteri in base ai quali assegnare i bonus che devono essere legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione;
- ha stabilito un accordo tra azienda e dipendenti;
- ha effettuato la registrazione sindacale dell’accordo e lo ha depositato presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (se il sindacato non è presente in azienda è possibile scegliere una sigla sindacale rappresentativa a livello nazionale e alla quale rivolgersi per la registrazione; qualora, invece, fossero presenti dei sindacati in azienda, magari sotto forma di RSA o RSU, occorre fare riferimento a loro e procedere con la sigla dell’accordo).
Al netto di particolari sorprese con la prossima Manovra, per queste due agevolazioni che toccano le buste paga nulla cambierà dal prossimo anno. Ma anche se c’è ancora un anno di vantaggio, resta da pianificare anche il futuro di queste detassazioni.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Bonus in busta paga: agevolazioni su fringe benefit e premi di produttività già confermate per il 2027