Prestazione occasionale: tornano i voucher, le novità della Legge di Bilancio 2023

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

La Legge di Bilancio 2023 introduce i voucher relativi alle prestazioni occasionali e stagionali per turismo e agricoltura. Il tetto massimo sale a 10.000 euro. Elevato anche il limite relativo al numero di lavoratori dipendenti

Prestazione occasionale: tornano i voucher, le novità della Legge di Bilancio 2023

Novità in arrivo per i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali e stagionali. La Legge di Bilancio 2023, approvata alla Camera e in attesa del via libera al Senato, reintroduce i buoni lavoro, cosiddetti voucher, per i settori del turismo e dell’agricoltura.

Le nuove disposizioni elevano il limite massimo dei compensi che possono essere erogati in un anno, il quale passa da 5.000 a 10.000 euro.

Resta fermo a 5.000 euro il compenso massimo che può essere percepito dal lavoratore.

Sale, da 5 a 10, anche il limite relativo al divieto di utilizzo della prestazione occasionale per chi occupa lavoratori subordinati a tempo indeterminato.

Le novità si applicano anche alle prestazioni svolte nell’ambito di attività di discoteche, sale da ballo, night club e simili. Per l’agricoltura sono previste disposizioni specifiche.

Prestazione occasionale: tornano i voucher, le novità della Legge di Bilancio 2023

Il disegno della Legge di Bilancio 2023 è stato approvato alla Camera, ora si attende il via libera anche da parte del Senato per l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno.

Tra le novità, sono introdotte anche alcune modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali e stagionali per i settori del turismo e dell’agricoltura.

In particolare, sale l’importo massimo dei voucher erogabile in un anno dal datore di lavoro e aumentano le dimensioni delle aziende che possono usufruire di questo genere di prestazioni.

Come si legge nel testo della Manovra 2023, viene stesa la possibilità di acquisire prestazioni occasionali. Il limite massimo di compensi erogabile nel corso di un anno civile da ciascun utilizzatore, infatti, viene elevato da 5.000 a 10.000 euro, con riferimento alla totalità dei prestatori.

Resta, invece fermo a 5.000 euro il compenso massimo che ogni lavoratore può percepire nel corso dell’anno.

Cambia anche il limite dimensionale delle imprese che impiegano lavoratori per prestazioni occasionali. Gli utilizzatori possono ricorrere a questo tipologia di contratto anche se hanno alle proprie dipendenze (a tempo indeterminato) 10 lavoratori, anziché 5 come stabilito in precedenza.

La nuova disciplina si applica anche alle prestazioni occasionali svolte nell’ambito delle attività di discoteche, sale da ballo, night club e simili, che rientrano nel codice ATECO 93.29.1.

Prestazione occasionale: le novità specifiche per l’agricoltura

Per quanto riguarda il settore dell’agricoltura, la Legge di Bilancio 2023 prevede una disciplina speciale in via sperimentale per il prossimo biennio.

In questo modo, le imprese agricole possono ricorrere alla prestazione occasionale per un massimo di 45 giornate lavorative effettive per ciascun lavoratore (il contratto può avere una durata massima di 12 mesi).

La novità dovrebbe garantire la continuità produttiva delle imprese agricole, favorendo allo stesso tempo il reperimento di manodopera per le attività stagionali.

I soggetti chiamati a svolgere prestazioni occasionali in agricoltura non devono aver avuto un rapporto di lavoro subordinato nel settore nei tre anni precedenti. Prima di cominciare l’attività, il lavoratore dovrà consegnare al datore di lavoro un’autocertificazione relativa alla propria condizione soggettiva.

Il lavoratore agricolo occasionale a tempo determinato riceverà il compenso in base della retribuzione stabilita dai contratti collettivi nazionali e provinciali di lavoro. Questo è esente da qualsiasi imposizione fiscale.

Inoltre, in caso di superamento del limite di 45 giorni, è prevista la trasformazione del rapporto di lavoro occasionale in contratto a tempo indeterminato.

I datori di lavoro agricoli dovranno comunicare obbligatoriamente la creazioni di nuovi rapporti di lavoro al centro per l’impiego competente.

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