Sanzioni dichiarazione dei redditi tardiva

Giuseppe Guarasci - Dichiarazione dei redditi

Dichiarazione dei redditi tardiva: cosa si intende e quali sono le sanzioni per l'invio oltre la scadenza? Regole, tempi da rispettare e istruzioni operative

Sanzioni dichiarazione dei redditi tardiva

La dichiarazione dei redditi 2026, relativa al periodo d’imposta 2025, poteva essere inviata nei termini entro la scadenza del 31 ottobre, termine che cadendo di sabato è automaticamente differito a lunedì 2 novembre.

Per i contribuenti che ancora non avessero provveduto, tuttavia, non occorre perdere le speranze: con una sanzione ridotta è possibile ravvedersi e inviare la dichiarazione dei redditi entro i prossimi 90 giorni.

La dichiarazione inviata entro questo termine extra si considera tardiva e non omessa.

Bisogna, prima di tutto, specificare che alla sanzione prevista nel caso di invio tardivo della dichiarazione dei redditi si applicano le norme del ravvedimento operoso, che riducono l’importo applicato: più breve sarà il ritardo nell’invio, più sarà vantaggiosa la riduzione.

Dichiarazione dei redditi tardiva (oltre la scadenza ordinaria ma entro i 90 giorni)

Se la dichiarazione dei redditi è omessa alla scadenza ordinaria ma viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria, essa si considera valida a tutti gli effetti.

Dopo il termine dei 90 giorni la dichiarazione, anche se inviata telematicamente, resta irrimediabilmente omessa, con l’impossibilità di avvalersi del ravvedimento operoso.

Appare quindi evidente l’importanza di conoscere in maniera accurata i tempi da rispettare, ricordando in primis la scadenza generale del 2 novembre per l’invio della dichiarazione dei redditi 2026, considerando che il termine canonico del 31 ottobre cadeva di sabato.

La finestra per l’invio tardivo, calcolando quindi i 90 giorni dal 2 novembre, si chiude quindi il 31 gennaio. Cadendo di domenica, l’appuntamento ultimo è automaticamente differito al 1° febbraio 2027.

Sanzioni e ravvedimento operoso per la dichiarazione dei redditi tardiva

Le sanzioni per la dichiarazione dei redditi tardiva sono le seguenti:

  • sanzione fissa pari a € 250,00 (si veda a questo proposito la circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 42/E/2016) con possibile applicazione del ravvedimento operoso con riduzione a 1/10 (articolo 13, comma 1, lett. c) D. Lgs. 471/1997) della sanzione che diventa 25,00 euro;
  • le imposte eventualmente dovute sono considerate quali omessi versamenti e la sanzione è commisurata al 25% con possibilità di ridurre l’importo con applicazione del ravvedimento in ragione del ritardo rispetto al termine di pagamento rispetto a quello originario.

In generale, le sanzioni previste per la dichiarazione tardivamente presentata nel termine di 90 giorni sono particolarmente contenute: la lettera c) del comma 1 dell’articolo 13 del D. Lgs. n. 472/97 prevede che in questo caso, la sanzione venga ridotta ad 1/10 del minimo.

In pratica, in assenza di imposte dovute, la regolarizzazione comporta il versamento della sanzione ridotta a 25 euro.

Ove, invece, emergano imposte dovute, è necessario ravvedere anche i versamenti non effettuati.

Attenzione: come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare numero 42/E del 2016 la sanzione ridotta di 25 euro deve intendersi per singola dichiarazione.

In altre parole, ove il contribuente considerato si sia dimenticato di inviare la dichiarazione modello redditi e la dichiarazione IRAP, la sanzione applicabile sarà pari ad euro 50 (25 per singola dichiarazione) in caso di invio entro i 90 giorni successivi alla scadenza.

L’anno di riferimento da indicare nel modello F24 è quello in cui si sarebbe dovuto porre in essere l’adempimento

La sanzione legata all’invio della dichiarazione tardiva deve essere versata mediante il modello F24 indicando il codice tributo 8911.

L’invio di una dichiarazione tardiva pone il problema di individuare l’anno di riferimento da indicare sul modello F24 relativo al versamento della sanzione.

Le soluzioni possibili sono due:

  • indicare l’anno in cui è stata commessa la violazione;
  • indicare il periodo d’imposta di riferimento della dichiarazione tardivamente presentata.

Il dubbio nasce in quanto dalle istruzioni presenti sul sito delle Entrate, si dice che il riferimento da indicare deve essere l’anno di imposta in cui si effettua il pagamento, ma questa indicazione è in contrasto con altre indicazioni, che vanno forse più correttamente in senso contrario, richiedendo di indicare il periodo nel quale è stata commessa la violazione.

Di conseguenza, se la dichiarazione dei redditi 2026 dovesse essere stata inviata in ritardo rispetto al termine di scadenza ordinario, si dovrà indicare come anno di riferimento il 2026 e codice tributo 8911.