L’omesso versamento di contributi fa slittare l’accesso alla pensione ma non in tutti i casi. I chiarimenti nel messaggio INPS per i lavoratori autonomi e gli iscritti alla Gestione Separata
In quali casi il mancato pagamento dei contributi fa slittare l’accesso alla pensione per gli autonomi iscritti alla gestione separata INPS?
Se le omissioni contributive non sono determinanti per raggiungere il diritto alla pensione allora la decorrenza dell’assegno non sarà spostata in avanti.
Al contrario, quando l’omissione riguarda contributi indispensabili per maturare il diritto alla pensione, la decorrenza della pensione slitta al mese successivo alla regolarizzazione.
Questo, in sintesi, il chiarimento fornito dall’INPS nel messaggio n. 3113 pubblicato il 2 ottobre.
Autonomi: l’omissione dei contributi fa slittare la pensione INPS
I chiarimenti forniti dall’INPS nel messaggio n. 3113/2026 non riguardano tutti i pensionati ma solamente i lavoratori autonomi, come artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali, e gli iscritti alla gestione separata.
Già nel 2022, l’Istituto aveva introdotto al regola per cui, nei casi di pensione anticipata o di invalidità, se il lavoratore ha omesso di versare contributi determinanti alla maturazione del diritto alla pensione e si mette in regola solo dopo la presentazione della domanda, l’assegno viene erogato a partire dal mese successivo a quello in cui è avvenuta la regolarizzazione.
La regola, quindi, si applica quando, al momento della domanda per la pensione, il requisito minimo per la pensione non risulta raggiunto per via di contributi non versati. Chi regolarizza successivamente si vedrà posticipare il primo accredito.
Ai fini dell’applicazione della regola, specifica l’INPS, è irrilevante che l’assicurato abbia già ricevuto o meno un avviso bonario, un avviso di addebito o una cartella esattoriale.
Non conta e non sana la situazione neanche il fatto che i contributi siano oggetto di rateizzazione (amministrativa o dell’agente della riscossione) se il pagamento si completa dopo la domanda di pensione.
Solo dopo aver saldato il debito, il lavoratore potrà presentare un’istanza di riesame per ottenere la pensione, sempre con decorrenza dal primo giorno del mese successivo all’ultimo pagamento.
L’unico modo per evitare lo slittamento è anticipare il saldo delle rate mancanti al momento della domanda di pensione.
In quali casi la decorrenza della pensiono non si sposta in avanti?
Come anticipato, la regola dello slittamento per la decorrenza della pensione non viene applicata quando i contributi mancanti e non versati non risultano determinanti a maturare il diritto alla pensione.
Se, infatti, alla data di presentazione della domanda per la pensione il lavoratore ha già maturato i requisiti minimi, la successiva regolarizzazione della situazione contributiva potrà solo incrementare l’importo dell’assegno che però sarà erogato con decorrenza originaria, senza quindi slittamenti in avanti.
Non solo. Nel messaggio, l’INPS elenca anche gli altri casi in cui il criterio di slittamento della decorrenza non viene applicato. Si tratta nello specifico:
- della contribuzione “corrente” nel caso specifico di coltivatori diretti, i coloni e mezzadri (CD/CM);
- della contribuzione ancora da verificare ai fini del saldo;
- dei supplementi di pensione;
- della pensione di vecchiaia e pensione ai superstiti;
- della regolarizzazione contributiva intervenuta oltre i termini di decadenza dell’azione giudiziaria.
Nel testo integrale del messaggio n. 3113/2026, disponibile di seguito, l’INPS fornisce esempi pratici per tutti i casi elencati.
Data della regolarizzazione contributiva e modalità di pagamento della pensione
L’INPS precisa che la “data di regolarizzazione contributiva” è riferita al giorno in cui è stato effettuato il versamento dei contributi che ha determinato l’effettiva maturazione del diritto alla pensione.
“Le varie tipologie di versamento (F24 con causali ordinarie o recupero crediti e per riscossioni dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione) e le relative date sono consultabili nelle procedure “Artcowebnew” e “Gestione AVA” per gli artigiani e gli esercenti attività commerciali e nelle procedure “Rendicontazione Gestione Separata” e “Gestione AVA” per gli iscritti alla Gestione separata; per la gestione agricola, la verifica della data e dell’importo dei versamenti è effettuata mediante “Estratto conto agricoli”, nel quale sono evidenziati sia i versamenti ordinari e da recupero crediti sia quelli effettuati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, consultabili altresì tramite la procedura “Gestione AVA”.”
Una volta effettuato il versamento dei contributi che servono a maturare il diritto alla pensione, il lavoratore che si è visto respingere la domanda per la pensione per mancanza del requisito contributivo, può ottenere la liquidazione del trattamento pensionistico mediante presentazione di un’istanza di riesame.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pensione: quando l’omissione dei contributi non posticipa l’assegno INPS