Medici, salta il tavolo per la RIA

Stefano Paterna - Sanità

Nonostante l'impegno del ministro per la Salute Giulia Grillo, l'assenza del MEF non consente lo sblocco delle risorse per la Retribuzione Individuale di Anzianità dei medici. Un fattore negativo che si aggiunge a un rinnovo di contratto della categoria che si attende da 11 anni. I sindacati mettono sotto accusa le divisioni nel Governo.

Medici, salta il tavolo per la RIA

Piove sempre sul bagnato… e il bagnato in questione sono i medici e l’accordo sulla RIA.

Come se non bastasse l’assenza di un rinnovo contrattuale da ben 11 anni, ora è anche saltato il tavolo per trovare un accordo in materia di Retribuzione individuale di anzianità o Ria.

Infatti, all’appuntamento fissato dal Ministro della Salute Giulia Grillo per il 3 aprile non si è presentato alcun rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze, il che ha prodotto di fatto l’ennesima impasse sul fronte retributivo nel settore sanitario.

La RIA è una vecchia voce retributiva esistente nei contratti collettivi di lavoro fino al 1994. La sua funzione era quella di premiare l’anzianità di servizio del medico nella sua progressione di carriera: da assistente a primario, passando per aiuto.

Con il passaggio a una concezione che premia le prestazioni e non più il mero trascorrere del tempo la RIA è scomparsa, ma i suoi effetti permangono sul personale in servizio da prima del 1994 (con scatti maturati fino al 1996).

Medici, quanto vale la RIA?

Ma ad oggi quanto vale questa voce retributiva?

“Per un Direttore di Struttura Complessa sessantenne - si legge in un documento del sindacato di categoria Anaoo della Lombardia - la RIA può raggiungere anche i 1.500 euro mensili. Inoltre, nel Conto annuale 2015 il valore complessivo di tale voce risulta di ben 1.452.410.823 euro (quasi un miliardo e mezzo), pari al 5,5 per cento dell’intero monte salari”.

È facile quindi capire che in contesto di perdurante difficoltà a trovare risorse per il rinnovo di contratto anche questa voce assuma un peso fondamentale. Soprattutto perché il ministro Grillo a gennaio si era personalmente impegnata a convocare il tavolo per risolvere la questione della RIA, in cambio della sospensione dello sciopero dei medici convocato per il 25 dello stesso mese.

Il versante sindacale contro le divisioni nel Governo

Comprensibile dunque la delusione delle organizzazioni sindacali che pur con diverse sfumature riconducono l’esito alle divisioni politiche nella compagine governativa.

Così per Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti del Servizio sanitario nazionale il MEF:

“snobba il tavolo tecnico convocato dal Ministro della Salute con le organizzazioni sindacali della dirigenza del Servizio sanitario nazionale. L’assenza del MEF è l’ennesima dimostrazione delle incoerenze e delle spaccature del governo giallo-verde e questa volta a rimetterci sono 130 mila medici, veterinari e dirigenti sanitari.”

Della stessa opinione si dimostra anche Carlo Palermo, segretario nazionale dell’Anaoo-Assomed, tra i più rappresentativi sindacati del comparto sanitario:

“La partita Ria è fondamentale per la sopravvivenza del Ssn e l’assenza del MEF è davvero preoccupante. Lo ripeto le risorse della Retribuzione individuale di anzianità non sono in più, ci sono già, e noi chiediamo solo che possano essere utilizzate per valorizzare la professione che come stiamo vedendo è poco appetibile nel pubblico e non come accade oggi dove sono perse in mille rivoli (convegni, convenzioni con Università, etc). Il Ministro Grillo ora prenda in mano veramente la situazione e si confronti politicamente con il MEF”.

Tra carenza di personale, disservizi nelle corsie (e purtroppo anche episodi di violenza sul personale), mancanza di risorse economiche, la tensione nel settore sanitario non sembra quindi destinata a calare.

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