Equo compenso professionisti: si riparte dall’ultimo disegno di legge, le possibili novità per il 2023

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

L'equo compenso per i professionisti potrebbe arrivare in tempi brevi e riguardare anche chi non è iscritto a Ordini. Si dovrebbe partire dal disegno di legge presentato nella scorsa legislatura con degli aggiustamenti. Questo è quanto emerge dal tavolo di confronto tra il Ministero del Lavoro e i rappresentanti di categoria tenutosi il 14 e il 15 novembre 2022.

Equo compenso professionisti: si riparte dall'ultimo disegno di legge, le possibili novità per il 2023

Equo compenso per i professionisti, l’iter del nuovo provvedimento dovrebbe essere veloce e partire dall’ultimo disegno di legge presentato.

Questo è quello che emerge dall’incontro del tavolo del lavoro autonomo, tra la Ministra del lavoro, Marina Calderone, e le rappresentanze delle associazioni dei professionisti.

Si dovrebbe ripartire dal testo attuale, cioè il disegno di legge proposto e quasi approvato durante la scorsa legislatura.

A questo, poi, potrebbero essere apportati alcuni aggiustamenti, come l’estensione dell’equo compenso anche a chi non è iscritto a Ordini professionali e la questione legata alle dimensioni dell’impresa, per cui il DDL proposto limitava l’equo compenso alle aziende con almeno 50 dipendenti e 10 milioni di fatturato annuo.

Equo compenso professionisti: si riparte dall’ultimo disegno di legge, le possibili novità per il 2023

Si è conclusa il 15 novembre 2022 la seconda riunione del tavolo del lavoro autonomo. La neo Ministra del lavoro, Marina Marina Calderone, ha incontrato il 14 novembre le rappresentanze degli Ordini, delle Casse e dei Sindacati dei professionisti e ieri quelle delle associazioni di professionisti non iscritti a Ordini e Collegi professionali (legge n. 4/2013).

Si è discusso dell’implementazione di misure a sostegno e di riconoscimento del lavoro autonomo, come equo compenso, previdenza, sussidiarietà, formazione e orientamento.

Come affermato dalla Ministra, l’intento degli incontri è quello di:

“cogliere le sfide di questo tempo e di come rispondere con soluzioni pragmatiche alle tante sollecitazioni in atto. Lavoriamo per obiettivi e su aspetti concreti, dando attuazione a quel tavolo per gli autonomi previsto dalla legge n. 81/2017: un punto di partenza per ripensare il rapporto delle professioni con le istituzioni e la collettività.”

Uno dei temi principali in discussione è proprio quello dell’equo compenso, la cui ultima proposta di legge, si è arenata in Senato nella scorsa legislatura.

Si tratta di un compenso economico adeguato che viene erogato al professionista in modo proporzionato alle prestazioni e al lavoro svolto per i committenti come banche, assicurazioni e Pubbliche Amministrazioni. Una soglia minima al di sotto della quale un professionista non può essere pagato per una determinata prestazione.

Il Presidente dell’ADEPP (l’Associazione degli Enti di previdenza privati), che ha partecipato all’incontro, ha dichiarato ad ANSA:

“il ministro Marina Calderone ci ha detto che si partirà dal testo attuale.”

Il punto di partenza per l’equo compenso per le prestazioni dei liberi professionisti, dunque, dovrebbe essere proprio l’ultimo disegno di legge presentato e quasi approvato prima della caduta del Governo Draghi.

Equo compenso professionisti: tra le possibili modifiche al DDL anche l’estensione della misura

Su questo provvedimento, poi, potrebbero essere effettuati alcuni aggiustamenti. A quanto si apprende da ANSA, al termine dell’incontro si è espressa sulla possibilità di nuovi interventi anche la Presidente di Confcommercio professioni:

“Ci sarà spazio per effettuare delle modifiche, che potranno anche comprendere l’estensione della tutela ai lavoratori autonomi non iscritti ad Ordini e Collegi.”

Uno di questo aggiustamenti, sottolinea il Presidente dell’ADEPP, dovrebbe riguardare le “asimmetrie disciplinari” e il “dimensionamento”, dato che nell’ultima versione del disegno di legge presentato l’equo compenso era previsto solamente per le imprese con almeno 50 dipendenti e 10 milioni di euro di fatturato annuo.

Come si legge nel comunicato stampa di Confprofessioni, la Ministra ha espresso la sua piena disponibilità ad affrontare i temi emersi durante l’incontro.

Il prossimo appuntamento per una nuova riunione del tavolo è fissato entro la fine di dicembre dopo l’approvazione della Legge di Bilancio 2023.

Prima della fine dell’anno dunque sarà difficile vedere novità per quanto riguarda l’equo compenso e resta da vedere come si muoverà il Governo per il prossimo anno.

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